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News Mercoledi 15 Giugno 2022

Dati e zone produttive: fattori di unicità

Poter disporre dei dati di diverse aree produttive, apre un ventaglio di opportunità in campo agronomico, gestionale, finanziario, comunicativo ed educativo.

di Emanuele Fiorio

Saturnalia è una piattaforma, basata su un algoritmo innovativo, in grado di raccogliere, aggregare ed elaborare automaticamente i dati di diverse aree produttive e superfici vitate. Il sistema combina osservazioni spaziali e terrestri relative a parametri rilevanti acquisiti nei vigneti e lungo la linea di produzione.

Nell’ottica di approfondire le potenzialità e le implicazioni concrete di questa piattaforma, abbiamo intervistato Daniele De Vecchi, Project Manager di Saturnalia.

Come Saturnalia può rappresentare uno strumento efficace di analisi anche comparativa delle diverse aree produttive?
Sicuramente lo possiamo fare grazie all’uso dei satelliti, poiché ci permettono di avere un occhio vigile sulle diverse zone produttive e ricevere dati concreti che permettono di compararle. Sfruttiamo diversi dati di monitoraggio (vegetazione, orografia, clima, meteo) ed avendo uno storico di 10 anni possiamo elaborare comparazioni su diverse annate sia in Italia che a livello mondiale
Abbiamo mappato oltre 5M+ km2 di vigneti e siamo in grado di focalizzare le nostre analisi sia su macrozone (principalmente Italia, Spagna, Francia, USA, Germania e Australia) sia su singoli cru o parcelle specifiche (Borgogna, Bordeaux, Barolo, Bolgheri, Montalcino, Barbaresco, ecc.).

In che modo estrapolate ed elaborate i dati a supporto di zonazioni e comparazioni tra le diverse aree?
Una volta che abbiamo a disposizione i dati, l’estrapolazione viene fatta in automatico grazie ai nostri algoritmi. Se si parla di zonazione potrebbe essere utile fare una comparazione a livello geografico, ecologico, orografico, climatologico.

Una volta analizzati i dati di un cru specifico, è possibile che questi stessi dati risultino utili per valutare di inserirlo in altre zone caratterizzate da condizioni ambientali simili?
Certo, una volta che hai una base solida di dati precisi puoi porti diverse domande e trovare delle risposte. Per esempio se un vigneto si sta comportando molto bene in una determinata zona caratterizzata da specifici elementi pedoclimatici, questo vigneto può diventare, grazie ai nostri dati, oggetto di studio ed analisi da parte di agronomi e tecnici per comprendere eventuali replicabilità o miglioramenti in aree simili. 

Ritengo che la disponibilità e l’analisi dei dati possa essere utile anche dal punto di vista comunicativo e divulgativo. Lei cosa ne pensa?
Sicuramente, una versione distillata di queste informazioni può essere utilizzata per la formazione di appassionati e professionisti sommelier così da mostrare le caratteristiche di una zona attraverso le nostre mappe in 3D. Inoltre, le nostre analisi potrebbero essere utili per i professionisti del settore vino (buyers, importatori, collezionisti) per indirizzare i propri investimenti o per capire se puntare su un determinato produttore o su un altro. 
Si aprono tanti scenari anche per gli imprenditori vitivinicoli: mappe 3D in digitale e dati possono essere un modo per raccontare la storia della propria azienda, dei prodotti e dei servizi che propone.  È importante basarsi su delle fondamenta molto solide e tangibili come i dati satellitari e soddisfare un consumatore che vuole essere informato e vedere da dove hanno origine i vini preferiti anche attraverso il digitale.
È necessario uscire dal solito racconto stereotipato, per far emergere le proprie unicità concrete. I dati possono essere senz’altro un ottimo strumento credibile e verificabile per differenziarsi sul mercato.

Che valore può avere l’elaborazione di una documentazione adeguata a supporto della vocazionalità della denominazione (es. zonazioni)?
I dati possono essere una base di partenza per fare queste analisi, per ragionare su una riorganizzazione delle denominazioni. Le denominazioni dovrebbero essere basate su dati ed elementi concreti e verificabili, non possono essere solo il frutto di scelte politiche e promozionali.
Soprattutto all’estero, quando guardano alla moltitudine delle denominazioni italiane, avvertono confusione. Si sente la necessità di semplificare per facilitare la comprensione delle nostre eccellenze nel mondo.

Molti pensano che i dati creino difficoltà e allontanino i consumatori, qual è la sua impressione?
Questa è una questione comunicativa, è sicuramente un gap che deve essere colmato, quello tra l’elaborazione dei dati e l’efficacia comunicativa. Con la piattaforma di Saturnalia è quanto proviamo a fare giorno per giorno per i nostri clienti collezionisti, educatori e professionisti. Sempre più persone sanno leggere i dati, i consumatori si stanno evolvendo e sono sempre più attenti ed in grado di comprendere elementi anche articolati in grado di far conoscere anche il prodotto vino da una nuova prospettiva: quella vista dallo spazio.