IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

News Giovedi 28 Gennaio 2021

Etichetta ambientale: una risposta per facilitare la raccolta ed il riciclaggio degli imballaggi

Il nuovo sistema, nato per facilitare il consumatore, sta ponendo non poche incognite per i produttori. Vediamo assieme ad Anna Lonardi di Grafical cosa dovrà essere indicato d’ora in avanti in etichetta.

di Redazione Wine Meridian

Da molto tempo si assiste ad una crescente richiesta di informazioni circa la sostenibilità ambientale e l’impatto dei materiali di packaging sull’ambienteIl consumatore sempre più informato e consapevole dell’importanza di uno stile di vita responsabile richiede di comprendere non solo le caratteristiche del prodotto alimentare che assume, ma anche quelle degli involucri che lo ospitano. 

Per mettere ancora più di chiarezza in questa direzione l’11 settembre 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo 3 settembre 2020, n. 116, che recepisce la direttiva UE 2018/851 sui rifiuti, e la direttiva (UE) 2018/852 relativa agli imballaggi e ai rifiuti di imballaggio. Con questo decreto ha visto ufficialmente la luce la cosiddetta “etichetta ambientale”. 

L’etichetta ambientale richiede ufficialmente anche ai produttori di vino una serie di azioni nel realizzare l’etichetta o l’imballaggio. Secondo le nuove disposizioni tutti gli imballaggi devono essere opportunamente etichettati secondo le modalità stabilite dalle norme tecniche UNI per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero ed il riciclaggio degli imballaggi, nonché per dare una corretta informazione ai consumatori sulla destinazione finali degli imballaggi. 

Questo impone ai produttori l’obbligo di indicare, ai fini della identificazione e classificazione dell’imballaggio, la natura dei materiali di imballaggio utilizzati

“La nuova norma ha lasciato spazio a molti dubbi interpretativi, motivo per il quale sono state elaborate le Linee Guida per l’Etichettatura ambientale (http://www.progettarericiclo.com//docs/etichettatura-ambientale-degli-imballaggi), pubblicate lo scorso 16 dicembre, a seguito di una consultazione pubblica molto partecipata dall’intero settore industriale” spiega Anna Lonardi, responsabile Sicurezza e Qualità di Grafical

I contenuti da riportare sull’etichettatura ambientale degli imballaggi si distinguono a seconda della destinazione d’uso dell’imballaggio. 

“Se l’imballaggio è destinato al consumatore finale, i contenuti previsti per obbligo sono la codifica alfanumerica identificativa del materiale e le informazioni per supportare il consumatore finale alla corretta raccolta differenziata dell’imballaggio” spiega Anna Lonardi

“Se l’imballaggio è destinato al canale B2B, i contenuti previsti per obbligo riguardano unicamente la codifica alfanumerica identificativa del materiale, mentre hanno carattere di volontarietà ulteriori informazioni aggiuntive sulla raccolta” continua la responsabile Sicurezza e Qualità di Grafical.

A seguito dell’entrata in vigore dell’obbligo di etichettatura ambientale degli imballaggi nel settembre 2020, Confindustria e molte altre Associazioni hanno proposto con urgenza un regime transitorio di diciotto mesi che consentisse ai produttori e agli utilizzatori di imballaggio di adeguarsi. A tal proposito il 31 dicembre 2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge 3 dicembre 2020, n. 183, cosiddetto “Milleproroghe 2021”.

“Il decreto non ha previsto la sospensione dell’obbligo di apporre sugli imballaggi la codifica alfanumerica identificativa del materiale. Mentre l’obbligo di apporre sugli imballaggi destinati al canale B2C le indicazioni per il corretto conferimento in raccolta differenziata, è sospeso fino al 31 dicembre 2021. Pertanto le imprese del settore avranno un anno di tempo per adeguarsi all’obbligo e prevedere anche questa informazione sugli imballaggi destinati al consumatore finale” conclude Anna Lonardi.

Fonte informazioni e Tabelle: CONAI