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News Mercoledi 17 Agosto 2022

Dazi cinesi: i produttori vendono i vigneti

Weilong Grape Co, terzo produttore di vino cinese, avrebbe venduto oltre 420 ettari di vigneti in Australia per 14,3 milioni di dollari australiani.

di Emanuele Fiorio

Secondo una dichiarazione rilasciata dal produttore cinese Weilong Grape Co. il 6 luglio scorso e ripresa da Vino Joy News, il terzo produttore di vino del Paese e la più grande azienda vinicola biologica, avrebbe venduto oltre 420 ettari di vigneti a Coomealla e Nyah nella regione vinicola di Murray Darling (la seconda zona produttiva più importante d’Australia). Questi vigneti rappresentano il 76% della sua produzione totale di vino in Australia e l’obiettivo della vendita è "alleviare lo stress finanziario e manageriale della filiale australiana".

Il produttore di vino cinese con sede a Shandong ha acquistato i vigneti tra il 2016 e il 2018 in quello che è stato descritto come il "più grande investimento del decennio a Murray Darling", ha dichiarato Mike Stone, direttore esecutivo di Murray Valley Wine Growers, all'emittente australiana ABC.

All'epoca, quando le relazioni tra Cina e Australia erano amichevoli, la Cina era il mercato di esportazione più grande e più redditizio per l'Australia e questo aveva stimolato una corsa all'acquisto di cantine da parte di investitori cinesi.

Cavalcando l'onda della crescita, negli ultimi anni Weilong ha acquistato circa 600 ettari di vigneti nello Stato di Victoria e nel New South Wales e ha costruito una nuovissima cantina con una capacità di 26.000 tonnellate a sud di Mildura "con piani di espansione futura", annunciati all'epoca.

L'azienda puntava a inserire i vini australiani nel vasto mercato cinese e i suoi impianti di vinificazione in Australia erano stati concepiti per vinificare 170.000 tonnellate di uva all'anno. L'azienda avrebbe raccolto circa 120 milioni di dollari australiani per il progetto.

La vendita dei vigneti è avvenuta appena un anno dopo che la Cina ha formalmente introdotto i dazi (fino al 218%) sui vini australiani, che in appena un anno hanno ridotto le esportazioni di vino australiano da 1,2 miliardi di dollari australiani a soli 214 milioni di dollari.

La vendita, come ha reso noto la società quotata in borsa a Shanghai, comprende 167,55 ettari di vigneti a Coomealla e 260,41 ettari a Nyah e altri beni associati, rispettivamente per 26,6 e 44,4 milioni di dollari australiani.

Con la vendita, Weilong rimane proprietaria ancora di alcuni vigneti in Australia. L'azienda afferma che la decisione serve ad alleviare lo stress finanziario e che, se le relazioni tra Cina e Australia in futuro miglioreranno, avrà forniture in grado di soddisfare la domanda nei prossimi due anni.

Ma con milioni di litri di vino in giacenza a magazzino e la pressione della nuova vendemmia, molti vini vengono gettati e le uve vengono lasciate in campo ad appassire.

Breve excursus: la situazione pre e post dazi

Poco prima del 2020, gli investitori cinesi acquistavano vigneti e aziende vinicole australiane a livelli senza precedenti, il 10% dei vigneti della Barossa Valley erano in mani cinesi.

Changyu Wine Pioneer, la più grande azienda vinicola cinese, nel 2017 aveva acquistato l'azienda vinicola Kilikanoon Wines, con sede nella Clare Valley, per 20,6 milioni di dollari australiani.

Australian Swan Vintage, l'azienda vinicola australiana di proprietà cinese e creatrice di Auswan, era il terzo esportatore di vino australiano in Cina dopo Treasury Wine Estates e Casella Family Wines. Dal 2021, l'azienda ha modificato la propria attività, abbandonando la vendita di vini australiani in Cina. Ha lanciato prodotti Baijiu e ha annunciato la produzione di vino cinese locale a Ningxia.