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News Giovedi 20 Gennaio 2022

Il Covid non ha fermato la voglia di comunicare e conoscere il vino

Una chiacchierata con l’AD di Siddùra Massimo Ruggero su temi come sostenibilità, territorio e mercati internazionali.

di Agnese Ceschi

Nessun evento storico potrà mai fermare l’umano istinto e voglia di comunicare e collaborare, creare e produrre. Ci pare un messaggio molto bello che non possiamo che condividere quello che ci ha lasciato in questa intervista Massimo Ruggero, amministratore delegato di Siddùra. Con lui abbiamo fatto una panoramica di quello che attende l’azienda sarda, eletta nel 2021 la migliore cantina italiana nell’ambito della guida di Vinitaly, nel nuovo anno tra tematiche di rilievo come sostenibilità, valorizzazione del territorio e relazioni internazionali. 

Quali sono gli obiettivi di Siddùra per il delicato anno che ci aspetta?

Gli obiettivi di un’azienda non nascono con il nuovo anno, ma sono una prosecuzione che fa parte della filosofia del “credo” per la quale è nata l’azienda. Il nostro obiettivo o filosofia? È quello di conquistare il cuore del consumatore attraverso le emozioni che ogni anno vengono racchiuse all’interno della bottiglia. Il nostro contachilometri è rappresentato da numeri che ogni anno, con impegno, soddisfazione, strategia e organigramma, devono essere nella peggiore delle ipotesi confermati, mentre nella migliore superati. Per una percentuale strategicamente calcolata all’interno dell’azienda.

Che tipo di approccio ha Siddùra nei confronti della sostenibilità? Quali sono le vostre good practices

Per noi la sostenibilità è stata, fin dalla nascita di Siddùra, la parola d’ordine. Il vino appartiene alla pianta, la pianta alla natura e la natura all’ambiente. Tutto ciò che è ambiente deve essere rispettato nel segno della sostenibilità. 

I nostri impegni sono racchiusi in quello che facciamo da anni e che implementeremo nel futuro: l’utilizzo di bottiglie con un peso inferiore alla norma per ridurre il consumo del vetro, l’installazione di pannelli solari per la produzione di energia a basso impatto, la costruzione della cantina realizzata con un sistema di geotermica per abbassare i consumi, il sistema di irrigazione intelligente per ridurre il consumo dell’acqua, l’uso di fitosanitari biologici e il lavaggio di tutte le attrezzature all’interno di vasche di decantazione che evitano la dispersione dei residui nell’ambiente

Come vi muoverete sul filone della valorizzazione del territorio e della bella zona della Sardegna in cui vi trovate? 

La Sardegna, negli ultimi decenni, rappresenta ancor di più la “Terra antica di madre vino” che è stata riscoperta ed è in grado di dare qualità, ambiente, integrazione e sviluppo. Un  brand ha come obbligo fondamentale la dichiarazione di appartenenza ad un grande territorio. Ecco perché Siddùra, come slogan, equivale a “Sardegna in purezza”. La Sardegna è, ormai da tempo, protagonista in questa azione: con orgoglio, nel 2021, la migliore cantina italiana – eletta nell’ambito della guida del Vinitaly – è stata una cantina sarda, Siddùra.

Mercati internazionali: quali sono gli obiettivi del 2022?

I mercati internazionali, nel 2020 e 2021, hanno avuto un calo abbastanza importante, non legato alla qualità né alla comunicazione, ma da alcune regole che il Covid ha imposto. Il 2022 sarà l’anno di raccolta di quanto seminato negli anni precedenti: in fin dei conti la voglia di sperimentare, assaggiare, degustare e curiosare non può essere fermata dal Covid poiché il consumatore, che stimola il mercato, è ancora presente. L’obiettivo di Siddùra è quello di portare la Sardegna del vino nel mondo. Per concludere e per strapparvi un sorriso nella vita vale la pena almeno una volta di assaggiare un vino Siddùra. 

Come state affrontando questa delicata fase che doveva essere di "post-pandemia", che invece sta ancora mettendo a dura prova le relazioni, i viaggi, il business? 

Abbiamo cercato di trasformare i problemi in opportunità: nuovi stimoli e nuovi programmi per mandare avanti un’azienda che sostiene 35 dipendenti. I viaggi oggi si intendono in maniera diversa: il mio biglietto non è più fornito da una compagnia aerea ma da una chiamata su Skype. Le mie relazioni sono state filtrate da uno schermo, ma non chiuse. Il nostro istinto, che è quello di comunicare e collaborare, creare e produrre, non potrà e non dovrà mai essere interrotto da nessun evento storico.