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News Mercoledi 22 Giugno 2022

Sondaggio Australia: calano ottimismo e fiducia dei produttori agricoli

Aumento costi di produzione, carenza manodopera e guerra in Ucraina pesano sul settore agricolo australiano; cala la fiducia dei produttori.

di Emanuele Fiorio

I risultati del secondo trimestre dell'indagine Rabobank Australia sulla fiducia dei produttori australiani rivelano che l'ottimismo riguardante i prezzi elevati dei prodotti agricoli è stato frenato dall'aumento dei costi per fertilizzanti, carburanti, noli e macchinari ed in generale dalle pressioni inflazionistiche piombate sull’economia australiana.

Inoltre, gli ultimi dati rivelano che il 50% dei produttori australiani ritiene che il conflitto in corso tra Russia e Ucraina avrà un impatto negativo sulle aziende agricole, mentre il 25% prevede che l'effetto potrebbe essere positivo.

Nonostante le previsioni legate al reddito delle aziende agricole australiane per i prossimi 12 mesi rimangano stabili, il numero di produttori che intendono aumentare gli investimenti è leggermente diminuito in questo trimestre.

Il 28% dei produttori australiani prevede un miglioramento delle condizioni aziendali nei prossimi 12 mesi (in leggero calo rispetto al 31% del trimestre precedente), mentre il 16% prevede un peggioramento (dal 14% precedente).

Più della metà (53%) degli intervistati prevede che le condizioni aziendali rimarranno stabili nell'anno a venire. Questo dato segna tre cali trimestrali consecutivi nella fiducia e riporta il sentimento degli agricoltori ai livelli di giugno 2020, dopo il primo lockdown dovuto alla pandemia.

Peter Knoblanche, CEO di Rabobank Australia, ha dichiarato che i produttori hanno goduto per oltre due anni di prezzi elevati dei prodotti agricoli e di condizioni stagionali generalmente eccellenti in molte parti del Paese, ma molti operatori del settore si trovano ora ad affrontare una notevole pressione sui margini di guadagno, a causa dell'aumento dei costi su tutti i fronti.

L'ultimo sondaggio ha rilevato che l'aspettativa di un aumento dei prezzi dei prodotti agricoli rimane il principale fattore di ottimismo tra gli intervistati, mentre il 62% di coloro che prevedono un peggioramento delle condizioni ha citato:

  • al primo posto, l'aumento dei costi dei processi produttivi,
  • il calo dei prezzi dei prodotti agricoli (27%), 
  • il calo della domanda dei mercati esteri (15%),
  • la carenza di manodopera (9%).


Knoblanche ha affermato che anche la guerra tra Russia e Ucraina incombe sul settore, l’impatto sui costi di produzione l’aumento vertiginoso del carburante e dei fertilizzanti sta riducendo i margini degli agricoltori: "Senza dubbio sta esacerbando molti dei problemi legati all’aumento dei costi e alle difficoltà di approvvigionamento che erano già presenti l'anno scorso".

Ai produttori australiani è stato chiesto specificamente il loro parere sull'impatto della guerra in Ucraina sul settore agroalimentare.

Il 50% che ritiene che il conflitto avrà un effetto negativo o molto negativo sulla propria attività agricola, ha segnalato la propria preoccupazione riguardo:

  • l'aumento dei costi produttivi, compresi i fertilizzanti e la logistica (61%),
  • l'aumento dei prezzi del carburante (49%).


Il 25% ritiene che la guerra stia avendo un impatto positivo sul mercato (principalmente nel settore cerealicolo) e indica due fattori predominanti:

  • il mantenimento di prezzi alti dei prodotti agricoli,
  • l’influenza positiva del conflitto sulla domanda e sull'offerta. 


​​​​​​​Nonostante tutto il 43% degli agricoltori australiani intervistati prevede che i propri redditi lordi si manterranno in linea con i livelli elevati attuali ed addirittura una minoranza prevede un aumento dei redditi nel 2022.