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News Venerdi 02 Luglio 2021

Zaccagnini: vocazione export

L’azienda abruzzese ai piedi della Majella ha fin dalle origini guardato ai mercati internazionali, con una storica attitudine verso gli USA.

di Agnese Ceschi

Il tralcetto

L’attitudine a guardare oltre i confini nazionali non è una caratteristica che riesce naturale a tutti. Ci sono aziende - poche nel panorama italiano degli anni Ottanta e Novanta - che fin dagli albori con curiosità ed audacia hanno scommesso sull’export come motore di sviluppo dell’azienda. Una di queste è sicuramente Cantina Zaccagnini, fondata nel 1978 da Marcello Zaccagnini a Bolognano piccolo borgo abruzzese ai piedi della Majella. 

L’audacia e la voglia di mettersi in gioco ha da sempre contraddistinto quest’azienda, come ci ha raccontato in occasione di OperaWine Concezio Marulli, cugino di Marcello, e sin dagli inizi al suo fianco. “La cantina è nata per una reazione a seguito di una serie di eventi avversi. Il papà di Marcello aveva dei vigneti con cui produceva uva che rivendeva ad alcuni commercianti che ogni anno passavano nella nostra zona. Per un paio di anni consecutivi, l’uva venduta è rimasta impagata, è stata quella la molla che ha fatto decidere di iniziare a vinificare in proprio” ha raccontato Concezio. Così, dentro ad un garage in centro paese a Bolognano Marcello, Concezio e qualche aiuto hanno iniziato la prima vinificazione della cantina Zaccagnini. “Da 2000 bottiglie prodotte il primo anno, siamo oggi a 6 milioni. Da una gestione di famiglia all’epoca, oggi siamo sempre una grande famiglia ma di 120 persone” ha continuato Concezio, che si occupa ancora oggi della parte enologica dell’azienda.  

In quegli stessi anni è nato il vino iconico dell’azienda: il Tralcetto. “Quel tralcetto di vite sul collo delle bottiglie, realizzato dalle donne di Bolognano, è stato sin da subito ambasciatore dei vini abruzzesi nel mondo, sinonimo di qualità, legame e rispetto verso la terra e le proprie origini” ha spiegato Concezio. Il Montepulciano d’Abruzzo Tralcetto 2018, recentemente selezionato da Wine Spectator tra 200 eccellenze enologiche italiane e premiato nell’ambito dell’evento OperaWine, è un’etichetta diventata iconica in moltissimi mercati internazionali a partire proprio dagli Stati Uniti, il mercato estero dove per primo Zaccagnini ha guardato. 

“Ricordo con grande emozione i primi contatti con il nostro importatore americano, che dopo 40 anni è ancora il nostro riferimento negli USA. Con lui, un abruzzese emigrato giovanissimo in America, si è instaurato un rapporto fraterno, basato sulla fiducia, il rispetto e la volontà di venirsi incontro” ha concluso Concezio. Dei 6 milioni di bottiglie prodotte oggi, la Zaccagnini esporta l’85% percento. 

“Quando sono entrato in azienda, abbiamo da subito pensato che il futuro fosse nell’export, di conseguenza abbiamo sviluppato una strategia che ci consentissedicostruire un mercato di riferimento per i nostri vini all’estero” ha raccontato Angelo Ruzzi, direttore export dell’azienda. “Oggi l’85% della produzione va in 52 Paesi al mondo, con un focus particolare su Stati Uniti e Nord Europa, ma non trascurando aree emergenti come Asia e Centro-sud America”. 

Quali sono gli obiettivi strategici futuri della Zaccagnini? “L’azienda è in assoluta espansione: oggi siamo una delle  più grandi realtà abruzzesi e abbiamo l’ambizione di diventare una delle più importanti aziende di rifermento del Centro-sud Italia” ha aggiunto Enzo Vogliolo, direttore commerciale. “Oltre all’export abbiamo in mente un consolidamento del mercato italiano con una rimodulazione delle linee di prodotto che ci consente oggi di definire una chiara strategia che distingua il canale tradizionale dal canale moderno.