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News Lunedi 25 Ottobre 2021

La sostenibilità è un impegno non più derogabile

La scelta sostenibile è una responsabilità che tenderà ad allineare strategie produttive e comportamenti di consumo.

di Claudia Meo

L’analisi condotta da Wine Monitor - Nomisma su un campione di 1.000 consumatori e 108 imprese ha evidenziato che ruolo svolgono, nel percepito di produttori e consumatori, le certificazioni del vino e, tra queste, quelle volte ad accertare la sostenibilità.
La ricerca è stata presentata nell’ambito della presentazione dell’Annual Report 2021 di Valoritalia, chiamata a rendicontare un anno, il 2020, certamente difficile, ma dal quale la viticoltura italiana è uscita con la consapevolezza di saper reggere gli impatti di una grande crisi.

 

Il valore delle certificazioni

L’indagine di Wine Monitor ha rilevato il valore delle certificazioni, percepito dal mercato del vino, nei due anni 2020 e 2021.
Per quanto riguarda il mercato di sbocco, se nell’ordine, l’italianità del prodotto, la leva prezzo, e la presenza di un marchio DOP/IGP la fanno da padroni nelle scelte di consumo, per il 60% dei consumatori intervistati il requisito della sostenibilità è oggi importante per guadagnare un posto nel carrello della spesa. In altri termini, sebbene il requisito della sostenibilità non sia in cima alla gerarchia dei parametri di scelta - DOP e zone di produzione hanno oggi maggiore forza - l’attenzione del consumatore cresce in questa direzione.

 

Il percepito della sostenibilità

I consumatori riconoscono il valore aggiunto delle certificazioni e se l’85% degli intervistati riconosce ai prodotti certificati a denominazione di origine o IG una qualità superiore alle altre categorie di vini, le certificazioni Bio e quelle di sostenibilità convincono il consumatore, per oltre il 70% degli intervistati, sulla maggiore attenzione all’ambiente. Test di mercato svolti sui loghi dei diversi sistemi di certificazione ambientale evidenziano tuttavia ampi margini di migliorabilità nel riconoscimento da parte del consumatore; l’esistenza di diversi standard naturalmente non aiuta in questo senso…

Le aziende fanno eco, con circa l’80% degli intervistati che ritiene importante il marchio Bio o il marchio di sostenibilità per il successo dei vini, e dichiara un aumento di questa rilevanza rispetto al periodo pre-Covid.
In sintesi, tra operatori e consumatori le denominazioni di origine (DOCG, DOC e IGT) prevalgono, sia in Italia che all’estero, tra tutti i parametri di valorizzazione del vino, ma i valori del biologico e del sostenibile sono comunque in buona posizione e destinati a crescere nel ranking.

 

Il futuro è “green”

L’89% delle aziende intervistate si dice convinta che nei prossimi 2 anni i consumatori dimostreranno un crescente interesse per i vini biologici e sostenibili. Porre in atto scelte produttive sostenibili per le aziende, oltre a configurarsi come una responsabilità nei confronti del pianeta e delle generazioni future, non sembra quindi essere una libera scelta, ma un impegno non più procrastinabile. Tant’è che oltre il 90% delle aziende dichiara che la sostenibilità ha già assunto un peso rilevante nel disegno delle proprie strategie aziendali.