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News Mercoledi 11 Dicembre 2013

Alla ricerca di nuovi mercati: quale sarà il mio estero?

Scegliere un mercato vuol dire conoscerlo, analizzarlo e comprenderlo

di Giacomo Acciai

Le definiscono esigenze di mercato; in un'Italia che non riesce ad assorbire le produzioni di vino, in un periodo che evidenzia cali di vendite nel territorio, sono molte le aziende che guardano all’estero come al nuovo Eden, per dare ossigeno alla propria azienda; ossigeno che si dovrebbe trasformare in programmazione ma che viene sempre meno a molte di loro non solo nel settore enologico.
Questa necessita di trovare nuovi mercati dove poter esportare il proprio vino sta creando situazioni e generando azioni molto confuse; sentiamo parlare di Cina, Paese in cui tutti vogliono investire senza domandarsi se un determinato mercato è per tutti o meno.
Questo, almeno negli ultimi tre anni, ha provocato, per molte realtà, scelte d' investimenti sbagliati che hanno roso risorse economiche e aziendali, che forse, con più oculatezza, avrebbero potuto (e dovuto) essere destinate ad altri mercati.
La scelta di investire in un mercato rispetto ad un altro non può essere dettata dalla sorte o dal trend generale; scegliere un mercato vuol dire innanzi tutto conoscerlo, analizzarlo e comprenderlo.
Attività che si possono svolgere sia all’interno dell’azienda che attraverso agenzie che le svolgono professionalmente, indicando, a ragion veduta, se un tale mercato può essere nostro target e, di conseguenza, delineare le giuste attività per poterlo affrontare.
Lo stesso approccio andrebbe adottato anche per il mercato italiano; anche se in questo momento non è florido, bisogna continuare ad investire perché crescere in casa aiuta anche la crescita all'etero, esportando cultura ed identità .

A differenza di altre realtà europee (senza scomodare mondi lontani), in Italia le aziende hanno l’abitudine (sbagliata!) di investire in beni concreti (per comprare un mezzo agricolo i budget ci sono sempre);se si parla di investire in analisi di mercato, comunicazione e/o marketing, attività non tangibili come un mezzo agricolo, i budget...spariscono.
Il vino, come tutti gli altri beni, ha necessità di investimenti produttivi ma ricordiamoci che, oltreché prodotto, va venduto e le dinamiche di vendita e di richiesta sono cambiate e "il made in Italy" non è più sufficiente per vendere.
E’ quindi un errore strategico trascurare il mercato interno; investire in casa aiuta a crescere anche fuori, per esportare non solo prodotto ma identità e cultura.