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News Martedi 25 Ottobre 2016

In UK si beve meno ma meglio

Il numero di consumatori di vino nel Regno Unito sta diminuendo, ma quelli che ancora ne consumano acquistano prodotti di maggior valore e sono più coinvolti dal mondo del vino.

di Traduzione di: Alice Alberti

Recentemente siamo incappati in un interessante articolo sul Regno Unito di David Thompson (Wine Intelligence), che fa luce su tutta una serie di dinamiche emergenti legate agli stili di consumo del popolo britannico. Si parte da un notizia che potrebbe essere all’apparenza negativa: dai dati pervenuti su analisi delle principali catene di discount nel Regno Unito il numero di persone che consumano vino regolarmente è diminuito considerevolmente negli ultimi anni, passando da un picco di 29 milioni di persone nel 2013 a circa 25.5 milioni oggi. Ciò è stato accompagnato da una deviazione a ribasso dei volumi di vendita, passati da 1.2 milioni di ettolitri nel 2010 a 1.1 milioni nel 2015.


Tuttavia i consumatori che sono rimasti fedeli alla categoria del vino stanno dimostrando un maggiore coinvolgimento e una maggiore capacità di spesa. Sono più inclini a scegliere con cura la bottiglia che andranno ad acquistare, sono più sicuri di sé riguardo le proprie conoscenze in materia di vino e, più in generale, affermano di avere "un forte interesse per il vino" in misura significativamente maggiore rispetto allo scorso anno. A livello comportamentale, stiamo assistendo ad una diminuzione statisticamente rilevante di bevitori poco curiosi che sostengono "so cosa mi piace e resto fedele a ciò che conosco".
Questa svolta potrebbe in qualche modo spiegare il motivo per cui le offerte promozionali nel lungo periodo stanno dimostrando di essere sempre meno un fattore di scelta nell'acquisto di vino, mentre Paese d'origine, regione d'origine, brand e consigli degli esperti stanno salendo alla ribalta come fattori di scelte nella corsia dei vini del supermercato. 
 
Questo trend, in modo non del tutto inaspettato, è anche il riflesso delle abitudini di spesa di questi consumatori: i nostri dati ci suggeriscono che rispetto all'anno scorso c'è una tendenza a spendere cifre più generose per ottenere prodotti di maggiore qualità nell'off-trade. E questo è stato dimostrato essere vero per una quantità di diverse occasioni d'uso: godersi un buon bicchiere a casa dopo una lunga giornata, cene domestiche sia formali che informali, feste o celebrazioni varie e anche come regalo. È evidente su tutta la linea che i consumatori britannici più fedeli stanno aumentando il valore dei loro acquisti in vino.
L'evoluzione si manifesta anche nelle scelte varietali, con uve quali Tempranillo, Pinotage, Sangiovese e Carmenère che hanno visto un boom in termini di popolarità a scapito di varietà più classiche quali Cabernet Sauvignon e Chardonnay.

Un ulteriore sintomo dell'evoluzione dei sudditi di Sua Maestà nei confronti del vino è il diverso tipo di atteggiamento nei confronti dei tappi. Con l'aumento della loro capacità di discernimento è aumentato anche il rigetto verso i tappi in sughero sintetico a cui viene sicuramente preferito il più prestigioso sughero naturale, oppure, in mancanza di alternative, il tappo a vite.

Nell'oceanico mondo del vino, quando da una parte c'è bassa marea, un'altra viene sommersa. Allo stesso modo, se nel complesso il mercato britannico sta subendo una contrazione, la sua nicchia di consumatori più selezionati è, nel suo piccolo, inondata di promesse.