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News Martedi 11 Maggio 2021

Fine wines e dazi USA: premiati Italia e Champagne

I dazi USA hanno impattato sul commercio di vini pregiati, nel 2020 lo Champagne 50 è salito dell'11% e l'Italy 100 del 10%. Penalizzato Bordeaux.

di Emanuele Fiorio

Nel 2019 l’ex presidente statunitense Trump, in linea con la sua politica “America First", ha intrapreso una guerra commerciale contro l'Unione Europea per i sussidi dati ad Airbus. L'UE ha reagito facendo presente i sussidi che gli Stati Uniti avevano dato a loro volta a Boeing.

Come avevamo evidenziato nell’articolo dal titolo: “USA, vittoria Biden: impatti su dazi e vini pregiati”, entrambe le parti hanno iniziato a imporre dazi su un ampio assortimento di prodotti. Gli Stati Uniti a seguito di questa disputa, hanno imposto dazi per un valore di 7,5 miliardi di dollari su alcuni beni provenienti dalla UE - tra cui vino, distillati e liquori.

Il 5 marzo scorso, la nuova amministrazione Biden e l’Unione Europea nelle vesti di Ursula von der Leyen, hanno concordato la sospensione temporanea dei dazi in attesa di un accordo duraturo. L'UE aveva imposto dazi per circa 4 miliardi di dollari sui prodotti americani, mentre gli Stati Uniti avevano imposto dazi per 7,5 miliardi di dollari sulle merci europee.

In seguito a questo accordo, l'attività di acquisto degli acquirenti statunitensi su Liv-ex è aumentata del 36%: "Per circa una settimana è stato un delirio", riferisce il direttore delle vendite di Farr Vintners, Mark Ross. 
Chi sono stati i vincitori ed i perdenti di questa rincorsa agli acquisti di fine wines?

Un'analisi sommaria premia l'Italia, lo Champagne e penalizza Bordeaux.

I dati Liv-ex lo confermano: Bordeaux ha rappresentato il 48% degli acquisti di vini pregiati statunitensi nel periodo gennaio-ottobre 2019, ma quella quota è scesa al 33% tra novembre 2019 e novembre 2020. Nel frattempo, la quota dello Champagne è aumentata dal 10% al 14%, e quella dell'Italia dal 18% al 25%.

"L'Italia e lo Champagne hanno assolutamente beneficiato dei dazi", afferma il direttore e co-fondatore di Liv-ex Justin Gibbs. "Lo Champagne 50 è salito dell'11% nell'ultimo anno e l'Italy 100 del 10%, contro l'8% del Liv-ex 1000. L'Italy 100 ha visto la migliore performance negli ultimi sei mesi, con un aumento del 5%".

Matthew O'Connell, responsabile degli investimenti alla BI, dice: "L'Italia e lo Champagne sono senza dubbio usciti vincitori dai dazi commerciali degli Stati Uniti. È degno di nota il fatto che il volume del commercio dell’Italia ha sperimentato un vero e proprio cambio di passo negli ultimi anni, non ci aspettiamo che subisca contrazioni, anzi potrebbe svilupparsi ulteriormente".

I dazi sono semplicemente serviti a mettere in evidenza tendenze preesistenti.

Negli ultimi cinque anni, gli indici Champagne 50 e Italy 100 di Liv-ex sono aumentati rispettivamente del 58% e del 45%. Ross va oltre: "Non direi che l'Italia e lo Champagne sono risultati vincitori, direi piuttosto che tutti gli altri sono stati perdenti. Vendevamo comunque fine wines italiani e Champagne a secchiate negli Stati Uniti. Questa tendenza non ha avuto un aumento enorme ma è stata continuativa, mentre tutti gli altri si sono fermati”.

Quando a marzo i dazi sono stati sospesi, le porte si sono aperte, come osserva Gibbs: "Dopo la fine dei dazi americani a marzo, c'è stato un grande movimento da parte dei compratori americani verso Bordeaux e Borgogna - aree tradizionali che erano state in qualche modo tagliate fuori durante il periodo dei dazi". In altre parole, c’è stato un ritorno alla normalità.

I dazi potrebbero non aver prodotto alcun cambiamento a lungo termine nelle abitudini di acquisto dei vini pregiati negli Stati Uniti, ma l'incertezza e la perturbazione che li circondano potrebbero avere un impatto continuo in termini di psicologia commerciale.

Ross in conclusione sottolinea che: "In precedenza, si poteva comprare il vino e non spedirlo per due o tre mesi. Non sono sicuro che d’ora in avanti questa tendenza continuerà, i compratori stanno cercando di assicurarsi il vino molto più rapidamente di prima. Sono sicuramente un po' più cauti".