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News Martedi 09 Giugno 2020

Pinocchio e i cattivi consiglieri

Perché il Gatto e la Volpe piacciono di più del Grillo Parlante ma anche della Fata Turchina? Continua lo storytelling sulle Risorse Umane nel mondo del vino italiano.

di Andrea Pozzan

Quella di Pinocchio è una bellissima favola, ma non solo.
Forse non tutti lo sanno, ma sono moltissimi i significati nascosti nella narrazione del Collodi (che da parte sua aveva un background esoterico e molti concordano sul fatto che abbia concepito la sua opera in forma di racconto iniziatico). Ovviamente in questa sede non abbiamo pretese ermeneutiche, ma questo personaggio che ci accompagna fin dall’infanzia è un’ottima fonte di ispirazione per il nostro storytelling nel mondo delle risorse Umane del vino.

Uno dei temi centrali del racconto è racchiuso in due domande: a chi dà retta Pinocchio? E che influsso hanno questi soggetti nel percorso verso la sua piena realizzazione come “bambino vero”?
Nel corso della sua nota vicenda, il povero burattino -seppur senza fili- viene tirato di qua e di là da tanti personaggi dalle discutibili intenzioni, che però esercitano su di lui un’attrazione fatale.

Saltando dentro e fuori della narrazione/metafora, cerchiamo di capire chi rappresentano i diversi protagonisti del racconto nella vita reale e nel mondo del vino.

  • il gatto e la volpe sono due soggetti senza arte nè parte, accomunati da una astuzia piccina e piegata al proprio tornaconto. Sono degli abili affabulatori, capaci di promettere grandi risultati se solo riponete nelle loro tasche la giusta quantità di denaro. Il loro motto, ce lo ricorda Bennato, è “di noi ti puoi fidar”. Conoscete qualche “consulente” o qualche manager del mondo del vino che si potrebbe assimilare ai due abili manipolatori? Nel caso, tenete presente che è già d’accordo con l’oste di far pagare tutto il conto a voi!
  • il Mangiafuoco organizza il suo spettacolo e ha bisogno di nuovi fenomeni da baraccone da far esibire davanti a un pubblico ormai annoiato. È abituato a lavorare con i burattini, che si adeguano senza protestare alle dure regole dello show business. È uno che ha già in tasca l’elenco degli importatori giusti, pronti solo a ricevere una sua telefonata per introdurre nei loro listini i vini di Pinocchio. Prima però devi entrare nel seguito ossequioso del suo baraccone ambulante: al resto penserà lui. Ah, dimenticavo: non contradditelo mai e pagate tutte le sue note spesa senza fiatare!

  • Lucignolo è un gran fico. Brillante, elegante e fascinoso: i racconti delle sue imprese ti fanno restare a bocca aperta. Conosce tutto e tutti nei mercati del vino, ha relazioni con le persone più influenti e con il suo savoir-faire sa farsi aprire tutte le porte. Con lui sembra facile arrivare al paese di Bengodi, dove si vende e si incassa senza far fatica. E quando ti accorgerai che era tutta fuffa, lui sarà già lontano, più veloce della sua fama.

Il nostro Pinocchio, per quanto si sforzi, non riesce proprio a mettere in pratica i consigli di alcune buonissime e bravissime persone, che pure vogliono veramente il suo bene. Promette di ascoltare, ma non ce la fa.

  • Geppetto è tutto fuorché apparenza e chiacchiere. È concreto, gran lavoratore, animato da sincero amore per Pinocchio e pronto a sacrificarsi per lui in ogni occasione. Lo perdona per le sue fughe e la sua incostanza e crede nel suo potenziale. Peccato che si vesta male e non sappia farsi pagare il giusto. Quanti ne abbiamo di Geppetto nelle nostre aziende del vino? Aspettiamo che vengano inghiottiti dalla balena prima di accorgerci di quanto sono preziosi?

  • il Grillo Parlante ne sa a pacchi di tutto. È preparato, competente e saggio. Troppo preparato, competente e saggio per essere cool . Ha un grande difetto: non è compiacente, dice le cose come stanno e quando promette di fare una cosa la fa. Impossibile amarlo. Impegnativo ascoltarlo. Scomodo sempre. Eppure...

  • la Fata Turchina è come un angelo custode. Vigila su Pinocchio e lo toglie sempre dai guai in cui si caccia. Lo ammonisce, lo avverte dei pericoli, lo aiuta facendogli un incantesimo, per far si che si accorga da solo quando mentendo si sta cacciando nei guai. Commercialisti, avvocati, consulenti di ogni genere: quanti angeli custodi affiancano gli imprenditori del vino, risolvendo problemi e facendo talvolta vere e proprie magie. Rispettati, non sempre ascoltati, il loro destino assomiglia molto a quello dei genitori: guadagnano consenso solo nel lunghissimo termine, spesso post mortem!

Sia che si tratti di farsi affiancare da un consulente, sia che si tratti di assumere un manager o un collaboratore, molte aziende del vino sembrano comportarsi come Pinocchio.
Si fanno attrarre da promesse mirabolanti di successi chiavi in mano, entrano nella sfera di influenza di veri e propri burattinai che poi si portano al seguito manager e altri consulenti (insieme a qualche importatore compiacente) oppure si fanno abbindolare da chi ci sa fare con le relazioni e grazie a un bell’aspetto e buone maniere riesce a captare la loro fiducia e benevolenza.
È già scritto l’esito di queste partnership: chiedetelo a Pinocchio. Gli alberi non danno soldi, i burattinai ti sfruttano e il paese della Cuccagna è solo uno specchietto per gli asini.

Noi di WinePeople preferiamo continuare a fare come Geppetto e il Grillo Parlante, animati da sincero amore per questo meraviglioso mondo del vino e per le sue imprese: diciamo le cose come sono, proponiamo azioni e non illusioni, ci muoviamo con etica e professionalità. Ogni tanto poi ci riesce di fare come la Fata Turchina e qualche miracolo con le persone lo facciamo. Perché sappiamo riconoscere il bambino buono che spesso sta sotto l’apparenza di un burattino ottuso e un po’ testa di legno.