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WinePeople Martedi 19 Luglio 2022

Enoturismo: che tipologia di accoglienza hai scelto per la tua cantina?

Non solo i prodotti, ma anche la tua proposta enoturistica va diversificata: la scelta dei segmenti di clientela su cui puntare è un’attività fondamentale nella pianificazione di un piano di accoglienza.

di Lavinia Furlani

Una regola base del marketing dice: evita accuratamente di cercare di piacere a tutti.
L’enoturismo permette alle cantine di offrire moltissime tipologie di accoglienza, andando così incontro alle esigenze di diversi tipi di clienti, anche i più difficili.
Sarebbe un peccato non sfruttare l’occasione di rendere la visita nella tua cantina un’esperienza su misura per uno specifico segmento di clientela, facendo in modo che ricerchi proprio te per una tipologia di visita che solo tu sai offrire.

Sulla base di questo, tu in quale campionato dell’enoturismo vuoi giocare?


Accoglienza “tradizionale”

La maggior parte delle offerte enoturistiche del nostro Paese offre i cosiddetti “servizi tradizionali”: visita alla cantina e ai vigneti con degustazione finale. Se si sceglie questa direzione è comunque possibile diversificare l’offerta con la scelta dei vini da degustare e degli abbinamenti culinari.


Accoglienza “sportiva”

Il turismo sportivo è un trend e i territori vitivinicoli sono sempre di più luoghi adatti a questo tipo di attività. I principali sport che si conciliano bene con il turismo del vino sono ciclismo, jogging e trekking. Ma non è sufficiente essere inseriti nel contesto giusto: è necessario fornire determinati servizi, come ad esempio dare informazioni precise sugli itinerari, fornire l’attrezzatura ed eventualmente luoghi adibiti a custodire le costose biciclette.


Accoglienza “culturale”

In tutte le offerte enoturistiche dovrebbe esserci una componente culturale: mostre temporanee o permanenti, presidi storico-artistici del territorio o la storia stessa della cantina. Non basta però possedere valori culturali per rendere la propria identità enoturistica riconosciuta come di interesse sul fronte culturale. È necessario essere in grado di far vivere concretamente ai visitatori un’esperienza formativa, questo anche tramite lo storytelling legato alla filosofia e alla tradizione dell’azienda.


Accoglienza “esclusiva”

Chi ricerca questo tipo di esperienza è mosso principalmente da un obiettivo: ostentare. Un’accoglienza esclusiva richiede pertanto una serie di servizi “straordinari” che sono ormai ben noti e vanno dall’obbligo della spa ai servizi navetta con autista, da una ristorazione di primissimo livello a suites con il massimo del comfort. Ma l’elenco dei servizi potrebbe essere ancora più lungo perchè si sa, il cliente esclusivo è un costante produttore di desideri. Per questo motivo sconsigliamo ad alcune aziende di intraprendere questa strada se non è quella che rispecchia la loro identità.
A prescindere dal modello di offerta enoturistica che si vuole intraprendere, è importante ricordare che la salvaguardia della propria identità autentica viene prima del desiderio di offrire un’esperienza originale. Ogni tipo di accoglienza deve infatti sposarsi al meglio con quella che è la vera natura dell’azienda.

Esistono comunque molti altri tipi di accoglienza da cui prendere spunto e li abbiamo tutti raccolti nel nostro libro “L’enoturismo vincente”, disponibile in e-book sul nostro sito.
Se invece vuoi avere un quadro più completo sull’enoturismo e sulle varie tecniche per migliorarlo, ti suggeriamo il nostro corso in e-learning “Accoglienti e Vincenti”, il percorso che ti aiuta a sfruttare al meglio le opportunità che l’enoturismo può offrire.