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News Lunedi 03 Ottobre 2022

UE, vendemmia 2022: Italia stabile, cresce Francia

Copa e Cogeca: vendemmia stabile in Italia, cresce la Francia rispetto al 2021/22. Tutti gli altri Paesi produttori europei registrano un calo delle rese.

di Emanuele Fiorio

Copa e Cogeca - associazioni degli agricoltori e delle cooperative agricole dell'Unione europea - prevedono che la produzione vinicola in Europa rimarrà abbastanza stabile rispetto all'anno scorso, ma non riuscirà a raggiungere la media quinquennale (2017- 2021), con sostanziali disparità a livello nazionale a causa della siccità e delle alte temperature registrate nei mesi primaverili ed estivi.

In generale, la raccolta 2022/2023 è caratterizzata dall'impatto della siccità e dalle temperature torride registrate in Europa, che hanno portato a una vendemmia affrettata e a rese più ridotte. La nota positiva è che la situazione fitosanitaria dell'uva è ottima.

Si prevede che i tre più grandi paesi produttori, Italia, Francia e Spagna, produrranno 130,02 milioni di ettolitri, cifra che rappresenta un leggero aumento (+1,1%) rispetto ai 128,7 milioni di ettolitri prodotti nel 2021/22, ma un leggero calo (-2,1%) rispetto alla media quinquennale di 132,9 milioni di ettolitri. Nella maggior parte degli altri Paesi produttori si registra un calo delle rese.

Chiaramente i numeri previsti potrebbero variare viste le condizioni climatiche che definiranno le prossime settimane di raccolta, soprattutto per quanto riguarda la produttività delle varietà d'uva a maturazione medio-tarda.

La situazione nei maggiori Paesi produttori europei

Italia
In Italia si prevede una produzione stabile rispetto alla campagna precedente e leggermente superiore alla media quinquennale (2017-2021), nonostante le condizioni metereologiche avverse, ossia la siccità e le alte temperature. La mancanza di precipitazioni ha facilitato il controllo delle malattie fungine, riducendo così il numero di interventi fitosanitari.

Francia
A seguito di una vendemmia molto scarsa nel 2021, decimata dalle gelate primaverili, si prevede un sostanziale aumento per la produzione vinicola in Francia. Saranno prodotti 44 milioni di ettolitri circa nel 2022, un aumento del 16,2% rispetto al 2021, leggermente superiore anche rispetto alla media quinquennale. In molte regioni, la raccolta è iniziata prima del solito a causa della alte temperature. Le gelate in primavera, seguite dalle grandinate e dalle ondate di calore, hanno colpito soprattutto i vigneti della Francia sud-occidentale e della Charente. Le scarse precipitazioni e le alte temperature in estate hanno ridotto i volumi previsti in diverse regioni, mentre in altre zone è stata la siccità a indurre un calo delle rese.

Spagna
Le temperature torride e la siccità hanno colpito i vigneti in Spagna, che hanno risentito della mancanza di pioggia e d'acqua (la capacità dei serbatoi era scesa al 36,9% rispetto alla media del 55,6%), registrando un calo del -10,5% rispetto alla vendemmia dello scorso anno, più bassa anche della media del periodo 2017-2021. La raccolta è stata anticipata di 2-3 settimane a causa delle condizioni metereologiche che hanno contribuito alla formazione d'uva sana e di buona qualità.

Portogallo
In Portogallo la produzione dovrebbe raggiungere 6,7 milioni di ettolitri. La diminuzione del 9% rispetto alla campagna precedente 2021/22 è dovuta alla scarsità delle risorse idriche e alle alte temperature che limitano la maturazione delle uve. L'uva è in uno stato sanitario buono, e non sono stati registrati attacchi da parte di parassiti, né malattie.

Ungheria
I casi di siccità sia in inverno che in estate, soprattutto durante la fase di sviluppo vegetativo, hanno avuto un impatto sulle rese in Ungheria. Si prevede che il livello delle precipitazioni a fine estate e a inizio autunno saranno alla base di un calo della produzione del 20% circa.

Austria
In Austria, la siccità e il caldo porteranno probabilmente a un leggero calo della produzione (-2,5%) rispetto ai livelli del 2021/22 e alla media quinquennale.

Slovenia
Si prevede che la produzione vinicola in Slovenia diminuisca del 14% rispetto alla campagna precedente del 2021/2022, già bassa a causa delle gelate primaverili, e del 30% rispetto alla media quinquennale. La ragione principale della diminuzione è la siccità, che ha colpito tutte le regioni vinicole del paese.

In merito alle previsioni, Luca Rigotti, presidente del gruppo di lavoro "Vino" del Copa-Cogeca, ha commentato: "Anche se è stata abbondante, la raccolta del 2022 è stata ampiamente ‘salvata’ grazie agli sforzi dei viticoltori. Tuttavia, quest'anno rimane difficile per l'intero settore: l'aumento dei costi di trasporto, vetro, cartone, prodotti fitosanitari ed energia ha ulteriormente inasprito la situazione, caratterizzata da costi di produzione già alti. Vengono così ulteriormente erosi i margini dei produttori."