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News Mercoledi 15 Luglio 2020

Vino USA: Ostacoli legislativi per il DtC interstatale

La sentenza Granholm del 2005 avrebbe dovuto aprire alla vendita DtC interstatale ma ancor oggi 11 Stati americani limitano o proibiscono la vendita diretta in altri Stati. Come è possibile nel 2020?

di Emanuele Fiorio

Quest’anno ricorre il 15° anniversario della sentenza Granholm (2005) della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha reso possibile per il mercato del vino DtC di crescere fino a 3 miliardi di dollari all'anno.
La sentenza, come riporta Wine Business International, avrebbe dovuto garantire la possibilità agli americani di acquistare vino da rivenditori fuori dallo Stato o da Amazon. Il che avrebbe permesso ad un consumatore del New Jersey l'acquisto di una bottiglia di vino italiano da un rivenditore in California, o a un residente dell'Illinois l'acquisto di un vino francese da un rivenditore in Florida.

Questa è la legge in quasi tutti gli altri Paesi. Amazon UK, per esempio, vende vino proveniente da tutto il mondo. Ma negli Stati Uniti la legge riguardante i distillati è ancora regolata dal compromesso politico di 100 anni fa che ha messo fine al proibizionismo. Questo compromesso ha stabilito lo standard definito di "salute e sicurezza pubblica", il quale afferma che se un regolamento protegge la salute e la sicurezza pubblica, allora è costituzionale.
In altre parole, i legislatori ed i tribunali degli Stati Uniti continuano a dire che non è sicuro per i consumatori di vino di uno Stato comprare vino da un rivenditore in un altro Stato. Questa è la legge, per quanto sciocca e antiquata possa sembrare nel secondo decennio del XXI secolo.

La sentenza Granholm avrebbe dovuto cambiare le carte in tavola”, afferma Alex Koral, senior regulatory counsel per SOVOS Ship Compliant, che si occupa di aiutare i produttori a rispettare le normative sulle spedizioni DtC. “Allora perché 11 Stati limitano o proibiscono ancora la vendita DtC, mentre solo 13 Stati e il Distretto di Columbia permettono la vendita diretta? I tribunali e i giudici sono riluttanti a cambiare, il che non riguarda tanto la politica quanto il modo in cui funzionano i tribunali".

In realtà, i tribunali di livello inferiore hanno imposto dei blocchi dopo la sentenza Granholm, riaffermando la dottrina della salute e della sicurezza pubblica. E in quelle rare occasioni in cui un giudice ha allentato le restrizioni riguardanti la vendita al dettaglio interstatale, una corte superiore ha annullato la sentenza.
Questo è successo di nuovo in primavera quando una corte d'appello federale, citando la salute pubblica e la sicurezza, ha vietato a un rivenditore dell'Indiana di vendere vino nel vicino Michigan a meno che non aprisse un negozio con sede, appunto, in Michigan.

Secondo Koral, il modo migliore per raggiungere il mercato aperto che la sentenza Granholm sembrava promettere, potrebbe non passare attraverso i tribunali. La risposta potrebbe trovarsi nelle legislature statali, che potrebbero approvare leggi che permettano la vendita di vino in stile Amazon in ciascuno degli Stati.