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Nord America Sabato 07 Novembre 2020

Quali saranno le sorti del vino in America con Joe Biden?

La vittoria di Biden potrebbe portare un cambio di vento per l'importazione di vino negli Stati Uniti in quanto potrebbe segnare la fine delle tariffe. Ma è davvero plausible che ciò accada?

di Agnese Ceschi

Una delle notizie che in questi giorni ha tenuto tutto il mondo sul filo del rasoio è stata sicuramente - oltre alla pandemia - l’elezione del presidente degli Stati Uniti d’America.

 Joe Biden è diventato il 46° presidente americano avendo superato il repubblicano Trump in due Stati fondamentali come la Pennsylvania - suo Stato natale - e la Georgia.

Secondo Matthew O'Connell, responsabile degli investimenti presso l’importatore Bl Wines & Spirits: “Il risultato delle elezioni americane avrà quasi certamente un impatto materiale sul mercato del vino, con l'aspettativa che un governo Biden invertirà i dazi commerciali europei imposti da Trump”. La vittoria di Biden dovrebbe a questo punto determinare un cambio di vento per l'importazione di vino negli Stati Uniti in quanto potrebbe segnare la fine delle tariffe. 

Ma non tutto è come sembra all’apparenza e lasciarsi andare a facili deduzioni non è forse la strada migliore. Durante la campagna elettorale Biden è stato sicuramente molto critico nei confronti dei dazi di Trump, in particolare quelli imposti alla Cina, che secondo lui negativi per l'economia americana. Tuttavia, non bisogna affrettarsi a pensare che revocherà  automaticamente e unilateralmente tutte le tariffe.

Secondo Justin Gibbs direttore alle vendite e co-fondatore di Liv-ex, spiega a The Drink Business che “la guerra tariffaria con l'UE è una cosa americana, non solo una cosa di Trump. È un riequilibrio del rapporto tra Europa e America. L'Europa ha negoziato a condizioni di favore con gli Stati Uniti sin dalla seconda guerra mondiale e gli Stati Uniti hanno permesso che ciò accadesse”.

La speranza per tutti noi, ovviamente, è che Biden abbia un approccio più votato al libero scambio, sia più flessibile nelle negoziazioni e nelle discussioni future di quanto Trump abbia dimostrato. Ma questo è tutto un capitolo di storia ancora da scrivere…