IL PRIMO MAGAZINE ONLINE ITALIANO
PER ORIENTARTI NEL MONDO DEL VINO

News Mercoledi 18 Maggio 2022

ProWein: molti importatori da Nord ed Est Europa, listini in aumento

Abbiamo chiesto a produttori e manager riscontri e previsioni rispetto a due temi molto dibattuti: la provenienza degli importatori ed i listini.

di Emanuele Fiorio

Dopo una pausa di tre anni, siamo finalmente tornati a varcare la soglia di una delle più grandi e importanti fiere mondiali destinate al settore del vino e delle bevande alcoliche, ProWein. A Düsseldorf su una superficie di 843.000 mq, abbiamo avuto l’occasione di incontrare produttori, manager e professionisti con cui abbiamo condiviso opinioni, riscontri e previsioni rispetto a due temi di notevole importanza commerciale e strategica, molto dibattuti durante i tre giorni della fiera tedesca: la presenza degli importatori ed i listini.

Per quanto riguarda gli importatori presenti a ProWein, Anna Rizzi, Responsabile Marketing e Sviluppo Mercati Esteri di Cantina Seiterre ci ha riferito l’assenza dei professionisti provenienti da Nord America e Africa che invece avevano partecipato a Verona durante lo scorso Vinitaly. Presenti naturalmente molti importatori dal Nord Europa, in primis tedeschi (che avevano bypassato il Vinitaly), danesi, svizzeri, polacchi ed anche giapponesi. 

Il mercato tedesco si è dimostrato piuttosto allergico agli aumenti dei listini: “Abbiamo fatto aumenti graduali e di pochi punti percentuale” ha commentato Rizzi, evidenziando che i clienti tedeschi non l’hanno percepito positivamente, mentre gli importatori statunitensi non hanno avuto nulla in contrario. 
Il problema legato al frangente economico attuale, spingerebbe le aziende a fare aumenti più consistenti ma i consumatori stanno perdendo potere d’acquisto e non sono pronti a recepire aumenti.

In questo clima sfavorevole ci sono risvolti positivi, grazie agli esigui aumenti di Cantina Seiterre rispetto ai concorrenti, alcuni importatori e distributori hanno scelto di diventare loro clienti, abbandonando i precedenti fornitori.

Nessun problema rilevante per Ekaterina Strelyanaya, Export Manager Multibrand di Lil’ Wines, la quale dichiara di aver fatto tre revisioni rispetto ai listini, ma in proporzione inferiore rispetto alle grosse cantine: Di conseguenza il delta dei prezzi si è appiattito a suo vantaggio. Un altro dato positivo per Strelyanaya riguarda i buyer: “non hanno avuto problemi con l’aumento”.
Sulla presenza degli importatori a questa edizione di ProWein, Strelyanaya riferisce che: “ci sono professionisti dalla Germania e dai Paesi dell’Est Europa che avevano saltato Vinitaly, oltre a norvegesi, finlandesi, francesi e sloveni. Non ho visto importatori cinesi e giapponesi e neppure statunitensi e canadesi che invece erano presenti a Verona”.

Indicazioni sulle ragioni dell’assenza di alcuni professionisti, soprattutto dal Nord America e dall’Asia, le fornisce Cristina Della Gaspera, Sales Manager di Tenute Tomasella: “Tanti non vengono a ProWein perché a maggio la stagione è già partita ed hanno tanto lavoro da fare in azienda. C’è ancora uno strascico di paura per il Covid-19”. 
Tuttavia Della Gaspera ha messo in luce la presenza di importatori da Polonia, Danimarca, Olanda e Belgio, mentre “stranamente non hanno partecipato i britannici e gli statunitensi che però erano stati presenti durante lo scorso Vinitaly”.
Sui listini per Tenute Tomasella gli aumenti ci sono stati a novembre ed in previsione ce ne sarà un altro sui listini nuovi, ma i buyer, nonostante una reazione negativa iniziale, hanno capito e compreso le ragioni estrinseche.

Una strategia lungimirante è stata quella adottata da Tenuta Sant’Antonio che ha fatto lievi ritocchi in periodi favorevoli in modo da garantirsi listini più alti già accettati dai buyer, anche durante periodi di crisi come quello che stiamo vivendo.

Particolarmente interessante la testimonianza del titolare Armando Castagnedi, il quale ha sottolineato che: “Avevamo uno stock di materie prime quindi fino ad ora non abbiamo dovuto applicare aumenti. Ora però abbiamo terminato lo stock e subiremo i rincari, visto che i preventivi parlano di un +30% solo sul vetro (a cui si aggiungeranno gli aumenti di energia e trasporti). Credo ci sia un aumento eccessivo da parte dei fornitori rispetto al reale aumento del costo a monte del vetro”.

La scelta di non inserire in gamma fasce di prezzo basse è risultata positiva, Tenuta Sant’Antonio è riuscita anche a fare qualche sconto ai clienti e ad attutire meglio il colpo grazie a margini medi più alti.

Secondo Giovanni Brumat, Brand & Export Manager di Cantina Toblino, gli importatori presenti provenivano principalmente da Nord Europa (Svezia in particolare), Nord America e Russia. Brumat ha messo in luce una questione legata al fatto che tanti buyer, già presenti precedentemente a Vinitaly, considerano poco i produttori italiani nel contesto di ProWein.

Scelte in controtendenza per Cantina Toblino che ha aumentato il listino sul mercato italiano ed abbassato quello estero. Lo stesso Brumat ammette che l’azienda ha presentato prezzi troppo alti all’estero ed ora hanno deciso di allinearsi rispetto ai prezzi italiani, ciò ha prodotto buonissimi risultati.

“Abbiamo un’ottima distribuzione in Germania, quindi siamo presenti a ProWein solo per incontrare i nostri buyer” ha commentato Marilena Leta, Social Media Marketing e Web Manager di Tenuta Gorghi Tondi, “ma ho notato anche professionisti da altri paesi, in particolare Giappone, Polonia, USA”
Tenuta Gorghi Tondi ha fatto un lieve ritocco sul listino Italia 2022 ma per l’estero è stato inferiore perché, nel momento in cui sono aumentate le materie prime, i listini erano già stati definiti e spediti.