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News Venerdi 25 Novembre 2022

Francia, l’inflazione azzera i margini: produttori in ginocchio

L'aumento dei costi equivale al 21% del prezzo medio di una bottiglia di vino, il margine si aggira tra il 12 e il 20%. I dati parlano chiaro.

di Emanuele Fiorio

Secondo le ultime stime della francese OIV (Organisation internationale de la vigne et du vin), grazie ad una crescita più forte rispetto al 2021 ed un aumento di 6,6 milioni di ettolitri (+17%), la Francia raccoglierà quest'anno 42,4 milioni di ettolitri. Dopo la storica gelata del 2021, il clima avverso del 2022 ha comunque pesato sul potenziale dei raccolti, con i vigneti sottoposti a gelate primaverili, grandinate e siccità durante l'estate.

Oltre alle problematiche legate al cambiamento climatico, i viticoltori francesi stanno affrontando anche le difficoltà economiche dovute all'inflazione che sta erodendo i margini di profitto.

Secondo Jean-Marie Fabre, Presidente dell'organizzazione dei viticoltori indipendenti francesi (Vignerons Indépendants), “Di questo passo si potrà solo vendere in perdita o rischiare di cedere mercati aumentando i prezzi di vendita". 

Come riporta il magazine online Vitisphere, l'aumento vertiginoso dei costi dell'energia e delle materie prime, iniziato questa primavera, rappresenta l'equivalente del 21% del prezzo medio di vendita di una bottiglia di vino, tasse escluse, secondo l'ultimo osservatorio indipendente dei viticoltori, basato sui riscontri ottenuti finora da 600 produttori. 

Il margine di profitto di un viticoltore varia a seconda delle regioni e delle aziende agricole e si aggira tra il 12 e il 20% del prezzo di vendita di una bottiglia di vino, ha spiegato Fabre. Lo scorso maggio, un'indagine condotta su 1.800 cantine indipendenti ha rivelato un aumento del 13% del prezzo medio di vendita di una bottiglia di vino.

Con i margini di profitto in calo, l'industria vinicola si sta battendo per ottenere aiuti a sostegno dell'attività e della competitività, a partire dall'estensione delle linee di credito. 

Fabre ha accolto con favore il recente annuncio di un tetto massimo imposto dal Governo francese sui prezzi dell'energia per le piccole imprese, ma ha messo in guardia dall'esposizione del settore a costi aggiuntivi sui materiali secchi prodotti fuori dalla Francia (bottiglie, scatole, etichette, ecc.): "Dobbiamo trovare un modo per ottimizzare i costi di imballaggio e di spedizione che gravano sul nostro settore, che è efficiente e deve rimanere tale". 

Il 92% dei viticoltori francesi vende i propri vini in bottiglia, Fabre ha sottolineato che attualmente il 32% di loro non riesce a soddisfare gli ordini in tempo a causa dei ritardi nelle consegne dei materiali secchi. Questi problemi hanno reso impossibile per le aziende vinicole indipendenti commercializzare normalmente i propri vini.