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News Martedi 13 Ottobre 2020

Le colline terrazzate della Valpolicella classica candidate a paesaggio rurale di interesse storico

Dopo l'accoglimento del dossier da parte del Ministero, è sempre più vicina la nomina per le storiche colline veronesi della Valpolicella classica. Se ne è parlato in un webinar promosso dalla Cantina Valpolicella Negrar e vari attori pubblici.

di Agnese Ceschi

Finalmente oggi possiamo dire che si sta prendendo piena coscienza dell’importanza del paesaggio e di una sua complementarità con il prodotto vino. L’idea che il bello possa diventare strumento di notorietà per il territorio oggi è comunemente condivisa e i produttori sono sempre più coscienti che avere un passaggio connotato storicamente e con caratteri ben definiti rappresenta forse uno degli appeal più importanti per i nostri territori del vino. 

Da queste importanti premesse ha preso il via ieri il webinar, moderato dal direttore di Wine Meridian Fabio Piccoli, che ha presentato i risultati dello studio finalizzato a sostenere la candidatura all'iscrizione delle colline terrazzate della Valpolicella classica al “Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici, delle Pratiche Agricole e delle Conoscenze Tradizionali”.  L’iniziativa è stata promossa in sinergia dall’azienda veronese Cantina Valpolicella Negrar, dall’Università di Verona (Dipartimento di Economia Aziendale), ed i Comuni di Negrar di Valpolicella, Marano di Valpolicella, Fumane e Sant’Ambrogio di Valpolicella. 

Con una buona notizia ha dato il benvenuto all’evento il presidente di Cantina Valpolicella Negrar, azienda capofila del progetto di candidatura, Renzo Bighignoli: “Abbiamo intrapreso più di un anno fa questo percorso. Oggi condivido con tutti voi la soddisfazione della notizia che il Ministero ha accolto il Dossier che abbia presentato. Ora verranno svolti i dovuti sopralluoghi e ci auguriamo di ottenere presto l’iscrizione”.  “Cantina Valpolicella Negrar ha voluto impegnarsi come capofila di un processo ambizioso e necessario perché il paesaggio è testimone di una cultura e ne rispecchia i valori, dunque imparare a osservarlo, conoscerlo e percepirlo nel suo insieme, è il primo passo per valorizzarlo” ha continuato Bighignoli. 

Roberto Grison, sindaco di Negrar, parlando anche a nome delle altre tre amministrazioni comunali coinvolte nel progetto ha espresso soddisfazione: “Circa tre anni fa ci siamo trovati tra sindaci della Valpolicella davanti ad un notaio  per dare il via a questo complesso procedimento. Il documento oggi presentato è pieno di significati e specificità che ci rende una fotografia reale del nostro territorio, che le nostre amministrazioni si impegnano a salvaguardare e valorizzare”. L’iniziativa è finanziata dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014-2020 – GAL BALDO Lessinia e patrocinata dalla Regione Veneto. “Questo progetto importante nasce dal successo dell’iscrizione degli Alti Pascoli della Lessinia e manifesta da parte degli attori del territorio la voglia di lavorare per valorizzare il paesaggio e la sua sostenibilità. Noi siamo orgogliosi di accompagnarli in questa iniziativa” ha detto Ermanno Anselmi, presidente del GAL Baldo Lessinia. 

Cosa significherebbe dunque per la Valpolicella classica l’iscrizione nel Registro nazionale dei Paesaggi Rurali? Mauro Agnoletti, professore associato dipartimento dell’Università di Firenze e coordinatore del progetto che ha dato origine al Registro a cui sono sono stati iscritti in 10 anni 24 paesaggi, ha ricordato che “dopo 20 anni dalla Convenzione Europea del Paesaggio siamo in un momento di accelerazione in cui sono pervenute numerose richieste per l’iscrizione nel Registro nazionale e ciò è sintomatico di una nuova sensibilità ambientale e sociale. L’obiettivo del registro è la valorizzazione del paesaggio rurale come valore aggiunto non riproducibile dalla concorrenza. Le pratiche agricole che si adottano creano un paesaggio che è oggi un valore economico, ambientale e sociale”.

Andrea Turato, architetto di Patchworkstudio di Padova, ha seguito la parte del dossier dove è stata formulata una valutazione storico-ambientale per dimostrate quanto le terrazze della Valpolicella classica abbiano un continuum storico. “L’area oggetto della candidatura tocca una zona della Valpolicella classica collinare di quasi 6400 ettari. Noi abbiamo sovrapposto le immagini radar dagli anni Cinquanta ad oggi e rilevato come la Valpolicella classica abbiamo una percentuale del 56% di territorio invariato, elemento che rende questo paesaggio a tutti gli effetti degno di essere iscritto nel Registro nazionale, in quanto consolidato ed invariato storicamente”. Intervenuto anche Diego Tomasi, I° ricercatore presso il Centro di Ricerca per la Viticoltura e l’Enologia di Conegliano (CREA-VE) ha spiegato come “il paesaggio si modifica nel tempo ma dovrebbe mantenere elementi tipici essenziali”. 

Roberta Capitello, professore associato, Dipartimento di Economia Aziendale, Università degli Studi di Verona, ha parlato dei risvolti economici legati al paesaggio: “Secondo i nostri studi e l’indagine promossa in occasione di questa iniziativa il valore ambientale, tradizionale ed estetico del paesaggio rurale si trasforma in uno strumento di marketing molto efficace con valore intrinseco per il prodotto. Ne è dimostrazione il fatto che gli enoturisti riconoscono un paesaggio bello e associano ad esso connotati positivi e una disponibilità di spesa anche maggiore: da solo il prodotto non sembra essere più sufficiente”.

Nel veronese le colline del Soave hanno già ottenuto questa importante iscrizione nel 2015. Chiara Mattiello del Consorzio Tutela Vini Soave ha parlato dell’esperienza intrapresa ormai 5 anni fa: “Siamo stati il primo paesaggio storico rurale italiano nel 2015, perché in 60 anni il paesaggio del Soave non ha avuto cambiamenti. Successivamente siamo riusciti anche ad inscrivere il Soave come 52° sito FAO e di questi il primo a livello vitivinicolo. Essere un territorio tutelato dalla FAO indica che siamo un territorio non solo bello, non solo unico, ma anche utile”. 

Sono ad oggi un’ottantina i territori che, come la Valpolicella classica, hanno inoltrato al Ministero la scheda di segnalazione e stanno predisponendo il dossier di candidatura.