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News Giovedi 05 Novembre 2015

Nel 2015 in crescita la produzione mondiale di vino

Le stime dell’Oiv (Organizzazione internazionale della vigna e del vino) evidenziano un aumento seppur leggero (2%) della produzione mondiale di vino (275,7 milioni di hl) dove l’Italia per quest’anno con 48,9 milioni di hl detiene la leadership davanti a Francia e Spagna

di Fabio Piccoli

E’ sempre interessante leggere i dati e le stime dell’Oiv perché prima di tutto ci fanno capire con la forza dei numeri che veramente la produzione di vino è un fattore realmente internazionale e ormai le dinamiche di mercato sono sempre più condizionate dai diversi andamenti planetari.
I principali dati dell’Oiv ci indicano come la produzione 2015 è stimata in 275,7 milioni di ettolitri, il 2% in più rispetto a quella del 2014. Tradotto in quantità significa circa 5 milioni di hl in più .
Nella classifica dei paesi produttori quest’anno l’Italia sale al primo posto con i suoi 48,9 milioni di ettolitri, seguita dalla Francia (47,4 milioni di hl) e dalla Spagna (36,6 milioni di hl). Al quarto posto troviamo gli Stati Uniti che quest’anno conseguono il loro record produttivo con 22,1 milioni di ettolitri. Al quinto posto l’Argentina che però perde un rilevante 12% di produzione rispetto al 2014 (13,3 milioni di hl). Rimaniamo in Sud America anche con il sesto posto del Cile che cresce invece di ben il 23% sul 2014 (12,8 milioni di hl). Al settimo posto l’Australia che con i suoi 12 milioni di hl conferma la produzione dell’anno precedente (in termini produttivi l’Australia è il Paese più costante negli ultimi cinque anni.
Scorrendo poi più velocemente la classifica dei produttori troviamo il Sud Africa (11,3 milioni di hl), la Cina (11,1 milioni di hl ma dato ancora fermo al 2014), la Germania (8,7 mhl), il Portogallo (6,7 mhl).
Interessante nell’ultimo report dell’Oiv anche il dato sul consumo dei vini rosati nel mondo che nel 2014 hanno raggiunto i 22,7 milioni di hl, un incremento di ben il 20% dal 2002. Un mercato, pertanto, quello dei rosé che probabilmente andrà affrontato con strategie un po’ più precise dal nostro Paese. Ne scriveremo presto.