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News Mercoledi 20 Gennaio 2021

I Fine Wine chiudono stabili il 2020. Cauti segnali di ottimismo per il 2021

Fine Wine 100 e Fine Wine 1000, i principali indici di Liv-ex, hanno chiuso positivamente un anno difficilissimo.

di Giovanna Romeo

Nel solo mese di dicembre il Fine Wine 100, l’indice che rappresenta il movimento dei prezzi di 100 dei vini più ricercati sul mercato, è aumentato dello 0,75%, mentre il Fine Wine 1000, l’indice dei 1000 vini più ricercati, dello 0,71%. Entrambi hanno chiuso l'anno positivamente, rispettivamente in crescita del + 5,4% e del + 2%.

Se Il primo semestre del 2020 non è iniziato nel migliore dei modi con un andamento generale del mercato in ribasso causa la pandemia e le chiusure diffuse (soprattutto nel settore on trade) che hanno pesantemente segnato le performance degli indici, da maggio in poi tuttavia, l’indice Fine Wine 100 ha riguadagnato terreno. Un rimbalzo significativo che lo ha portato ai suoi massimi livelli: mai così alto da almeno 10 anni.

Gli accordi siglati tardivamente tra Europa e Regno Unito in materia Brexit, avvenuti solamente alla fine del 2020 e che hanno fortunatamente visto il rinvio almeno fino a giugno 2021 della certificazione VI-1 – il documento accompagnatorio necessario per certi beni di esportazione, previsto dal Regolamento Europeo 555/2008 – hanno evitato potenziali perdite di volumi nelle esportazioni verso UK. Liv-ex sostiene però che gli effetti dell'aumento della burocrazia doganale e dei costi associati debbano ancora essere pienamente calcolati.

Dopo un anno altalenante, il mese di dicembre è stato il primo mese che ha visto una diminuzione della tipologia di etichette vendute, un fatto dipeso probabilmente più da una riduzione dei giorni disponibili per le negoziazioni che da un vero e proprio calo della domanda. Liv-ex sottolinea che nello stesso mese il controvalore e il volume dei vini scambiati ha toccato i massimi storici, confermando come la richiesta di Fine Wine rimanga significativamente elevata.

All'interno dell’indice Fine Wine 1000, il sottoindice “Resto del mondo” ha registrato il maggior guadagno mensile, in crescita del 3,9%. Sono saliti anche Bordeaux Legends 40, Bordeaux 500 e Rhone 100. Dopo anni difficili e burrascosi, gli indici Champagne 50 e Italia 100 hanno visto a dicembre lievi cali, entrambi però in aumento di oltre il 6% su base annua.

Se anche l’anno 2021 è iniziato sulla scia del precedente e con non pochi grattacapi: la pandemia che non accenna a rallentare la sua corsa, le chiusure protratte causa l’elevato numero di contagi, la Brexit e i dazi statunitensi, il balzo positivo del mese di dicembre di quasi tutti gli indici, grazie ad un buon numero di scambi in valore e in volume, sembra confermare la solidità del mercato dei vini pregiati.

Ci sarebbero cauti segnali di ottimismo. Sembra che, anche grazie alla partenza diffusa della campagna vaccinale, la musica stia finalmente cambiando.