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News Mercoledi 18 Settembre 2019

Toronto: là dove scegliere il canale giusto fa la differenza

Intervista a Jay Whiteley, esperto del mercato di Toronto, in particolare del monopolio LCBO, che ci espone la sua visione sulle potenzialità del vino italiano in Canada.

di Noemi Mengo

Jay Whiteley

Cresciuto in Ontario, nel Canada Occidentale, ha intrapreso la propria formazione nel mondo del vino per 12 anni. Oltre ad aver trascorso, durante questo lasso di tempo, due anni nel Regno Unito, lavorando in due ristoranti stellati Michelin, The Savoy Grill e Petrus, ha poi scritto per pubblicazioni di vino online e insegnato per il programma WSET. Negli ultimi anni si è concentrato sulla conoscenza del vino italiano, in particolare sulle uve autoctone e i vini che ne derivano, ed oggi ha deciso di aiutarci ad entrare un po’ più in confidenza con il mercato nel quale ha studiato ed è cresciuto professionalmente. Stiamo parlando di Jay Whiteley, un prezioso esperto del monopolio canadese LCBO che abbiamo scelto di intervistare, per prepararci al meglio, in previsione del nostro Tour in Canada, in partnership con Wonderfud, il 28 e 29 novembre 2019.

Come definirebbe il ​​mercato canadese, in particolare nell'area di Toronto? Ci sono alcune differenze tra le regioni?
Ogni provincia e territorio è unico e diverso a modo suo. Con 6,1 milioni di persone, Toronto è diversa in quanto è la più grande città del Canada (tra le prime dieci in Nord America). Quello che succede nei mercati più maturi come Londra, Parigi e New York si propaga con 3-5 anni di ritardo a Toronto, e ciò è dovuto principalmente al monopolio, l'LCBO.
Detto questo, è un importante mercato di esportazione per regioni come il Chianti, e molti consumatori richiedono vini come Brunello e Amarone principalmente. I vini di altre uve autoctone si stanno però facendo strada nelle migliori liste dei vini della città. C'è molto interesse per i vitigni poco conosciuti a Toronto da parte dei consumatori, ma l'LCBO li rende di difficile entrata. A mio avviso gli enti di marketing in Italia dovrebbero prestare maggiore attenzione alle regioni più piccole in cui vi sono meno finanziamenti ma maggiore interesse nei mercati più grandi.

Quali sono le principali tendenze di consumo e qual è la percezione del vino italiano?
Avendo lavorato e acquistato vini per una steakhouse diversi anni, confrontandomi con molti sommelier, posso dire che l'Amarone e il Brunello continuano ad essere molto popolari, seguiti dai "Super Tuscan", tuttavia, oggi i sommelier desiderano mostrare altri vini italiani al pubblico. Vini come l'Aglianico, il Nerello Mascalese e il Cappuccio, il Nebbiolo.
Nel complesso la percezione emergente dei vini italiani è "confusa". Con 20 regioni e molte province all'interno di ciascuna, è difficile per il consumatore medio cercare qualcosa di meno comune e familiare nella LCBO.

Parlando del Monopolio: cosa consiglierebbe a un produttore di vino italiano che vuole esportare a Toronto?
Ci sono due principali canali di distribuzione, il programma di consegna e i negozi LCBO. I ristoranti e molti consumatori privati ​​acquistano solitamente i loro vini attraverso il programma di consegna, mentre il consumatore medio di vino acquista in genere alcune bottiglie per transazione in negozio LCBO. All'interno del negozio LCBO ci sono poi tre canali: General List, Vintage e Vintage Essential.
La differenza tra programma di consegna e negozio LCBO sta nel fatto che i produttori più grandi tendono a concentrarsi su quest’ultimo in quanto vi sono maggiori opportunità di volume, mentre i prodotti più piccoli, non avendo il volume richiesto dalla LCBO, tendono a concentrarsi sul programma di consegna.
Con il programma di consegna i vini finiscono in una serie di liste di vini sparse in tutta la città, liste che vengono consultate da ristoranti e sommelier. Questa differenza è sostanziale ed è necessario che il produttore ne sia a conoscenza per orientare meglio la scelta di quale canale usare per distribuire i propri prodotti. Inoltre, tutti i vini vengono importati attraverso la LCBO, ma esistono diverse agenzie che vendono concretamente i vini ai consumatori in possesso di licenza. Al fine di essere presi in considerazione dalla LCBO, il punteggio ottenuto da critici e pubblicazioni di settore è molto importante e influenza molto, infatti difficilmente si ottiene visibilità senza essere accompagnati da una buona recensione.

Proprio perché Toronto è un mercato molto interessante per l’export italiano, saremo presenti, in partnership con Wonderfud, il 28 novembre, con la prima tappa del nostro tour in Canada. Scoprite di più cliccando qui