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News Giovedi 21 Gennaio 2021

Le nuove frontiere del packaging e l'ascesa dell’e-commerce

In che modo il boom delle vendite online avrà un impatto sul packaging del vino? Riflessioni e considerazioni su quello che il futuro può riservare all'industria del vino.

di Agnese Ceschi

Con la diffusione della pandemia e il rimescolamento di alcune dinamiche di consumo sono esplosi dei trend, che già erano in corso, accelerati dalla situazione contingente. Uno di questi è l’e-commerce. Questo boom di vendite online - ormai lo sappiamo bene tutti - avrà ripercussioni ben oltre la fine della pandemia (che ci auguriamo arrivi presto). Le ripercussioni non riguardano solo il modo in cui i consumatori si approcciano al vino oggi, ma anche tutta una serie di questioni trasversali, tra cui il packaging. Direte: cosa centra mai il packaging con l’e-commerce? Ebbene, se ci pensiamo un pò più approfonditamente possiamo già scorgere segnali di cambiamento nella scelta degli “involucri” del vino.  

“La nuova frontiera nel packaging del vino è a mio parere legata al modo in cui lo trasporteremo ai consumatori nel prossimo futuro in cui si ricorrerà sempre di più agli acquisti online” spiega Juan Park, autore di Wine Intelligence.  Nel mondo del vino sono disponibili diversi packaging, ma tradizionalmente e più comunemente è stata scelta la bottiglia di vetro, in prevalenza da 75cl, come modalità di confezionamento prediletta. Dunque quando si tratta di trasportare il vino, il primo “istinto” è di usare una bottiglia di vetro, ma deve essere per forza questa la soluzione a lungo termine? “È forse questa la più conveniente e rispettosa dell’ambiente, in un mondo in cui i consumatori sono sempre più attenti a queste problematiche?” si chiede Juan Park. Il vetro è sicuramente una soluzione abbastanza pesante, non così resistente e sono necessarie quantità importanti di cartone ed imballaggio per proteggerlo. Ciò significa che aumenta esponenzialmente l’impatto ambientale e l’impronta carbonio oltre che i costi di trasporto. 

Oltre a tutte queste riflessioni che erano già presenti prima che esplodesse la pandemia mondiale, il Covid-19 ha contribuito alla diffusione di nuovi formati alternativi di imballaggio: bottiglie di dimensioni inferiori o persino bottiglie in plastica PET. Anche il bag-in-box è una soluzione molto diffusa in alcuni Paesi al mondo: è ampiamente acquistato in Scandinavia, dove i consumatori sono motivati ​​dal valore fornito da questo formato.  Ora i puristi del vino proveranno un certo fastidio a sentir parlare in questi termini, ma è certamente un dato che non potranno ignorare. Cosa faranno i consumatori? In che direzione stanno andando i loro gusti e preferenze? Forse questa è una domanda che tutti ci dovremmo porre. A volte i cambiamenti avvengono per caso, come è accaduto nel caso delle bustine di the, nate come campioni che i mercanti inviavano ai potenziali clienti, diventate poi la formula più usata dai consumatori. 

Ci chiediamo dunque: tutte queste trasformazioni, incentivate anche dall’aumento delle vendite online, che impone scelte più convenienti ed eco-friendly, cambieranno le scelte dei consumatori in fatto di packaging?