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News Venerdi 03 Dicembre 2021

Ucraina, l’isola del tesoro d’Europa

Un mercato in espansione, dove l’Italia è la regina indiscussa con una crescita del 400% negli ultimi 5 anni. Bollicine e vini bianchi sono le armi per conquistare cuori e palati degli ucraini.

di Federico Gallo

All’interno della stimolante cornice offerta dal forum wine2wine, Pavel Glazov e Veronika Busel ci guidano alla scoperta del mercato del vino ucraino, da loro stessi definito non logico, particolare.

Particolare perché, vedendo alcuni dati, parrebbe non essere attrattivo: pil pro capite in calo, l’inflazione in aumento e consumo di alcolici in trend negativo.
Tuttavia, ci sono dati molto interessanti per quel che riguarda il comparto vino, a partire dal consumo totale, che è stabile, in controtendenza alle bevande alcoliche in genere, in netto calo a causa di un cambio di gusto della popolazione, che sta gradualmente abbandonando gli spiriti in favore di bevande dalla gradazione inferiore. Soprattutto tra i più giovani si registra la tendenza a bere meno in quantità, ma con una ricerca di maggior qualità.

Ed è proprio questo trend ad essere estremamente favorevole per il vino, portando a un netto aumento delle importazioni negli ultimi 5 anni, in particolare di vini provenienti dall’Italia. Fondamentale per questo boom è stato l’accordo di libero scambio siglato tra UE e Ucraina nel 2017 ed entrato in vigore dal 1° gennaio 2021, che ha abolito i dazi sui vini europei in Ucraina.

I vini italiani sono quelli che maggiormente hanno giovato del contesto favorevole: i vini fermi sono passati dai 470mila litri del 2016 ai 1.154mila litri del 2020, mentre i vini frizzanti, che nel 2016 erano importati per 591mila litri, nel 2020 hanno toccato quota 2.722mila litri.

Grande esplosione dei vini frizzanti, dunque, con l’Italia che nel 2020 addirittura supera i prodotti locali per volumi; in generale, l’Italia è il primo fornitore di vino in Ucraina con una quota di mercato delle importazioni del 35%, seguita da Francia (15%), Georgia (12%) e Spagna (12%).

Come accade solitamente nei paesi dell’area dell’ex Unione Sovietica, vi è un diffuso amore per tutto ciò che viene dalla nostra penisola, che è vista come il simbolo dell’eleganza, del bello e del buono, difatti la ristorazione italiana è tra le più diffuse e di conseguenza è naturale che i vini italiani siano i più apprezzati e ricercati.

 

Canali di distribuzione e vendita

Il 64% dei volumi è gestito da grossi importatori e distributori tradizionali, che hanno copertura nazionale, ma sono i player attraverso cui è necessario più tempo per entrare nel sistema.
Gli importatori specializzati in vino coprono il 15% dei volumi, mentre è in forte espansione la quota di mercato degli importatori diretti per la vendita al dettaglio online, che vale oggi il 21%, passando dai 241mila litri del 2016 ai 716mila litri del 2020.
L’off-trade la fa da padrone con il 90% delle vendite totali, lasciando solo il 10% all’horeca. Fino a pochi anni fa, il mercato del vino si sviluppava quasi esclusivamente nella capitale, Kiev, mentre oggi, grazie allo sviluppo capillare dell’e-commerce, i prodotti arrivano ovunque in Ucraina, senza passare dalla capitale.

 

Ultimi trend

Per quanto concerne i trend più recenti sul mercato ucraino potremmo così sintetizzarli:

  • Bollicine
  • Vini bianchi
  • Tendenza dolce
  • I vini classici, da denominazioni celebri

 

C’è una crescente curiosità per i vini naturali, ma non è ancora tendenza. Pavel immagina lo diventerà nei prossimi 5-10 anni.