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News Martedi 29 Settembre 2020

Oltre il Covid: la sfida vincente di una start up vinicola

La cantina Al Monte di Livio nelle colline di Breganze, guidata da Gloria Seganfreddo, ha saputo "rivedere" il progetto imprenditoriale per creare un nuovo modello di business oltre il Covid.

di Agnese Ceschi

Ogni crisi nasconde nuove opportunità, che se colte nel modo giusto danno vita a magnifiche metamorfosi. Ne sa qualcosa l’azienda vicentina, racchiusa nelle colline di Breganze, Al Monte di Livio, nata dal visionario Livio Seganfreddo e oggi guidata dalla figlia minore Gloria. 

La cantina, con una superficie vitata di 10 ettari per una produzione attuale di 50 mila bottiglie all’anno, può essere considerata a tutti gli effetti una case history per il settore ai tempi del Covid. Al Monte di Livio, infatti, raccolta l’eredità del fondatore Livio, scomparso prematuramente, ha saputo cogliere con la seconda generazione, che porta il nome dei figli Gloria e Alberto, nuove opportunità con l’apertura di una cantina poliedrica che guarda le colline locali e, al tempo stesso, al mondo.

Un cambio di passo importante che è stato sicuramente incentivato dalle sfide che si sono poste in tempo di Covid-19. Se a febbraio, in tempi pre-Covid l’azienda si apprestava ad avere una vocazione prevalentemente B2B, con un progetto imprenditoriale orientato al canale Horeca e ai mercati internazionali, il lockdown ha stravolto i piani.

Abbiamo incontrato i protagonisti di questa azienda proprio a casa loro, durante il recente convegno “Vino e Ristorazione: cercasi nuova alleanza” con il critico enogastronomico Luigi Cremona (per saperne di più qui). Il volto del cambiamento è quello di Gloria, figlia minore del fondatore, donna di grande tenacia e forza di volontà, che ha preso in mano le redini dell’azienda portando le sue conoscenze maturate durante le sue precedenti esperienze internazionali a disposizione dell’impresa familiare. Al rientro dall’Australia e dopo l’esperienza internazionale in una multinazionale, Gloria è tornata alle origini riprendendo in mano il filo di un percorso iniziato dal padre, con amore per la sua terra d’origine.  

Oggi Gloria, insieme al fratello Alberto, con il supporto dell’enologo Luca Da Lozzo e dello staff di collaboratori, prosegue sul filone della selezionare di abbinamenti particolari attraverso l’impiego di diverse qualità varietali e utilizzando sia il Vespaiolo (vitigno autoctono) sia vigneti internazionali come lo Chardonnay e il Pinot Grigio.

Per fare questo però “si è reso necessario un cambio di visione” ci racconta Gloria. Un sogno che è diventato realtà con la creazione di una nuova cantina, uno spazio poliedrico dove poter ospitare gli ospiti italiani ed internazionali e raccontare loro la storia dell’azienda attraverso i migliori vini. "Quando abbiamo deciso di rilanciare la cantina, puntando su un restyling moderno, giovane e frizzante, sapevamo che sarebbe stata una sfida da affrontare ogni giorno. Investire, in momento storico particolarmente difficile, è stata una scelta consapevole. Non so se sia giusto parlare di coraggio, a me piace credere sia più orgoglio e appartenenza a una tradizione” spiega Gloria.

Il progetto della nuova cantina ha portato alla riqualificazione del fabbricato storico vincolato portato a nuova vita. "La struttura è su tre livelli: nell’interrato una grande bottaia dove si custodisce il vino, al piano terra un ampio open space con wine bar e zona degustazioni, mentre al primo piano trova spazio l’area amministrativa" spiega Gloria. "Tre livelli che sono uniti tra loro attraverso un’importante scala a chiocciola in ferro e legno che simboleggia un cavatappi che penetra nella bottiglia. Gli interni dialogano con il paesaggio esterno delle colline di Breganze grazie a grandi e luminose vetrate che guardano sia a monte sia a valle". A meno di tre mesi dall’apertura le bollicine, Batajona, i bianchi Ardivo e Pinot e il rosso Salbego accolgono ogni giorno i visitatori da tutta la regione e con i loro nomi raccontano la passione e la storia che c’è tra i filari e in ogni bottiglia.

Il futuro per l’azienda della DOC di Breganze è molto chiaro: l’ampliamento dei processi di produzione nel biennio 2021-22 con la messa in produzione prima di una bolla rosè, quindi di un barricato rosso e infine, nel 2022, di un metodo classico porterà la produzione a 150 mila bottiglie/anno.

Quello che ci preme è mantenere saldi i principi che mio papà Livio ci ha lasciato, non dimenticando mai le nostre origini, quelle tradizioni che hanno segnato un cammino e che ci hanno portato qui, dove siamo ora. Vogliamo continuare a sentire, ogni giorno, i sapori e i profumi che questa magnifica terra ci ha donato e ci continuerà a donare in futuro” conclude Gloria Seganfreddo.

Video istituzionale Al Monte di Livio