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News Lunedi 21 Novembre 2022

Enjoy Prepotto: una banda di viticoltori dei Colli Orientali ha posto con forza l’accento sull’enoturismo!

Espressività aziendali si uniscono, nell’estremo est del Friuli, per offrire all’enoturista l’essenza di un territorio dove la differenza, da essere caratteristica intrinseca, diventa valore d’accoglienza.

di Paolo Frigo

Parto dalle conclusioni: ho vissuto grazie ad Enjoy Prepotto, neonata rete di promozione turistica ed enoturistica che raggruppa 13 realtà agricole del celebre comune dello Schioppettino, un’esperienza arricchente, dinamica, autentica, divertente e profonda; grazie di avermi saputo mostrare come la vostra concreta unione si dimostri pronta a far vivere ad un ospite, in modo autentico, un territorio complesso.

Nel nostro meraviglioso mondo del vino capita di partecipare a press-tour in stile “politico per un giorno”, dove tanti parlano ma non ci si confronta, si stringono mani, ma non si tocca con mano, si ascolta ma non c’è poi molto da tradurre. Un format sicuramente funzionale ai fini organizzativi, ma nel quale ognuno rimane nel suo ruolo di fruitore e si torna a casa con materiali, ma con pochi spunti, con la pancia piena ed i sensi inebriati, ma privi di emozioni. Ci capita poi spesso di vivere lo stesso vuoto scoprendo le proposte di accoglienza, le cosiddette "experience", delle molte aziende che ci invitano per lavoro o che ci capita semplicemente di visitare come addetti ai lavori…

Nella due giorni con i produttori ed i colleghi giornalisti all’evento di Enjoy Prepotto sono invece riuscito a sentirmi non solo fruitore, ma parte attiva di un’esperienza enoturistica in cui il vino è il mezzo ed il filo rosso che permette di vivere un territorio e conoscere delle persone. Il programma ed il suo stesso backstage si sono completamente fusi rendendoci parte della performance d’accoglienza grazie alle proposte che il network offre a chi prenota una visita dal loro portale.    

Con l’ospitalità dei membri di Enjoy ed i contributi arricchenti di un’esperta guida naturalistica come Renzo Ferluga, gli spunti storico-letterari di una guida escursionistica del calibro di Luigi Nacci, con la degustazione sulle tante espressioni di Schioppettino guidata Matteo Bellotto, abile e preparatissimo narratore del vino, la lezione di cucina di Maria Gilda Primosic, oracolo della cucina tradizionale del territorio, sono entrato in una trama in cui le relazioni hanno potuto tessere, ora dopo ora, lo stare insieme nel non-luogo dei Colli Orientali: una dimensione transfrontaliera dove nulla è mai come era prima ed ogni particolare ha un senso se contestualizzato rispetto al resto.

L’orientale valle dello Judrio, torrente che nasce sloveno e muore italiano nel vicino Torre, è stato teatro di scenari crudeli, conflitti, militarizzazioni e tensioni tra Stati Sovrani; corridoio per i popoli mitteleuropei e dell’Est, porta di ingresso verso la Pianura Padana, confine ridisegnato più volte dalle lingue di diverse bandiere. Ospita Prepotto, comune esteso e dalla densità abitativa bassa e multiculturale, lembo dalla biodiversità sorprendente con colline dalle  tonalità autunnali gialle, rosse e verdi ad introdurre le imbiancate Alpi Orientali e Dinariche: un ex fondale marino in cui anche il suolo rivendica stratificazioni differenti, dalla marna all’arenaria, ferzato dal freddo vento del nord o dalle miti brezze adriatiche a proporre, nel raggio di 5km, terroir peculiari ed unici come l’espressività dei vini che generano.

Cosa può accadere in un teatro del genere? Cosa può nascere da tanta diversità?

La consapevolezza di ciò che è stato, l’accettazione della complessità che perdura e l’energia per fare del nuovo: ristorazione, hospitality, degustazioni, yoga in vigna, in bottaia o tra le anfore, turismo storico e naturalistico con passeggiate, bike tour e molto altro per coinvolgere il visitatore in modo destagionalizzato.

Al di là di “relax, gusto e divertimento”, spin-off di Enjoy Prepotto, ho visto nei componenti di questo movimento spontaneo la consapevolezza di aver fatto ciascuno un percorso di vita ed enologico differente e la capacità di condividerlo tra loro senza sterili propagande di sé, anzi, col desiderio di fare sistema e alzare il valore di un angolo di mondo. Mi rimarrà impresso l’aiuto spontaneo che i vigneron si sono dati incessantemente nel farci sentire parte di questo evento e nel non farci mancare nulla, aiutandosi nel servire i tavoli nel locale di uno, fino a lavare i calici nell’azienda dell’altro. In questo senso più che un gruppo, Enjoy Prepotto è una banda, la banda dagli accenti diversi e della diversità che diventa valore cardine per promuovere un territorio offrendo quella lenta complessità da vivere e degustare in un significativo altrove del vino: Prepotto.