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News Lunedi 01 Marzo 2021

Francia: non tutto il male vien per nuocere

Dopo una valanga di notizie e dati demoralizzanti, una recente indagine di Wine Paris & Vinexpo presenta dati in controtendenza rispetto a quelli deprimenti a cui ormai siamo abituati.

di Emanuele Fiorio

La pandemia, le guerre commerciali, le problematiche logistiche e burocratiche, i dazi e le politiche di restrizioni e chiusure ci hanno lasciato in eredità un 2020 certamente da dimenticare. Ciononostante dopo innumerevoli notizie negative e dati sconfortanti, giungono anche numeri positivi proprio dal settore vitivinicolo francese, probabilmente il Paese che più di tutti ha risentito delle ripercussioni dello scorso anno.

Tra il 5 e il 9 febbraio 2021, Wine Paris (nata dalla fusione di VinoVision e Vinisud) in stretta collaborazione con Vinexpo Paris (che si occupa di eventi internazionali per i professionisti del vino e degli alcolici) hanno condotto un sondaggio su un panel di 658 produttori di vino e 737 tra negozi di vino e di specialità enogastronomiche.

Il bilancio generale che scaturisce da questa indagine è positivo, nonostante il 2020 sia stato un anno terrificante.
L'indagine ha dimostrato la forza della filiera del vino. Il settore, resiliente per natura, si è reinventato con successo, trovando il sostegno dei consumatori che hanno continuato ad acquistare vini e distillati.

Viticoltori, commercianti e negozi hanno adottato un approccio flessibile alle sfide lanciate da Covid-19, attraverso l’utilizzo degli strumenti digitali e la ricerca di nuovi canali di distribuzione.  
I commercianti di vino ed i negozi hanno proposto nuovi servizi come le vendite online (18 %), le consegne a domicilio (20 %) anche al di fuori del normale orario di lavoro (5 %) o la formula del “click & collect” online e  successivo ritiro in negozio (7 %). 
I viticoltori da parte loro hanno dimostrato iniziativa e creatività: il 35% ha creato il proprio e-commerce, il 22% si è appoggiato ad una piattaforma e-commerce esterna ed il 17% ha implementato le vendite ai negozi di vino e alle gastronomie. Il 67% ha fatto il grande passo ed è entrato in un nuovo canale di distribuzione.

Le risposte degli intervistati lo confermano, la maggioranza dei commercianti di vini e dei negozi di specialità enogastronomiche (60%) afferma che le entrate sono state buone nel 2020.
Il 55% ha addirittura registrato un aumento delle vendite e il 15 % dichiara che le vendite sono state stabili rispetto al 2019.
Per i viticoltori, il 34 % degli intervistati valuta i risultati positivi e il 22 % stabili rispetto al 2019.
Il vino ha registrato ottimi risultati durante la stagione delle feste, tant’è che nell'ultimo trimestre 2020, il 58 % dei commercianti di vini e delle gastronomie ha assistito a un netto aumento delle vendite rispetto all'anno precedente.
Nello stesso periodo, il 25% dei viticoltori afferma di aver aumentato le vendite, mentre per il 28%  sono rimaste invariate rispetto al 2019.

Nelle enoteche e nelle gastronomie, i vini rossi e bianchi hanno registrato performance di vendita migliori rispetto al 2019 – rispettivamente +53% e +55% - un risultato probabilmente dovuto all’aumento del consumo domestico durante i lockdown ed il periodo estivo.
I distillati hanno fatto altrettanto bene, aumentando del 50% e confermando una crescita notevole negli ultimi anni. Al contrario, i vini spumanti, associati agli eventi celebrativi, hanno sofferto.

Presso le enoteche e le gastronomie, la spesa media è aumentata per i vini bianchi (45%) e i rossi (49%) seguiti dai distillati (30%). Per gli spumanti è rimasta invariata.

Anche se il 66% dei commercianti di vino e delle gastronomie sono ottimisti per il futuro, i viticoltori continuano ad esprimere una certa preoccupazione. Il 65% di loro vorrebbe mantenere e sviluppare i nuovi canali di distribuzione, compresi gli strumenti digitali.