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The Wine Village Martedi 08 Settembre 2020

La missione del leader, una faticosa costruzione di equilibri

Oggi nel nostro The Wine Village vi presentiamo il Capo del villaggio. Scopri con noi il nuovo progetto dedicato al mondo del vino per esplorare le competenze dei nostri team.

di Lavinia Furlani e Alessandro Rinaldi

Immaginiamo le nostre aziende del vino come dei piccoli villaggi. Perchè ogni gruppo di lavoro che si trova a conviverci, anche in modo transitorio, è una piccola comunità, con i suoi abitanti e le sue figure caratteristiche e riconoscibili.Sapere quali sono le competenze che ci servono in un team, capire cosa dobbiamo saper fare ci può dare spunti innumerevoli per progettare il presente e il futuro delle nostre aziende del vino. 

Chi sono quindi i “personaggi” di THE VILLAGE e che cosa rappresentano?

Oggi vi presentiamo il Capo del Villaggio, una figura chiave nel mondo del vino.

In quanti modi si può guidare una comunità? Quante sono le tipologie di leadership fra cui scegliere per governare le nostre imprese del vino e quale si adatta meglio a questi tempi complessi che ci troviamo a vivere? Il tema della leadership (a ogni livello, che sia aziendale, economico, comunitario o politico) diventa oggi fondamentale per capire come le comunità possono trovare modi nuovi e più efficaci per darsi delle regole, organizzarsi e vivere insieme. Per parlarne, affrontiamo questa settimana la figura del Capo del Villaggio.

Capo del villaggio, leader, condottiero, imprenditore, tanti sono i nomi che si possono usare per questa figura centrale nella storia di una comunità. È una figura che ricorda per prima cosa la leadership naturale che s’instaura in un gruppo: per esempio, fra i lupi, c’è il capobranco che si assume la responsabilità della sopravvivenza del gruppo. È un ruolo affidato all’elemento più forte e astuto, che sa dare segnali precisi di leadership. Anche sul piano umano il ruolo del capo è fortemente associato a comportamenti e segnali che, pur variando nel tempo e nelle culture più diverse, conservano tuttavia dei tratti comuni molto forti. Il rischio è quello di pensare che esista un solo modo di essere leader. Sono molti le figure politiche, i leader e i manager che preferiscono rafforzare la propria leadership affidandosi a modelli stereotipati di autorevolezza gestuale e vocale di facile impatto sull’audience, invece di preoccuparsi di sviluppare ed esprimere la propria autenticità e congruenza. Più di altre, questa figura corre il rischio forte di lasciarsi intrappolare in un ruolo è forte, perdendo di vista il fatto che ogni ruolo di guida dovrebbe essere associato al concetto di responsabilità, più che a quello di controllo.

Ogni leader contiene in sé diversi tratti appartenenti ad altre figure e questo non fa che complicare le cose. La missione del Capo del villaggio è una faticosa costruzione di equilibri in quanto deve avere contemporaneamente la capacità di ascoltare e conoscere i problemi e le esigenze di tutti e deve avere l’equilibrio di fare poi una scala delle priorità. Dalla responsabilità deriva il peso della scelta.

Ascolto, attenzione, equilibrio, capacità di scegliere sulla base delle priorità e coraggio nel comunicare in modo trasparente i criteri di questa scelta vanno quindi a comporre un mosaico di competenze che solo pochi sanno dosare nel modo corretto. Il rischio che corre il Capo del villaggio, se non riesce a trovare un equilibrio, è quello di perdere la fiducia, che è la componente principale della relazione fra gli abitanti di qualunque villaggio e la figura che li guida.

Oggi, una delle grandi sfide della leadership è quella che consiste nel saper accogliere e accompagnare i processi partecipativi, facilitando modelli di leadership diffusa cioè di assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti in un processo e facendosi carico delle scelte che determineranno il futuro – in un senso o nell’altro – della società futura.

Essere capo del villaggio di un’azienda del vino richiede tutte queste capacità partendo spesso da gestioni famigliari. Ed è per questo che si avvicina il leader al modo di essere del Capo del villaggio tradizionale del piccolo paese, della tribù o del clan, il quale altro non era che un semplice capofamiglia che portava la sua capacità di gestione alla comunità, mantenendo abili relazioni con gli abitanti del villaggio e intrecciando relazioni utili con gli altri villaggi.

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