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News Lunedi 25 Gennaio 2021

L’enoturista post Covid-19

Nel mondo, 9 cantine su 10 sono positive riguardo alla completa ripresa dell’enoturismo a partire dal 2021/2022. La domanda da porsi però è: "l'enoturista post Covid-19, avrà le stesse esigenze di quello che viaggiava prima della pandemia?"

di Matilde Anghinoni

Durante il 2020 uno dei settori più colpiti dalla pandemia è stato, come è ben noto, il settore del turismo. I Paesi hanno visto bruschi cali di turisti in entrata, come ad esempio il Portogallo, con una diminuzione del 90%. Le cantine, invece, hanno perso tra il 50% e il 90% di turisti stranieri. Nonostante la situazione, però, il portale Winetourism.com ha registrato che il 31% delle cantine pensa che l’enoturismo tornerà al normale livello quest’anno, il 58% nel 2022, e solamente il 10% è convinto che la normalità riprenderà a partire dal 2023.

Nel frattempo, però, lo stile di vita delle persone è cambiato e, di conseguenza, le esigenze dei turisti non saranno uguali a quelle precedenti alla pandemia. Il quarto Webinar tenuto da Wine Future ha fornito un quadro generale di come l'enoturismo cambierà nei prossimi tempi, di ciò che le aziende interessate dovranno fornire ai clienti per rimanere competitive sul mercato.

La pandemia ha dato inizio al periodo dei lockdown, dello stare a casa e dello smart working, quello di cui le persone hanno bisogno è quindi allontanarsi da tutto ciò che è chiusura, restrizione. La vigna giocherà, in questo senso, un ruolo fondamentale per il turismo. Il contatto con la natura, la possibilità di vedere di persona cosa sta dietro ad una bottiglia di vino, la relazione con il produttore vitivinicolo definiranno l'attrattività del posto. Il nuovo turista sarà inoltre sempre più attento al rispetto ambientale e all’autenticità delle esperienze in grado di allontanarlo dalla routine e dalla quotidianità.

Ciò che maggiormente favorirà la ripresa dell’enoturismo sarà però la collaborazione tra le varie realtà, che dovranno essere sempre più orientate verso una filosofia di condivisione piuttosto che una basata sull'individualismo. Basti pensare al caso di Bordeaux, famosa meta turistica per tutti i wine lovers. Nel 2016 l'inaugurazione de La Cité du Vin (La Città del Vino), che offre degustazioni, spazi di lettura, esposizioni, concerti e molto altro, ha portato ad un incremento di turismo nell'intera regione francese Nouvelle-Aquitaine. Questo è stato reso possibile dal lavoro di network creato intorno alla nuova attrazione, che è diventata il fulcro per l'enoturismo della regione. Prima del 2016, infatti, i turisti si concentravano principalmente nella visita della sola città di Bordeaux, dall'apertura de La Cité du Vin, invece, vengono indirizzati a compiere viaggi più lunghi, anche grazie alla creazione del Bordeaux Wine Trip, un progetto dedicato grazie al quale il turista può organizzare anticipatamente le sue esperienze.

L'Europa in questo senso parte avvantaggiata rispetto ad altre zone del mondo, la ricchezza culturale e storica e il grande patrimonio artistico le permetteranno di meglio destreggiarsi nella ripresa del settore enoturistico.

 

L'evento digitale di Wine Future si terrà dal 23 al 26 Febbario, visita il sito  per partecipare.