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News Mercoledi 23 Novembre 2016

Quando si tratta di contratti internazionali meglio prevenire anziché curare

Questo è uno dei temi toccati durante l'intervento di Roberta Crivellaro, managing partner dello Studio Legale Withers in Italia, lo scorso 4 novembre alla Fondazione Mach, in occasione del 7° Seminario Internazionale di Marketing del Vino

di Alice Alberti

Poniamo di essere un'azienda vinicola italiana che vuole esportare. Abbiamo trovato un nuovo mercato su cui affacciarci, siamo andati sul posto (tasting, fiere, eventi di vario genere, tutto il repertorio), abbiamo trovato un importatore che fa al caso nostro e adesso non vediamo l'ora di iniziare ad esportare (e perché no, magari anche guadagnare), serve solo un contratto. Già, solo un contratto.

Lo scorso 4 novembre durante l'intervento dell'avvocato Roberta Crivellaro al 7° Seminario Internazionale di Marketing del Vino, tutti coloro che non hanno mai dovuto affrontare in prima persona il tema della contrattualistica internazionale (io per prima) si sono resi conto che, quando si esporta, dietro a "solo" un contratto possono nascondersi delle vere e proprie insidie.

Innanzitutto, spesso si parla di legge in senso univoco ed invece nei rapporti commerciali internazionali sono molte le variabili coinvolte: legge nazionale, legislazione dell'Unione Europea con le sue direttive e i suoi regolamenti, ovviamente la legge del Paese della controparte, ma anche le convenzioni internazionali e non da ultimo la lex mercatoria, un insieme di regole in gran parte di natura consuetudinaria o elaborate dalla giurisprudenza arbitrale.

Inoltre sono molti i rischi da cui doversi tutelare: individuare chiaramente l'identità della controparte, stabilire la forma di contratto e la modalità di pagamento con relative garanzie. Soprattutto quando si esporta è di vitale importanza la tutela del marchio, tanto da contraffazioni quanto da politiche di gestione del brand arbitrarie.

Roberta Crivellaro (una nostra conoscenza, perché è già stata intervistata da Wine Meridian qui) ha una lunga esperienza di operazioni societarie e commerciali cross-border ed è managing partner della practice italiana di Withers, studio legale internazionale specializzato in diritto societario e contrattualistica internazionale, fondato a Londra nel 1896, ma che oggi conta oltre 1200 professionisti in 4 continenti.

La domanda è sorta quasi spontanea dalla platea: quanto costa un'assistenza legale di questo tipo? Senza entrare nel dettaglio, variabile da caso a caso, Crivellaro ha ammesso che i costi non sono irrisori, ma commisurati ad un servizio qualitativo e capillare come quello offerto da Withers. Tuttavia il consiglio dell'avvocato è stato quello di prendere sempre in considerazione una consulenza legale quando ci si trova ad affrontare mercati esteri particolarmente complessi, poiché un investimento preventivo in tal senso può effettivamente evitare all'azienda rognosi grattacapi, perdite di tempo e soprattutto di denaro.