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News Martedi 10 Settembre 2019

La coraggiosa scelta di Col Vetoraz: produrre solo

L'azienda trevigiana rinuncia definitivamente al termine prosecco prediligendo invece "Valdobbiadene DOCG" in tutti i canali comunicativi e sulle etichette

Rinunciare definitivamente al termine prosecco prediligendo invece "Valdobbiadene DOCG" per applicarlo a tutti gli strumenti commerciali, come packaging o etichette, e a tutte le azioni di comunicazione sia tradizionale che digitale. Una scelta coraggiosa che Col Vetoraz persegue a partire dalla vendemmia 2017 con l'obiettivo di rimarcare il valore della propria identità territoriale e diffondere un messaggio chiave: ‘Noi produciamo ciò che siamo - affermano in casa Col Vetoraz - e in ogni calice di spumante si trovano tutte le nostre radici, di una terra che ci ha visto nascere ed evolvere’.

"Quella delle colline del Conegliano Valdobbiadene è una storia secolare che improvvisamente, nel 2009, ha ricevuto un violento scossone. Per una scelta esclusivamente di natura politico-economica, prosecco da quel momento non è più la vite che ottocento anni fa ha trovato qui dimora ideale, ma è diventata una denominazione estesa su nove province tra Veneto e Friuli. Territori privi di storia, dove la coltivazione della vite non è tramandata di generazione in generazione dalla sapienza dei vecchi, ma ha assunto una visione prettamente industriale. Tutto ciò ha generato una situazione caotica, dove la semplice distinzione tra "prosecco" (vino prodotto nei territori creati nel recente 2009) e "prosecco superiore" (vino prodotto sulle colline storiche di Valdobbiadene e Conegliano) non è sufficiente per trasmettere in modo chiaro una precisa identità" spiega l'azienda.

"Oggi la parola prosecco è diventata generalizzante, col rischio reale di banalizzare e cancellare la secolare storia e vocazione delle colline di Valdobbiadene e Conegliano" continua. L’azione intrapresa dall'azienda di Santo Stefano di Valdobbiadene parte proprio da questo concetto, a difesa di un’identità territoriale unica. "Da questa terra eletta, oggi Patrimonio UNESCO,originano vini gentili, veri signori del benvenuto, complici di indimenticabili momenti di condivisione e interpreti perfetti della natura intrinseca del Valdobbiadene DOCG" conclude l'azienda.