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News Martedi 17 Settembre 2019

Wine Manager Day 2019: in gioco le emozioni

Si è conclusa la terza edizione di Wine Manager Day, da quest’anno aperto a molte più figure del comparto. Momenti di formazione ed uno spazio per fare network, eccovi raccontata la giornata dei manager del vino.

Da sinistra: Andrea Pozzan, Lavinia Furlani, Fabio Piccoli
I partecipanti in sala

Una location tutta nuova, quella di FICO Eataly world a Bologna, che ha ospitato, proprio ieri, la terza edizione di Wine Manager Day, da quest’anno rinnovata nel format e dedicata a tutti i manager del comparto vitivinicolo.
Una giornata che ha entusiasmato tutto il nostro team e durante la quale siamo stati felici di incontrarvi, conoscervi o rivedervi.

Presenti insieme a noi, circa 200 partecipanti, tra produttori, export manager, sommelier, agenti commerciali, che hanno assistito agli speech di cinque relatori tra i più influenti nei rispettivi campi che sono oggi al centro del dibattito del mondo del vino: mondo digitale e big data, contrattualistica internazionale, reti vendita in Italia, vino biologico e neuromarketing.

Una giornata, come ha sottolineato il Presidente di Wine Meridian Lavinia Furlani, che abbiamo pensato per celebrare voi e le relazioni che potete costruire, una potente chiave di successo per il business di oggi e di domani, e il movente iniziale per cui, tre anni fa, è nato Wine Manager Day.
Perché questa scelta? "Le imprese muoiono perché si dimenticano di seguire il mercato. Così quando noi ci siamo trovati a ricevere numerose richieste, da parte delle aziende, di professionisti che agissero sul mercato italiano, abbiamo pensato di estendere la nostra riflessione anche a questo ambito: perché non si può vendere bene il proprio vino all’estero se non si è anche buoni profeti in patria" ha raccontato Andrea Pozzan, recruiter e fondatore di WinePeople.

"Qualsiasi sia l’ambito di attività, chiunque ormai ha capito che oggi è necessario essere multidisciplinari, siamo obbligati a relazionarci rispetto a molte problematiche, le stesse che proviamo a raccontare quotidianamente su Wine Meridian. Fare vino oggi è un’attività sempre più complicata, non solo per la competizione del mercato, ma anche per l’importanza della comunicazione. Richiede manager sempre più formati, che hanno fabbisogni sempre più vari. Difficilmente immaginiamo un futuro all’insegna della semplificazione" ha spiegato Fabio Piccoli, direttore responsabile di Wine Meridian.

Alcune delle tematiche calde nella filiera vitivinicola sono state oggetto delle relazioni dei 5 esperti.
Secondo Paolo Errico, Ceo di Maxfone (la società italiana di data analysis che, in occasione di questo evento, dà inizio ad una partnership con Wine Meridian): "ogni dato genera emozioni. I tempi cambiano, ma noi non smettiamo di generare emozioni: un tempo, tornati delle vacanze, ci portavamo a casa una calamita, oggi scattiamo un selfie. Da un selfie pubblicato in rete possiamo trarre molte informazioni" ha spiegato Errico. "Vi siete mai chiesti come l'utente finale viva l’esperienza del vino? Oggi lo possiamo sapere in modo preciso e puntuale, attraverso tecnologie che mappano l’esperienza andando a verificare con precisione cosa viene postato sui social: la base ideale per costruire strategie commerciali e di comunicazioni.

È stata poi la volta di Marco Giuri, avvocato esperto in diritto vitivinicolo, che ha parlato di contrattualistica internazionale e partnership con gli importatori. "Il contratto non deve essere visto come un orpello burocratico, ma come un’occasione di fare business, e soprattutto di prevenire eventuali problematiche che se vengono tralasciate rischiano di farci soccombere a regole svantaggiose per i nostri interessi nei diversi mercati. Il contratto è occasione per sviluppare il business, purché non venga vissuto come un limite.

Lorenzo Righi, Direttore di Club Excellence ed esperto conoscitore del mercato italiano, ha invece coinvolto i partecipanti in una riflessione sul ruolo che oggi ricoprono gli agenti sul mercato nazionale. "Il mercato italiano è cambiato nel giro degli ultimi 30 anni, e così è cambiato (e ancora dovrà cambiare) il ruolo dell’agente Italia, nel quale non basta sentirsi venditori, bisogna sentirsi agenti consulenti e avere "il coraggio di indossare la giacca, cioè di sposare quei brand aziendali in cui ci si riconosce maggiormente". 

Elisa Spada e Debora Bonora, ideatrici del progetto Organic Value che riunisce i produttori di vino biologico, hanno parlato degli ultimi trend all’interno del panorama internazionale della produzione bio. "Una cosa è certa: ormai sempre più persone acquistano vino biologico nel mondo. I dati parlano chiaro e raccontano di un comparto che movimenta un giro di affari di 2 miliardi di euro in Italia e un’evoluzione esponenziale all’estero dove l’Italia la fa da padrona, seguita da Austria e Spagna. Vendiamo più vino bio e di conseguenza ne produciamo di più e aumentano gli ettari vitati bio in Italia, ad oggi 83 mila. "Serviva però un progetto che aiutasse le aziende del vino bio italiano a presentarsi nei mercati più sensibili verso queste produzioni. Con Organic Value riteniamo di avere colmato questa lacuna".

Ed infine il contributo di Vincenzo Russo, esperto di Neuromarketing e docente IULM che sottolinea "Non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano" Una considerazione che ci introduce al mondo del neuromarketing e della misurazione delle emozioni dei consumatori. Studi, analisi, statistiche di precisione sono in grado oggi di andare ad analizzare che cosa realmente cercano i consumatori, per che cosa si emozionano e quali sono gli elementi che riescono a convincerli nell’atto di acquisto.

Dopo gli interessanti interventi, il pomeriggio non poteva che chiudersi con qualcosa in stile "Wine Meridian e WinePeople" (ormai un po’ ci conoscete) con uno scambio di relazioni ed esperienze, facilitato da un’attività - gioco che ha stimolato il networking e ha regalato ai partecipanti la possibilità di dialogare e trarre nuove ed emozionanti esperienze.

Wine Manager Day è stata inoltre un’occasione di incontro per i membri di Wine Out, il primo club italiano a radunare gli export manager e a dare loro terreno di scambio di informazioni, notizie, condivisione di dubbi o di traguardi.

Grazie a tutti gli sponsor (Consorzio del Prosecco Doc e Grafical) ai partner per l'evento (Organic Value, Maxfone/Social Meter Analysis, Studio Giuri), ai partner sui mercati internazionali (Unexpected Italian, Wonderfud e I.E.M International Exhibition Management) e, soprattutto, ai partecipanti. 

 
Arrivederci alla prossima edizione!