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News Venerdi 16 Ottobre 2015

Le 4 azioni promozionali del vino italiano all’estero

Winemaker’s dinner, fiere, workshop, incoming: quale più efficace?

Quali sono le attività di promozione più efficaci? Ce lo siamo chiesti tante volte negli ultimi tempi e nel caos delle possibilità, abbiamo cercato di fare un pò di ordine e chiarezza. Pro e contro di fiere di settore, workshop, incoming... Oggi ci risponde l’esperta Michèle Shah, in Italia da più di 30 anni, consulente di marketing, giornalista e critica di vini, specializzata nella promozione dei vini italiani nei mercati stranieri.
Con lei abbiamo visto le principali attività che possono rientrare in un piano di promozione all’estero e quali sono le più consigliate a seconda del caso concreto. Ammesso e non concesso che un’azienda si possa permettere tutte queste azioni (e questi sono i casi eccezionali), ognuna di queste attività ha delle peculiarità che permettono di realizzare obiettivi specifici e di colpire fasce di mercato o interlocutori diversi.
Non c’è dunque un’azione che prevale sulle altre, ma il caso specifico dell’azienda richiede di essere analizzato prima di andare a fare investimenti in attività che non portano a nulla se programmate con superficialità. E dunque ancora una volta, no all'improvvisazione e al caso, via libera a piani di comunicazione e vendita mirati e ragionati, come ripetiamo da tempo.

Vediamo assieme 4 attività promozionali del vino:

"Winemaker’s dinner"
Per le aziende che possono permetterselo e che si appoggiano ad agenzie PR con un network di stampa e wine critics importanti, i "winemaker’s dinner" possono essere efficaci. Si invita il settore specializzato e si chiede ad un esperto stimato in quel mercato, magari un Master of Wine (MW), di presentare i vini in degustazione che spesso provengono da diverse aziende presenti durante la cena.

Fiere
Le fiere sono sempre importanti perché raggruppano un gran numero di produttori – ma gli enti fieristici devono investire e rinnovarsi in continuazione se vogliono rimanere efficaci, soprattutto per incontrare le necessità del momento e del mercato, comprese anche quelle di migliorare i servizi, essendo più "business effective".

Incoming

Gli incoming sono molto efficienti sia per la stampa di settore che quella generalista, perché il vino va comunicato a 360 gradi non solo nel settore specifico ma anche nei quotidiani, riviste life style, qualsiasi forma di pubblicazione che va letta dal consumatore.

Workshop
I workshop per gli importatori che sono seriamente intenzionati a incrementare il loro portfolio con prodotti nuovi, vanno bene per chi non ha ancora un network di possibili contatti commerciali e che vuole incontrarsi con rappresentanti esteri a casa propria. Questo tipo di attività dà la possibilità di incontrarsi magari con una decina di Paesi senza avere le spese né di ricerca né di viaggio. È un ottimo starting point e dalla mia esperienza in questo settore, organizzo workshop Speedtasting® in tutta Italia, vedo che c’è un frequente ritorno degli stessi partecipanti. Inoltre dare la possibilità al buyer di entrare in azienda e capire quello che c’è dietro l’etichetta è estremamente importante nel costruire un rapporto di reciproca intesa.