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News Domenica 08 Settembre 2019

Il Riesling renano ama gli Stati Uniti

La Mosella, il mercato americano e non solo: ecco cosa ci raccontano i produttori.

di Giovanna Romeo

Le cifre parlano chiaro, così come dichiarano gli interpreti del Riesling renano, meraviglioso vitigno che ama sorprendere più e più volte. Lo raccontano, da un luogo unico nel suo genere, produttori capaci di dar vita a mille tipologie e interpretazioni. È la Mosella, dove i pendii vitati sono così scoscesi al punto di mettere i brividi. Nessun terrazzamento ma pendenze che impongono un lavoro difficile, faticoso e inevitabilmente manuale. Sono produttori come Clemens Busch e Markus Molitor a testimoniare vendemmie in cordata e personale specializzato. "D’altronde non potrebbe essere diversamente - riferisce Molitor - ho filari con pendenze dell’85%, si entra in vigna con l’imbragatura. I vendemmiatori sono scelti e qualificati, soprattutto sempre gli stessi anno dopo anno".

Produttori di fama internazionale che ispirano mercati lontani come Stati Uniti e Asia. È Manfred Prüm, l’attuale titolare di Weingut Joh. Jos. Prüm, la cui storia risale al 1911, a riferire che per una produzione di circa 180 mila bottiglie, l’80% è destinato ai mercati esteri di cui 2/3 richiesti solo dagli Stati Uniti. Segue a sorpresa il Regno Unito. "Studi di settore avevano evidenziato le difficoltà di approcciare il mercato U.K., in realtà la crescita e l’interesse sono in costante ascesa al punto di essere il nostro secondo paese per l’esportazione. Poi Asia, ma soprattutto Hong Kong grazie alla grandissima cooperazione del nostro export manager". Prüm in Mosella incarna la "tradizione" del Riesling: vigneti negli appezzamenti posti in zone vocate come Sonnenhur o Himmelreich e vini che si esprimono secondo lo stile renano, esclusivamente halbtrocken e fruchtsüß declinati in Kabinett, Spätlese, Auslese, Beerenauslese, Trockenbeerenauslese. Vinificazione con fermentazioni lunghissime, anche di 7 o 8 mesi, lieviti indigeni e pochissima tecnologia in cantina.
In Piesport, a soli dieci minuti, c’è Reinhold Haart. È significativo con lui capire di mercati e di enoturismo che, per il suo contesto, prende strade inaspettatamente diverse. Il suo Riesling dry o off-dry incontra non solo il gusto dei paesi asiatici ma il pieno favore dell’Europa. Nove ettari e mezzo per 60 mila bottiglie e una certificazione Fair’ N Green ad attestare, un approccio da sempre completamente "ecologico". Export che varia dal 70 all’80% e che vede Spagna, Italia, Belgio, Scandinavia come principali mercati. Segue l’Asia, in vetta Singapore, Taïwan e Corea. Vini verticali, sapidi hanno sfumature organolettiche che tendono al frutto rosso scuro, osando sin da giovani a una pienezza fatta di terroir e vigne Grand Cru come Ohligsberg, Gräfenberg o il monopole Kreutzwingert. 


È il visionario Markus Molitor di Wehlen a produrre tra le 400 e le 700 mila bottiglie (dipende dalle annate) per 45 diversi paesi. Un ettaro da cui iniziare a soli vent’anni, oggi (55 anni) racconta la Mosella attraverso i suoi attuali 120 ettari, acquisiti soprattutto negli anni ‘80 quando in molti stavano abbandonando la viticoltura a causa di più annate difficili e consecutive. Un numero variegato di etichette semplici da distinguere nonostante le declinazioni tedesche, si identificano attraverso capsule di colori diversi: bianca per i vini dry, verde per gli off-dry e oro per i vini sweet. Zeltinger Himmelreich, Zeltinger Sonnenhur, Wehlener, Ürziger Würzgarten, Erdener Treppchen sono i Grand Cru che risuonano a livello mondiale raccontandone tutto il fascino e la geografia. Un produttore instancabile che nonostante il successo planetario segue personalmente la selezione delle uve, le attività di cantina, rendendo espressioni uniche per singola vigna e per singola annata, mai legate alla richiesta di mercato. "Di solito durante il primo anno dell’annata vendemmiata vendo circa il 40%. Dopotutto la fama e la bellezza del Riesling è costruita non sui vini giovani ma su vini affinati per alcuni anni". Degustare "Trockenbeerenauslese Zeltinger Schlossberg 2006" è quasi raro. Da una selezione accurata di acini botrizzati si ottiene uno dei vini più prestigiosi e unici del panorama mondiale. Il calore di questo calice, l’avvolgenza, l’intensità vengono sorretti da una freschezza che si piega dolcemente al tempo. I profumi di zafferano, la piacevolezza delle albicocche mature, il godimento infinito di profumi e sapori al contempo dolci e vellutati riempie il sorso carnoso. La densità fa capolino in gola esplodendo letteralmente. 

A Pünderich, Clemens Busch fa vino dal XVI°secolo. Clemens e Rita prendono le redini dell’azienda nel 1985, hanno 17 ettari di cui il 99% Riesling, solo l’1% è di Pinot Nero da cui ottengono un rifermentato in bottiglia. Vecchie vigne, fino a 110 anni, coltivate da sempre secondo la biodinamica, non solo un metodo ma soprattutto una filosofia di vita. Vini di importante complessità vinificati per parcelle, poste su ardesie rosse, grigie e blu, provenienti da aree Grosse Lagen in cui trovare solo la purezza del Riesling. Centomila bottiglie e un export pari al 70%. Il primo mercato, il più importante, rimane sempre quello statunitense, segue la Germania. L’Italia, grazie alla collaborazione di un importatore che è riuscito a sdoganare le nostre mode del momento, è il loro terzo mercato.

Interessante è la recettività enoturistica di questa fascia di Mosella centrale. Punto di riferimento è sicuramente la cittadina di Bernkastel-Kues. Qui si snodano percorsi in bicicletta, qui il popolo del Riesling lo si incrocia più volte nelle diverse cantine. "Generalmente serve un appuntamento - riferiscono Fritz Haag e Dr. H. Thanisch - ci permette di seguire in modo corretto il cliente sia per il numero ampio di etichette che abbiamo in degustazione, sia per organizzare il nostro lavoro in vigneto e in cantina. Basta una semplice mail".