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News Venerdi 19 Giugno 2015

La "bellezza" del vino ci salverà

Pensieri da una delle più belle "terrazze del vino" del nostro Paese

di Fabio Piccoli

Sembra che già duecento anni fa avessero citato in autorevoli pubblicazioni la bellezza e l’importanza del paesaggio viticolo sulle colline sopra Soave. E ammirandole dalla straordinaria terrazza di Brognoligo, creata "rubando" terra al bosco dai coraggiosi produttori dell’azienda Le Battistelle, ci rendiamo conto come molte cose sono state capite ben prima di noi e basterebbe avere l’umiltà di leggere la storia non solo per commettere meno errori ma anche per impostare strategie utili per il futuro.
Cosa ci hanno insegnato le due piacevolissime ore passate con Gelmino e Cristina Dal Bosco degustando il loro ottimo Soave Classico 2012 Roccolo del Durlo abbinato ad una sopressa da urlo e, soprattutto guardando un paesaggio viticolo straordinario?
Innanzitutto che il paesaggio viticolo ha un valore inestimabile e genera un indotto ben più vasto di quello che spesso immaginiamo: dà sicuramente valore aggiunto al prodotto; lega profondamente e in maniera chiara ed esplicita il prodotto al suo territorio; è il primo volano di sviluppo enoturistico; ma soprattutto regala straordinaria qualità della vita a chi vive e frequenta questi luoghi.
E tutto questo attraverso un raro fenomeno, quasi paradossale e cioè di far apparire "naturale" un luogo, un territorio dove in realtà la mano dell’uomo è stata così "invadente".
Non può, quindi, apparire un caso che in alcuni territori la vite è presente da così tanto tempo. E non si può ascrivere questa presenza "solo" ad un fatto economico.
Certo, la vigna, il vino ha generato nel tempo ricchezza in molte delle nostre terre, ma è sopravvissuta nel tempo soprattutto dove è stata coltivata non solo pensando all’oggi ma soprattutto al domani con quella indispensabile pazienza del viticoltore.