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News Venerdi 21 Gennaio 2022

Gli effetti della pandemia sui costi di trasporto possono avere importanti riflessi sul mercato internazionale del vino

Dall’inizio della pandemia i costi di trasporto hanno segnato incrementi importanti, solo in parte recuperati negli ultimi mesi. Cosa deve attendersi il mondo del vino nel prossimo futuro?

di Claudia Meo

Lo scoppio della pandemia ha fatto schizzare verso l’alto il costo del trasporto del vino: uno stesso container, che ante-Covid veniva portato a destinazione per 1.500 dollari, nei mesi più caldi della pandemia ha viaggiato ad un prezzo di dieci volte più elevato, dimostrando una grande variabilità negli equilibri della logistica internazionale. Se ne è parlato in una recentissima analisi pubblicata su Wine Business International, con riflessioni che riteniamo possano essere di notevole interesse anche per le aziende italiane.

A manifestare i maggiori sintomi dell’aleatorietà del mercato dei trasporti sono state diverse componenti della filiera, dal  costo dei pallets alla loro stessa disponibilità, fino ad arrivare alla  capacità di smistamento dei carichi presso i maggiori porti internazionali, e i connessi tempi di attesa in ormeggio.

Ad oggi, il portale Freightwaves attesta che le tariffe dei trasporti tra Asia e USA sono incrementati del 122% rispetto a quelle pre-Covid. Ciò che maggiormente interessa, allo stato attuale, è in ogni caso comprendere quali potranno essere gli impatti futuri sul costo del trasporto del vino. Ma tra gli analisti del settore non vi è una voce unanime sulle prospettive future delle tariffe.

Per Ben Nolan, della banca d’affari multinazionale americana Stifel, le tariffe unitarie per container potranno ridursi sensibilmente, anche di 4 volte, nel corso del 2022; di contro Andy Chu di Deutsche Bank prevede che le tariffe dei due colossi del trasporto Maersk e Hapag-Lloyd saliranno del 30% quest’anno, spingendo verso l’alto i rispettivi EBITDA; gli fa eco Judah Levine di Freightos, che non prevede a stretto giro un miglioramento sul fronte dei costi.

Legato a quello della tariffazione, esiste anche un sottostante tema di disponibilità di navi sulle quali i containers devono poter viaggiare, tra esigenze di rottamazione di mezzi ormai inadeguati e nuovi ordini di navi da parte degli armatori: tema, quello degli ordini, che è fortemente condizionato dalle esperienze di qualche anno fa, quando l’esubero di navi ha causato nel settore grandi perdite di conto economico, in qualche caso recuperate, come per Maersk, ma che in qualche altro caso hanno condotto a gravi fallimenti, come quello di Hanjin, considerato il più grande dissesto nel settore dei trasporti su nave degli ultimi 30 anni.

A complicare le analisi di scenario intervengono anche le incertezze sulle tariffe professionali dei trasportatori su carro e dei lavoratori portuali, che hanno visto notevolmente accrescere il proprio potere contrattuale negli ultimi due anni.
Un insieme di elementi di incertezza, quindi, che grava sulle dinamiche commerciali del vino oltre-confine, e deve comunque trovare il giusto spazio nelle analisi prospettiche delle aziende produttrici.

A livello macro-economico sembra ipotizzabile che queste incertezze, combinate tra loro, creeranno le condizioni per un’ulteriore crescita dell’imbarco di prodotto sfuso e dell’imbottigliamento del vino nei Paesi di destinazione.