IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

News Giovedi 06 Agosto 2020

Le sfumature al femminile di Atelier Vini e Cultura importatore e distributore

Una realtà "sartoriale" nella distribuzione del vino, guidata dalla sensibilità di Livia Riva.

di Giovanna Romeo

Il vino come grande passione, la personale ricerca che diventa lavoro: Atelier Vini e Cultura, importatore - distributore di Livia Riva e Fabio Gallo ha l’impostazione aziendale di un pensiero tutto al femminile. Un progetto all’interno del quale Livia Riva ha saputo inserire il suo grande amore per lo Champagne e nel quale ha proiettato la sua identità personale e le sue specifiche abilità. Una distribuzione su misura che ha il sapore di scelte che si legano a piccoli produttori, al territorio, a storie familiari, a vini di personalità e carattere.

Abbiamo intervistato Livia Riva a cui abbiamo posto alcune domande:

Cosa l’ha spinta a mettersi in gioco in un settore prettamente maschile? 
“Sì è vero, oserei dire che il vino è parte di un settore prevalentemente maschile e anche molto maschilista, nel quale mi confronto quotidianamente senza però avere paura di viverlo. Nonostante tutto, per me non è mai stato un problema. La conoscenza, la preparazione e la passione mi hanno permesso di mettermi in discussione e andare oltre questo maschilismo ideologico. Per me la caparbietà, lo studio e la competenza sono caratteristiche che si dovrebbero riscontrare in ogni professionista nel mondo del vino, sia uomo che donna, senza discriminazioni di sorta. Il mio focus è sulla capacità di degustazione e giudizio, più che sull’appartenenza ad uno o all’altro sesso.

Champagne e Barolo le sue grandi passioni. Come sceglie le aziende che entrano a far parte del vostro catalogo?
“Non c’è un criterio preciso, nessun dogma da seguire. Può capitare che io legga di una bottiglia di Champagne o ne senta parlare magari da amici, sul territorio, direttamente in Francia, dove vado spesso. Scelgo di approfondire l’interesse verso il prodotto con una visita in cantina, con la conoscenza del produttore e il suo progetto di lavoro: chi sono e qual è la loro filosofia in vigna e in cantina, per noi è fondamentale. La prova del nove naturalmente rimane sempre l’assaggio; ne segue poi l’ingresso a catalogo o meno. I vini devono avere due caratteristiche: la grande personalità e la bevibilità. Non devono essere confondibili ma riconoscibili, unici e diversi: riteniamo che la forza e la peculiarità del prodotto sia sempre il piacere e il desiderio di berlo”. 

Quando nasce Atelier Vini e Cultura? Ci può descrivere la vostra struttura e organizzazione? 
“Era il 2016, anche se a tutti gli effetti l’attività prende vita concretamente nel 2017. Io e Fabio Gallo abbiamo realizzato un progetto di lavoro che per nostra scelta ha un taglio artigianale o meglio ancora “sartoriale”: qualità, numeri piccoli, rapporti selezionati, clienti scelti. Abbiamo una rete agenti distribuita in varie regioni, anche se non copriamo ancora tutta l’Italia - è uno dei prossimi obiettivi -. I nostri collaboratori devono essere preparati ma soprattutto appassionati di vino. Poi ci sono io che mi relaziono con i produttori italiani e francesi, con i gli agenti ai quali faccio formazione e, infine con i clienti”. 

Come si sta evolvendo la distribuzione del vino?    
“I mesi di gennaio e febbraio 2020 sono stati di assoluta crescita rispetto all’anno precedente. La ripresa, post pandemia, ha segnato anch’essa un buon trend di vendite. La frequenza degli ordini parla chiaramente di voglia di normalità. Credo che il mondo del vino stia decisamente cambiando, grandi società di vendita on line stanno tagliando fuori dal mercato grossisti ed enoteche. Il cliente finale sempre di più si rivolge a loro, comprando direttamente dai siti on line. Mentre al contrario i ristoratori non possono fare a meno di un distributore. Una distribuzione come Atelier Vini e Cultura, ha il valore aggiunto di poter fare uno studio preciso e su misura, valutando di volta in volta le necessità del cliente. Sempre di più si cercano termini di confronto che siano individuati non solo dal prezzo, ma da quelle caratteristiche che permettono di avere una selezione di qualità, diversificando, dalle restanti proposte, il gusto e il target finale”.

Il lento ritorno dopo il lockdown.    
“Abbiamo voluto dare un taglio netto al periodo della chiusura incontrando agenti, produttori, giornalisti con un evento in Oltrepò Pavese, in una delle cantine da noi distribuite, in totale sicurezza, all’aperto e tra i filari. Vigneron della Champagne della proposta Atelier Vini e Cultura, hanno incontrato gli addetti ai lavori che hanno degustato in magnum le loro selezioni. Un momento di confronto per ripartire, riportando l’attenzione verso le eccellenze del nostro catalogo. C’è voglia di normalità e di ripresa, anche se ad oggi i ritmi di lavoro sono molto lenti e faticosi, soprattutto in alcune grandi città”.