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News Venerdi 13 Dicembre 2013

Se parliamo di qualità i vini italiani sono i numeri uno

Intervista al giornalista co-fondatore del magazine polacco Vino

di Michele Shah

Tomasz Prange-Barczynski Intervista al giornalista co-fondatore del magazine polacco Vino Tomasz Prange-Barczynski, con un particolare riferimento alla regione Marche, dopo un suo recente tour.

Dove si posizionano i vini italiani, nel vostro mercato?

L'Italia è sempre al primo posto, per quanto riguarda i vini di qualità. Si trovano vini provenienti da Aosta come da Pantelleria. Si bevono vini italiani in pizzeria ma anche per celebrare le occasioni davvero importanti. Si comprano gli IGT economici nei discount e i vari Brunello, Barolo e Amarone in negozi esclusivi. Quindi, direi che la loro posizione è decisamente sicura.

Quali sono i vini italiani che vendono di più nel Suo mercato e perché?
I vini che si vendono di più sono quelli economici. Perché costano poco. Parlando di regioni, probabilmente si vendono di più quei vini che provengono dalla Toscana o dal Veneto. La Sicilia è in crescita. I vini piemontesi sono per gli esperti ma, in questo gruppo, occupano una posizione privilegiata. I vini dell'Alto Adige e del Trentino hanno successo perché migliaia di polacchi vanno a sciare ogni anno sulle Dolomiti. Cresce l'apprezzamento per i vini del Friuli Venezia Giulia ma soprattutto tra chi se ne intende.

Quale ritiene possa essere il potenziale del mercato enogastronomico e turistico della regione delle Marche?
Ormai da molti anni sono dell'idea che le Marche siano uno dei tesori nascosti dell'Italia. Hanno un grande potenziale turistico grazie alla loro posizione favorevole, tra il mare e le montagne, e grazie anche alle loro bellezze artistiche e naturali, tutte facilmente accessibili. La loro cucina è una meravigliosa combinazione di elementi provenienti dal mare, dai campi e dalla natura in generale, il tutto accompagnato dal vino... In una regione relativamente piccola, c'è l'imbarazzo della scelta tra le varietà locali che offrono stili differenti e sono prodotte da piccole cantine che sembrano boutique ma anche da grandi cooperative di qualità e perfino da produttori privati. Non male!

Quale si crede sia il potenziale del vino prodotto nelle Marche, nel Suo mercato e nei mercati internazionali? Per piacere, indichi il potenziale delle varietà di vino bianco e di quelle di vino rosso:
A voler essere sinceri, molti, nel mio paese, non sarebbero in grado di dire dove si trovino le Marche. Ma hanno tutti sentito nomi come Loreto, Urbino, Ancona o Jesi; Pergolesi e Raffaello ma anche Verdicchio e Montepulciano.
Molti anni fa, alcune persone coraggiose hanno iniziato ad importare vini marchigiani e anche noi abbiamo avuto alcuni grandi vini da questa zona, come Oasi degli Angeli, Umani Ronchi, Le Terrazze e altri. Le Marche oggi sono viste come una fonte di vini economici ma di buona qualità. Non so i numeri precisi ma mi azzardo e dico che si trova più Montepulciano che Verdicchio.
Ma il futuro è roseo per entrambi. La Polonia ha sempre un occhio di riguardo per i vini italiani, forse più per i rossi che per i bianchi quindi un robusto Rosso Conero, un Rosso Piceno e un IGT Marche, tutti basati sul Montepulciano o sul Sangiovese, sono vini destinati al successo. Il Verdicchio si trova anche nel mio paese quindi, sicuramente, c'è mercato anche per questa varietà. Anche Passerina e Pecorino potrebbero avere qualche chance.

Dove si posizionano i vini marchigiani, nel vostro mercato?
Come ho già detto, gli importatori di vino sono in cerca di vini economici marchigiani ma abbiamo anche delle buone bottiglie con un buon rapporto qualità/prezzo che si possono trovare negli scaffali di alcuni negozi del paese.

In che modo Lei ritiene che i produttori vinicoli delle Marche possano migliorare nel mercato del Suo paese? Cosa suggerirebbe?
Non penso ci sia un'associazione abbastanza forte tra i prodotti delle Marche e il nome Marche. In Polonia, si vendono prodotti toscani di qualità inferiore solo grazie al fatto di provenire dalla Toscana. Finchè il nome "Marche" non vorrà dire qualcosa per i polacchi, sarà complicato vendere qualcosa proveniente da questa regione.
Altre regioni italiane organizzano degustazioni, seminari per professionisti e per gli amanti del vino. Tutto questo su base regolare. È semplice: chi promuove, vince.

Cosa pensa del rapporto qualità/prezzo dei vini marchigiani?
È ottimo. Durante il nostro viaggio, abbiamo incontrato moltissimi vini che, se avessero avuto un'etichetta più famosa, sarebbero costati almeno il doppio.

Cosa Le è piaciuto di più del tour delle Marche e che consigli darebbe ai Suoi lettori?
Credo che le Marche siano un'incredibile combinazione. Si può passare una giornata in spiaggia, il giorno dopo è possibile esplorare una grotta oppure fare un giro in mountain bike o visitare alcune città molto antiche. Inoltre si può mangiare e bere benissimo senza rovinarsi pur avendo prodotti di qualità sul piatto o nel bicchiere.