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News Mercoledi 14 Settembre 2022

Previsioni vendemmiali 2022 oltre le aspettative: volumi stabili e uve di qualità

Siccità e caldo record non hanno compromesso i risultati, volumi produttivi in linea con lo scorso anno e uve di qualità medio-alta.

di Redazione Wine Meridian

Le previsioni vendemmiali, frutto della collaborazione tra Assoenologi, Ismea e Unione Italiana Vini, rappresentano l’appuntamento annuale con il quale viene delineato, in corso di vendemmia, lo stato dei vigneti a livello nazionale e regionale e presentate le previsioni relative alla produzione e alle tendenze del settore vino per la campagna in corso. L’obiettivo è quello di fornire alle imprese, alle amministrazioni e ai tecnici, un quadro completo e dettagliato della situazione del vigneto Italia, offrendo con anticipo dati utili a definire politiche e azioni da mettere in campo.

C’era grande tensione per questa vendemmia 2022 a causa di siccità, picchi di calore e fenomeni meteorologici instabili e spesso estremi. Con un -46% di precipitazione cumulata da inizio anno a fine luglio rispetto alla media degli ultimi 30 anni, il 2022 si è distinto come l’anno più siccitoso dal 1800 ad oggi, aggravato anche dalle temperature più calde delle ultime cinque decadi.
Le piogge di agosto hanno cambiato il quadro previsionale, in alcuni casi anche radicalmente.

Secondo le previsioni vendemmiali presentate oggi al Mipaaf - alla presenza del ministro Stefano Patuanelli e del sottosegretario alle Politiche agricole Gian Marco Centinaio - la siccità e il caldo record di quest’anno non hanno compromesso i risultati del “vigneto Italia” che promette un’annata soddisfacente per quantità - in linea con la media delle ultime annate - e sorprendente per qualità con uve di qualità medio-alta.

La produzione 2022 dovrebbe attestarsi intorno ai 50,27 milioni di ettolitri di vino, la stessa quantità dello scorso anno (50,23 milioni di ettolitri di vino il dato Agea 2021) e a +3% rispetto alla media del quinquennio 2017-2021, anche se rimane cruciale l’andamento meteorologico delle prossime settimane.

Resta stabile anche la classifica delle Regioni italiane, capeggiata dal Veneto che, con 11,5 milioni di ettolitri, produce da solo oltre 1/5 del vino italiano. Seguono Puglia ed Emilia-Romagna, con rispettivamente 10,6 e 7,4 milioni di ettolitri, per un prodotto complessivo delle tre Regioni pari al 59% dell’intero vigneto italiano. 
 
Secondo Fabio Del Bravo, responsabile Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale Ismea: “I buoni risultati produttivi stimati, a dispetto dei timori estivi sulla siccità, fanno sì che ci sarà disponibilità di prodotto di qualità anche in questa campagna e, mentre sul fronte estero la domanda sembra tenere seppur non con i brillanti risultati del 2021, su quella interna si evidenzia qualche segnale di cedimento negli acquisti presso la distribuzione moderna anche se si deve considerare il recupero del fuori casa”. 
 
“La vendemmia in corso ci sta consegnando una qualità delle uve che va da buona a ottima” ha dichiarato Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, “molto dipende dalle aree di riferimento, mai come in questa stagione il giudizio quanti-qualitativo è totalmente a macchia di leopardo e questo è dovuto essenzialmente a un clima estremo che ha pesantemente condizionato, in particolare, i mesi di maggio, giugno e soprattutto luglio con punte di calore che hanno superato i 40 gradi e una siccità tanto prolungata. 
 
Per il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi: "Il tanto declamato record produttivo non è una condizione sufficiente per generare ricchezza: le “rese valoriali” del vigneto Italia – secondo un’analisi realizzata dall’Osservatorio Uiv – registrano performance nettamente inferiori rispetto a quelle francesi, che segna una redditività tripla per ogni ettaro coltivato (16,6mila euro vs 6 mila) e per ogni ettolitro prodotto (294 vs 82 euro). Dobbiamo ambire a scrivere – o riscrivere – una vera carta vocazionale dei nostri territori, ancorata a indicatori reali, con poche regole ma chiare per tutti i soggetti coinvolti, dai produttori agli enti di controllo per finire al trade e ai consumatori”.
 
Come sottolineato da Frescobaldi, l’Italia del vino mantiene il primato produttivo mentre quello del fatturato rimane in casa francese. Sul fronte del mercato, secondo le ultime elaborazioni su base Istat, l’Italia ha chiuso il primo semestre con il record in valore di 3,8 miliardi di euro (+13,5% sul pari periodo 2021) mentre è piatto il trend dei volumi esportati: +0,4%. I fermi e frizzanti imbottigliati segnano un +10,3% in valore ma cedono in volume l’1,2%. Inarrestabile la performance del comparto spumanti, che nella prima parte dell’anno sfiorano il miliardo di euro in valore (+25,5%), con i volumi a +10,6%.