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News Lunedi 28 Novembre 2016

Il mercato americano ha raggiunto il suo apice?

Alcuni possibili fattori di criticità e da non sottovalutare rispetto alla crescita apparentemente inarrestabile del mercato americano, che sta cambiando a grande velocità

di Alice Alberti

Si può dire che nel 2016 l'attenzione del mondo sia stata puntata sugli Stati Uniti come non accadeva da tempo, per diverse ragioni. Tuttavia l'attenzione degli operatori del settore vino non si è mai allontanata dal Paese a stelle e strisce, primo mercato mondiale per le importazioni. Negli ultimi cinque anni si è assistito ad una crescita regolare dei volumi di circa l'1% annuo, inoltre se si considera un consumo medio annuo pro capite di poco superiore ai 12 litri per adulto e che il 60% degli adulti americani ancora non beve vino, pare che ci sia un ulteriore margine di crescita.

Nel suo US Landscapes Report 2016, appena pubblicato, Wine Intelligence fa il punto sullo stato di salute del mercato del vino americano.
Nonostante i numeri in salita inarrestabile emersi negli ultimi anni, il report evidenzia come alcuni recenti fattori potrebbero sottendere gli indizi di un possibile stop di questo trend positivo. 
La domanda che aleggia frequente è: quando il mercato americano raggiungerà il suo punto di saturazione? Nella fattispecie due sono le misure che mostrano come il mercato USA potrebbe aver già raggiunto il suo apice: da una parte la riduzione negli scorsi anni del consumo medio pro capite, dall'altra la riduzione del numero di consumatori frequenti (ovvero coloro che bevono vino quasi quotidianamente).

Questi sono sicuramente elementi da non sottovalutare e da monitorare molto attentamente nei prossimi anni. D’altro canto però ci sono altri fattori che mostrano come ci sia un crescente e comune desiderio di scoperta da parte degli americani. I consumatori vogliono provare sempre di più varierà di nicchia, brand poco conosciuti e piccole produzioni, magari provenienti da regioni vitivinicole non tradizionali. Inoltre fattori come grafica e design accattivante delle etichette destano molto più interesse e hanno un'influenza sull'acquisto finale maggiore rispetto al passato.

Come illustrato anche da Matteo Lunelli di Ferrari nella sua relazione al 7° Seminario Internazionale di Marketing del Vino, gli Stati Uniti stanno diventando sempre più il punto di riferimento per il mercato degli sparkling, soprattutto italiani, guidati saldamente dal Prosecco.

Questi ed altri elementi sono i segnali che il consumatore americano non è più lo stesso, ma sta maturando insieme al mercato. Ciò che è certo è che una crescita numerica costante non implica necessariamente un'uniforme stabilità nei comportamenti d'acquisto. Il gigante americano sta cambiando e questo comporterà delle inevitabili conseguenza anche nel trade.