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WinePeople Martedi 12 Gennaio 2021

Lo stress test degli Export Manager

Chi fa l’Export Manager ha subito negli ultimi mesi una totale rivoluzione del proprio lavoro ed ancora di più della propria vita.

di WinePeople

Ammettiamo che noi siamo tra quelli che spingono all’ottimismo, che vedono opportunità in ogni crisi e possibilità di crescita in ogni cambiamento, ma non nascondiamoci dietro un dito: la situazione di attuale difficoltà rappresenta un fortissimo stress test per tutta la filiera del vino, inclusi, di questo vogliamo parlare oggi, gli Export Manager.

Chi fa l’Export Manager ha subito negli ultimi mesi una totale rivoluzione della propria vita. Chiunque, da Marzo scorso, lo ha subito, ma per chi era abituato a spostamenti continui, ad orari improbabili, ad essere sempre su un aereo, il cambiamento è stato sicuramente maggiore, il modo di lavorare è profondamente cambiato.

 

E se cambia il contesto in cui ci dobbiamo muovere, quale alternativa abbiamo se non cambiare a nostra volta?

When times change, it’s time to change.

Parlando con molti colleghi Export Manager, ci siamo accorti che fortunatamente sono pochi quelli che sono rimasti immobili, in attesa di un ritorno alla “normalità”, ma quello che molti forse ancora devono capire è che l’alternativa al cambiamento, semplicemente, non c’è.

 

Il mondo del vino è, da sempre, un mondo piuttosto lento, con tempi di reazione lunghi, frutto dei tempi che richiede il prodotto, più che di quelli che richiede il business. Siamo abituati, come è sacrosanto, a ragionare per annate, a vedere in vigna il cambiare delle stagioni, ad aspettare mesi per affinare il vino e nessuno può pensare di cambiare questo status, quando parliamo di produzione.

 

Ma se parliamo di commercio, oggi le cose viaggiano e cambiano ad una velocità incredibile. Ciò che pochi mesi fa era attuale, ora è sorpassato, quello che sembrava impossibile, ora è dietro la porta, o forse già ha varcato la soglia ed è entrato nella nostra stanza. Sta a noi accorgercene, accogliere il cambiamento e sfruttarlo a nostro vantaggio.

 

Lo stress test sta proprio qui.

Un Export Manager, oggi, deve avere la bravura, ma anche una dose di fortuna non guasta, di capire quali siano i trend per il prossimo futuro, deve saper decidere come muoversi e come operare, come intercettare il nuovo modo in cui i clienti ed i consumatori comprano il vino, deve conoscere gli strumenti ed avere le antenne sempre pronte per recepire i rumors, i più leggeri cambi del vento, leggere tra le righe.

Il competitor di un Export Manager oggi può essere un ragazzo appena uscito da un corso, con poca esperienza di vino ma bravo e veloce a muoversi sui social, così come può essere un professionista che si è rimesso sul mercato.

 

A nostro avviso c’è solo un modo per superare lo stress test, ovvero mantenere un atteggiamento aperto di curiosità, essere i primi ad accogliere il cambiamento, sperimentare e soprattutto mantenersi formati. Impariamo nuove cose, facciamo corsi adatti al nostro livello di professionalità, perché il mondo del vino ha bisogno di professionalità e preparazione, non solo di forza di volontà o di una buona lista di contatti.

Un Export Manager già introdotto, oggi, deve rivolgere la sua attenzione a corsi Executive, per migliorare le proprie skills, perché il neofita di cui abbiamo accennato, per antonomasia più veloce, probabilmente ha già fatto l’iscrizione ad un corso introduttivo, che lo catapulta direttamente nel mercato del lavoro.

 

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