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News Mercoledi 02 Ottobre 2019

Lincredibile ascesa del Vietnam

Una delle economie più dinamiche del Sud Est Asiatico, con un pil in crescita media annua del 7% e, soprattutto, un numero di consumatori in costante ascesa in particolare giovani (età media in Vietnam è sotto i 35 anni) e donne, e una classe media che aumenterà oltre il 25% nei prossimi 5 anni

di Fabio Piccoli

Sembrano lontanissimi i tempi dei boat people. Così venivano chiamati i vietnamiti che su imbarcazioni precarie affrontavano viaggi pericolosissimi per scappare da un Paese che era uscito devastato dalla guerra conclusasi nel 1975.
Una migrazione drammatica che è durata per oltre quindici anni fino ai primi degli anni ’90. Una migrazione che portò ad un declino impressionante della popolazione che a metà degli anni '80 era di 60 milioni di abitanti e oggi si sta avvicinando velocemente ai 100 milioni.
Il Vietnam di oggi appare molto lontano da quelle immagini di miseria profonda.

Non significa che oggi non vi sia ancora un tasso di povertà elevato e soprattutto una forte sperequazione tra un ceto sempre più ricco e quello povero, ma si sta evidenziando anche qui la crescita di una classe media grazie ad un Prodotto interno lordo di circa 240 miliardi di dollari (che colloca il Vietnam al 47° posto praticamente al medesimo livello della Romania) che cresce ad una media annua tra il 6 e il 7%.
Una crescita dovuta ad un programma di sviluppo, denominato "Doi Moi" (rinnovamento), che ebbe inizio nel 1986 e che ci ha portato oggi ad un Paese profondamente rinnovato fin dalle fondamenta.
Nel 2007 il Vietnam è entrato nell’Organizzazione comune del commercio mondiale e nel 2020 è prevista l’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio con l’Unione Europea (EVFTTA), firmato dal Vietnam il 30 giugno scorso.
È questo il quadro presentato da Paolo Lemma, direttore da tre anni dell’Ufficio dell’Italian Trade Agency di Ho Chi Minh City, intervenuto al seminario introduttivo dell’Unit Wine Tour che dopo la tappa di Seul ha raggiunto il Vietnam dove si fermerà per due tappe, oltre a questa quella di Hanoi.
All’evento organizzato sempre in maniera impeccabile da Unexpected Italian, partecipano ben 33 aziende italiane, un numero decisamente rilevante che testimonia da un lato l’interesse crescente nei confronti di un mercato emergente come il Vietnam, dall’altro l’ottima reputazione conquistata dagli organizzatori grazie a questi primi due anni di attività decisamente intensa e positiva.
Oggi il Vietnam appare un Paese molto interessante soprattutto per gli investitori internazionali che anche nel 2018 hanno portato capitali per circa 340 miliardi di dollari, distribuiti in oltre 27.000 progetti, in particolare nell’ambito delle telecomunicazioni (la sudcoreana Samsung rappresenta 1/3 degli investimenti esteri in Vietnam) e del settore manifatturiero (abbigliamento e calzature).
Ma veniamo al vino che in Vietnam oggi rappresenta un prodotto decisamente trendy - come ha sottolineato Stefano Sermenghi uno dei quattro partner di Unexpected Italian (gli altri ricordiamo sono Alessandra Castelli, Paolo Dell’Aquila e Marco Farné) - grazie anche ad un’immagine estremamente positiva in termini di lifestyle. I processi di occidentalizzazione, infatti, sono molto forti in Vietnam e in questa direzione il made in Italy, visto come uno dei brand più interessanti sul fronte della qualità della vita, rappresenta un grande appeal anche per le nostre imprese del vino.
Complessivamente in Asia Sud Orientale nel 2018 è stato importato vino per un valore di oltre 50 milioni di dollari (+15%) e in quest’area Singapore è cresciuta del 28,4% (25,7 milioni di dollari), Hong Kong dell’8,7% (18,5 milioni di dollari).
Il Vietnam lo scorso anno ha registrato importazioni di vino italiano per un valore di 11,5 milioni di dollari (negli ultimi 5 anni le importazioni di vino dall’Italia sono cresciute del 40%) ma complessivamente il mercato del vino in questo Paese vale circa 262 milioni di dollari grazie ad un consumo pro capite di 1,3 litri.
Le previsioni, inoltre, sono decisamente positive ed evidenziano una crescita del 10,3% da qui al 2023.
"Un ottimismo - ha spiegato Sermenghi - dettato da alcuni trend molto favorevoli a partire dall’aumento della popolazione che nel 2050 dovrebbe raggiungere i 120 milioni di abitanti. E si tratta di una popolazione molto giovane con un’età media non superiore ai 35 anni".
"Inoltre - ha proseguito Sermenghi - sono in forte aumento i consumatori giovani e le donne. Un consumo di vino favorito anche dalle leggi governative che incentiva le bevande a tasso alcolico più ridotto rispetto ai superalcolici. A questo riguardo va ricordato che in Vietnam si registra uno dei consumi di alcol tra i più elevati al mondo, con circa 8,9 litri (aumentato di quasi il 90% dal 2010 ad oggi). I vini rossi rappresentano tuttoggi l’87% del venduto ma in crescita sono anche i bianchi, gli sparkling e i rosé".
In termini di trend positivi molto importante evidenziare la crescita della classe media per la quale si prevede un aumento del 26% nei prossimi 5 anni. Senza dimenticare la crescita vertiginosa anche della distribuzione che secondo le previsioni nel 2020 raggiungerà i 1.300 supermercati, i 180 centri commerciali e i 157 grandi magazzini, soprattutto concentrati nelle principali città di Hanoi, Ho Chi Minh City e Da Nang.
Ma la prospettiva più interessante, soprattutto a breve termine, è quella dell’avvio dell’accordo commerciale con l’UE che come primo risultato porterà all’inizio della liberazione tariffaria che significa che in 8 anni i dazi si annulleranno.
E stiamo parlando di tasse di importazione del 50% che hanno un impatto notevole sul prezzo finale del vino importato.
"La sfida, però per le nostre imprese del vino - ha concluso Sermenghi - sarà quella di riuscire a sfruttare questo "risparmio" del 50% investendo in azioni di marketing e comunicazione in questo mercato che ha potenzialità di crescita straordinarie".