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News Giovedi 15 Aprile 2021

L'Arte del Teatro, del Vino e dell’Arrangiarsi

Il Consorzio del Prosecco DOC collabora con il Teatro Stabile del Veneto "Carlo Goldoni" per interpretare in scena l'antico rapporto tra teatro e vino. In scena Tosca in occasione dei 120 anni dalla prima rappresentazione, prima opera teatrale online in tutta Italia.

Buona la prima, e il tappo salta mentre un coro di bicchieri si affolla sotto la schiuma per non perdere nemmeno un goccio di prezioso perlage. Scene notturne di teatri aperti, vibranti di emozioni, tra attori e maestranze che tutti insieme si concentrano nel creare una magia. Ma il legame tra il teatro e il vino è profondo, geologico, ancestrale. La collaborazione felice tra il Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni”, l’associazione di produzione teatrale che unisce tre strutture importanti della regione -il Teatro Mario del Monaco di Treviso, il Teatro Verdi di Padova e il Teatro Goldoni di Venezia-, e il consorzio del Prosecco DOC, è proprio questo: un aggiornamento che continua ad intrecciare al contemporaneo le antiche, meravigliose abitudini di colloquio aperto tra il teatro e il vino. Una condivisione che parte dai linguaggi, dai vocabolari che si prestano lemmi e significati, dall’evocazione continua di un rito propiziatorio di felicità. 

Quale migliore rappresentante della doppia categoria di Mirandolina, La Locandiera dalla battuta fresca e dal rabbocco facile, che il genio irriverente di Carlo Goldoni celebrò quale sublime espressione dell’intelligenza machiavellica femminile?

Fare teatro mixando diversi campi d’azione e traendo ispirazione da quanto di più diverso. Il rapporto tra l’Arte del Prosecco e l’Arte del Teatro, entrambe maiuscole per dovere morale, evolve con la tenacia di una vigna ritorta e rifiorisce anche nei tempi più difficili. Questo, in fondo, è l’Italian Genio della Cultura: la capacità di adattamento, la permeabilità tra settori diversissimi tra loro. L’arte del Teatro, del Vino e di Arrangiarsi si permeano in maniera eccellente. Come quest’anno per la messa in scena di Tosca in occasione dei 120 anni dalla prima rappresentazione, che ha opzionato la trasmissione in streaming dell’opera pucciniana: il Teatro Stabile del Veneto è il primo in Italia ad aver portato un'opera teatrale online. E lo streaming, nell’anno delle assenze fisiche dei teatri, è stato un successo inaspettato che ha quadruplicato l’ipotetica (e mancata) presenza fisica: oltre 800 persone in diretta, più di 2000 visualizzazioni successive, per assistere ancora una volta all’immutato fascino di una storia d’amore eterna. Un’esperienza così ben accolta che si è deciso di ripeterla anche con La Vedova Allegra di Franz Lehár, la più celebre delle operette, ben lontana dal dramma cantato di Tosca. L’effervescenza della protagonista è stata resa anche nella scenografia delle gesta di Hanna Glavari e del conte Danilo, che ha mantenuto la bottiglia di sei metri di Prosecco DOC realizzata in occasione della presentazione del Prosecco DOC Rosé, e che nella messa in scena dell’operetta si versa lentamente in un bicchiere gigante a centro palco, facendo da spartiacque dispettoso ai due stizzosi innamorati.

Che ci siano le opere di bel canto, le commedie o le tragedie, quello che unisce la recitazione in teatro al Prosecco DOC è il concetto stesso di creazione artistica. E di furba, intelligente interpretazione della realtà: il teatro permette di incarnare chi non si è, scoprire parti di sé che resterebbero dimenticate o inesplorate, portare fuori i tratti distintivi di chi non vorremmo (o potremmo) essere. Un lungo viaggio introspettivo dentro noi stessi che diventa un racconto pubblico, una catarsi (ri)creativa. Come avviene per il Prosecco DOC, il disciplinare di standard massimo è l’obiettivo da raggiungere seguendo i propri percorsi di cantina. Viticoltori come registi di uno spettacolo collettivo dove gli attori tengono fede alla loro imprevedibilità, ma si fanno guidare perché la rappresentazione finale, sul palco e in bottiglia, non perda nessun punto qualitativo. Con l’Italian Genio del più riconoscibile, identificativo, solleticante vino italiano secondo i consumatori stranieri, avviene la stessa cosa: il disvelamento delle parti più profonde di sé, a colpi di sorsi leggeri che allentano i freni inibitori. E liberano una voce che a volte sembra suonare lontana da noi, tanto è intima e irregolare. Come un canto lieve che echeggia dalle vigne, e una inattesa declamazione fuoriscena.