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Sud America Giovedi 25 Giugno 2020

Covid-19 non ferma gli hub di New Orleans e Houston

In un mercato vasto come quello degli Usa vi sono molte diversificazioni tra gli Stati anche in questa fase di crisi. È il caso di Texas e Louisiana dove nel primo quadrimestre 2020 l’import di vino italiano è cresciuto rispetto il medesimo periodo dell’anno precedente

di Federica Mataluna

"Open for Business: Global Trade Trends and their Impact on New Orleans and Houston".

Questo il titolo dell’ultimo webinar promosso dalla Camera di Commercio Italo-americana in Texas.

Diversi gli argomenti trattati che raccontano, in particolare, di come i protagonisti di svariati settori commerciali abbiano affrontato la pandemia.

Secondo la testimonianza di Janine Moreau Mansour, Direttore commerciale del porto di New Orleans, l’impatto registrato dal sistema cargo non è stato così considerevole come quello toccato alla West Coast, ad esempio a Los Angeles.

La chiave risiede nella struttura diversificata del business: quattro linee diverse che hanno compensato l’una i decrementi dell’altra riuscendo, così, a bilanciare l’intero assetto.

Jeffery Blair, Senior Director Europe, Middle East and Africa (EMEA) osserva, invece, un importante ridimensionamento del commercio con i Paesi asiatici. Benché in termini di volume il commercio verso la Cina si sia notevolmente ridotto, in compenso, si è registrato un incremento del 50% nell’export verso l’India. Le regole di mercato, infatti, racchiudono in se stesse la sopravvivenza; la forza sta nella flessibilità.

Ma veniamo allo spazio dedicato al mercato del vino italiano, laddove i porti di Napoli e La Spezia rappresentano la finestra principale sul mercato oltreoceano.

L’importazione di vino italiano ha sempre avuto un peso rilevante nel mercato americano, ma, stando a quanto riportano i dati, le relazioni commerciali durante la pandemia non hanno soltanto confermato questo trend, anzi, lo hanno sorprendentemente elevato. 

Comparando i dati raccolti tra gennaio e aprile 2019 con quelli del 2020, si registra, infatti, un incremento dell’81%. Le aree di New Orleans e Houston sono tutt’ora aperte al business: questo è senza dubbio un appello degno di nota per i produttori e rivenditori di vino italiano.

A riconferma di ciò, non è un caso che l’azienda italiana Roboze, una delle principali produttrici mondiali di stampanti 3D, abbia recentemente collaborato con la Camera di Commercio italo-americana e con il Consolato italiano per stabilire una sede in Texas. 

Importante notare, inoltre, come il Texas e la California siano entrati in competizione per la contesa di questa nuova risorsa economica che è stata, a buon diritto, assegnata al Texas che ne ha raccolto i suoi primi frutti proprio durante questa pandemia. Roboze è stata, infatti, la prima azienda donatrice di dispositivi di protezione individuale quando il mercato ne era carente.

Quindi, è bene non sottovalutare il potenziale economico di queste aree, a supporto e riconferma di alleanze commerciali già vigenti.

Alla domanda: "Cosa avverrà quando l’emergenza sarà completamente rientrata?"

La risposta è: diversificazione.

In termini di supply chain, la diversificazione mira a non fare affidamento su un unico fornitore, in modo da ridurre il rischio di una eventuale seconda ondata di scarsità di beni e scorretta distribuzione degli stessi sul mercato.

Come diversificare?

Laddove possibile, la produzione just in case va preferita al modello Just in time.

Nuovi orizzonti, nuove prospettive e nuovi potenziali mercati: questa la promessa e la speranza della collaborazione italo-americana.