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News Mercoledi 22 Settembre 2021

Rapporto Coop 2021: consumatori attenti e sensibili, prospettive positive

Il rapporto dipinge il quadro della "nuova normalità" post-Covid, i modelli e le scelte di consumo nel contesto del cambiamento climatico e delle crisi conseguenti.

di Emanuele Fiorio

Il “Rapporto Coop 2021 – Economia, consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani”, realizzato dall’ufficio studi di Ancc-Coop (Associazione nazionale cooperative di consumatori) con la collaborazione scientifica di Nomisma ed il supporto di analisi di Nielsen.
I risultati del rapporto sono frutto di due diversi sondaggi che hanno coinvolto, nello scorso mese di agosto, 1.500 italiani over 18 (18-75 anni) e 1.000 opinion leader, provenienti dalla community del sito di italiani.coop formato da  fruitori delle passate edizioni del Rapporto. 

Solitamente quando si analizzano i dati di una indagine, si tendono a mettere in evidenza in apertura i risultati positivi emersi. Ho voluto invece aprire questo articolo andando ad analizzare le criticità che hanno contraddistinto le nostre vite durante l’ultimo anno e mezzo di emergenza più o meno acuta. 

Criticità emerse dal rapporto
In questo caso voglio presentare le criticità emerse dal rapporto, un tratto comune per molte persone durante questo anno e mezzo di pandemia:

  • sono 27 milioni gli italiani (45% del totale) costretti a fare delle rinunce e vivere situazioni di disagio quotidiano
  • 18 milioni (29% del totale) credono che questa situazione possa perdurare 
  • 5 milioni (8% del totale) prevedono di dover affrontare sacrifici in ambito alimentare.


Questo spiega perché, nonostante i trend positivi, la ripresa dei consumi stenti a decollare. Complice anche una crescita nell’occupazione ancora troppo lenta (+1,8 per cento nel primo semestre 2021).

I sacrifici che gli italiani hanno dovuto affrontare riguardano diversi aspetti della vita quotidiana:

  • mobilità (40%)
  • famiglia e relazioni sociali (40%)
  • salute (38%)
  • manutenzione della casa (36%)
  • servizi energetici (32%)


A subire maggiormente questi disagi sono state alcune fasce di popolazione, in particolare:

  • under 30 (43%)
  • abitanti del Sud Italiana (33%)
  • donne (31%)


La situazione, secondo una percentuale minoritaria del campione, appare duratura (29% del totale). Questo dato sembra essere corroborato dai dati relativi alla ripartenza che, per quanto riguarda i consumi delle famiglie, tornerà ai livelli pre-Covid nel 2023. Sono pochi gli italiani che prevedono di spendere maggiormente durante il 2022 rispetto al periodo pre-Covid (2019), solo il 12%. Il 28% ritiene che i consumi del proprio nucleo familiare saranno  inferiori al 2019 ed il 60% in linea con il 2019.

Le leve per spingere i consumi secondo gli intervistati potrebbero essere:

  • taglio IVA (53%)
  • favorire accesso al credito (47%)
  • potenziamento di bonus ed incentivi (45%)
  • favorire consumi green (43%)


​​​​​​​Il rovescio (positivo) della medaglia
Ma c’è anche il rovescio (positivo) della medaglia, la peggior crisi dal Dopoguerra ha innescato un balzo del PIL che potrebbe raggiungere il 5,8% e un export che supera i livelli pre-Covid. Inoltre i consumi privati, secondo il Centro studi di Confindustria, nel II trimestre 2021 sono ripartiti (+12 miliardi +5%), trascinati dalla spesa in servizi (viaggi e spese fuori casa). Le attese per il III trimestre sono in ulteriore crescita.

Smart working e home nesting
Una dei maggiori cambiamenti sperimentati durante la pandemia è stato certamente lo smart working. 
Sono stati 13 milioni gli italiani che hanno lavorato almeno una volta da remoto nel 2020/2021 e 9 milioni continueranno a farlo. 
Nei prossimi 3-5 anni l’83% degli Executive intervistati prevede che il lavoro in presenza subirà una flessione, mentre il 95% ritiene che lo smart working vedrà una crescita. Non ripartiranno neppure i viaggi di lavoro, il 71% degli executive prevedono una diminuzione degli spostamenti per lavoro rispetto al 2019.

Il nuovo spazio lavorativo diventa la casa e si ridefinisce l’equilibrio tra lavoro e vita privata. L’home nesting, è il nuovo trend che si concentra sulla visione della propria abitazione come luogo di comfort da plasmare in base alle tante attività della giornata. L’esigenza di tornare a valorizzare il tempo speso in casa ha spinto gli italiani a concentrarsi sul proprio nido domestico:

  • 9 milioni le famiglie hanno usufruito del Superbonus 110% o hanno intenzione di usufruire entro il 2023, 
  • 1,2 milioni di italiani vogliono acquistare casa entro il 2022
  • 8 milioni pensano di effettuare interventi di ristrutturazione e manutenzione (43%).


​​​​​​​Ambiente e scelte sostenibili
Gli italiani sono sempre più sensibili alle tematiche ambientali (79%) e sono convinti di poter fare la differenza attraverso le proprie scelte quotidiane (82%). Nonostante le ottime premesse, c’è molto spazio per crescere, solo il 43% persegue abitudini sostenibili regolari ed il 52% fa acquisti sostenibili con regolarità.  
La maggior parte del campione si concentra su 3 aspetti:

  • metodo di produzione (33%) - rispettoso dell’ambiente, con certificazione biologica, senza additivi, senza antibiotici.
  • packaging (33%) - materiali sostenibili, plastic free, senza eccessi di imballaggio
  • origine e filiera (21%) - filiera controllata, produzione locale, origine materie prime.


​​​​​​​Negli ipermercati e supermercati la crescita degli acquisti di alimentari e prodotti sostenibili nel 2020 è cresciuta del +8% rispetto al 2019. 

Ciononostante la maggioranza (54%) degli italiani dichiara di non essere disposto a spendere di più per un prodotto sostenibile, contro il 46% che sarebbe disposto a investire almeno il 2% in più per acquistare un prodotto sostenibile.

Questo la dice lunga sulla capacità di percepire il valore aggiunto dei prodotti sostenibili e quanto sia importante comunicare ai consumatori i vantaggi di scelte green in relazione alla propria salute, al benessere e alla conservazione ambientale.