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Degustazioni

Wine Meridian vuole raccontare a suo modo i vini italiani attraverso l'esperienza di professionisti e appassionati. Scoprili con noi.



sabato 16 febbraio

Italian wines in the world: Chardonnay Particella 3 di Ronco Blanchis

Abbiamo degustato per voi Chardonnay Particella 3 di Ronco Blanchis


Italian wines in the world: Chardonnay Particella 3 di Ronco Blanchis
Chardonnay Particella 3

Colore: bianco
Anno di produzione: 2017
Prezzo: 12 euro 
Produzione annua: 2000 bottiglie
Denominazione: DOC Collio
Affinamento: 8 mesi in legno
Uvaggio: 100% Chardonnay


Lo scriviamo senza paura di esagerare: è uno dei migliori Chardonnay che ci è capitato di degustare in questi ultimi anni. Un ottimo lavoro quello realizzato da Ronco Blanchis con il loro Chardonnay “Particella 3”. Già il nome fa capire l’impegno dell’azienda friulana di collegare ogni suo prodotto a specifici vigneti. In questo caso siamo sulla sommità della collina Blanchis, proprio nel vigneto di circa un ettaro (con suolo marnoso e arenarie) denominato particella numero 3, più chiari e trasparenti di così.
Si capisce bene che siamo in presenza di un terroir perfetto per esaltare le caratteristiche qualitative dello Chardonnay e l’utilizzo del legno sia durante la vinificazione che l’affinamento (in barrique sia la fermentazione che l’affinamento per 6 mesi) non oscura minimamente l’identità del più noto vitigno bianco a livello mondiale.
Già al naso lo Chardonnay fa sentire perfettamente le sue note più tipiche a partire dalla mela, e della pera ma evidenti anche le sensazioni fiori d’arancio e poi sentori più tropicali di ananas. In bocca una piacevolissima fresca setosità, un equilibrio perfetto e un finale di leggera mandorla molto persistente.
L’abbiamo abbinato ad uno squisito riso al curry e abbiamo fatto centro.


Company Profile
Ronco Blanchis è una giovane azienda situata ai piedi dei declivi del Collio, precisamente nel comune di Mossa, in provincia di Gorizia (Friuli). Nata nel 2000, l’azienda vinicola è stata condotta fino ad oggi da Giancarlo Palla ed i figli Alberto e Lorenzo. A Mossa Giancarlo e i suoi figli si sono trovati tra le mani un territorio molto fertile, su cui precedentemente sorgeva un’azienda che produceva con altro nome e attraverso la quale è possibile risalire fino all’impero asburgico.


Italian wines in the world: Chardonnay Particella 3 di Ronco Blanchis


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sabato 09 febbraio

Italian wines in the world: "Ridente" Catarratto - Chardonnay IGP di Principe di Corleone

Abbiamo degustato per voi il "Ridente" di Principe di Corleone


Italian wines in the world:
"Ridente" Catarratto - Chardonnay IGP
Colore: Bianco
Anno di produzione: 2017
Prezzo: 7 euro 
Produzione annua: 10.000 bottiglie
Denominazione: IGP (indicazione geografica protetta) Terre Siciliane
Affinamento: 3 mesi in bottiglia
Uvaggio: Catarratto (50%) e Chardonnay (50%)

Nell’area orientale della Sicilia, in un luogo di estrema bellezza naturalistica delimitato dalla Riserva Naturale Orientata Bosco della Ficuzza e Rocca Busambra, i varietali Catarratto e Chardonnay trovano la giusta sintesi in una delle espressioni più interessanti prodotte dalla Famiglia Pollara. “Ridente” è il frutto di un territorio vocato che si caratterizza per un microclima unico e particolarmente idoneo alla coltivazione dell’uva. Vigneti di collina posti a 350 metri per lo Chardonnay e 700 metri per il Catarratto, suoli asciutti e calcarei, regalano all’autoctono siciliano per eccellenza, complessità e armonia. Il Cataratto, pianta vigorosa, generalmente allevata ad alberello, si delinea per l’importante concentrazione aromatica dei suoi frutti. Sposa, in una sintesi di delicatezza e freschezza, l’eleganza dello Chardonnay uva a bacca bianca della Borgogna, dall’ acino medio grande che ben si adatta ai climi temperato-caldi e ai terreni collinari. “Ridente” si mostra subito alla vista per il suo luminoso colore giallo paglierino. I profumi sono eleganti e delicati di fiori bianchi, di tiglio, di mughetto, di zagara. Un lieve accenno di pesca a polpa bianca ed una punta di anice chiudono il quadro olfattivo. Piena corrispondenza naso - bocca sostenuta da una bella acidità.
Ottimo con uno spaghetto alle vongole e muddica atturrata (pangrattato tostato), consigliamo una temperatura di servizio di 12 gradi.

Company Profile 
Nel 1892 Giuseppe Pollara ha cominciato a coltivare i vigneti che tutt'oggi continuano a fornire uve di alta qualità per i vini dell'azienda vinicola Principe di Corleone. Di generazione in generazione, la famiglia Pollara ha trasformato con passione, talento e duro lavoro la piccola azienda familiare d'origine nella cantina fiorente che è oggi. Vincenzo e Lea Pollara, attuali responsabili del business di famiglia, credono fortemente che la qualità dei vini inizi nei vigneti.
Pertanto per arrivare alla produzione di vini di qualità, le loro priorità sono il costante impegno per il mantenimento e la valorizzazione dei loro vigneti, il continuo sviluppo della cantina e un piano di ricerca che coinvolge tutti gli aspetti del processo di vinificazione.



Principe di Corleone
Contrada Malvello
90046 | Monreale (PA)
Ph: +39.0918462922 - +39.0918463512
info@principedicorleone.it
www.principedicorleone.it 


Italian wines in the world:
Giovanna Romeo

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mercoledi 19 dicembre

Italian wines in the world: Adènzia Sicilia DOC di Baglio del Cristo di Campobello

Abbiamo degustato per voi l’Adènzia Sicilia DOC di Baglio del Cristo di Campobello


Italian wines in the world: Adènzia Sicilia DOC di Baglio del Cristo di Campobello
Adènzia Sicilia DOC

Colore: Bianco
Anno di produzione: 2017
Prezzo: 7,50 €
Produzione annua: 46.606 bottiglie
Denominazione: Doc Sicilia
Affinamento: 3 mesi in acciaio inox e 2 mesi in bottiglia.
Uvaggio: Grillo (50%) e Insolia (50%)

L’Adenzia nasce con la volontà di esaltare due vitigni autoctoni siciliani a bacca bianca, il grillo e l’insolia, affidati alle mani esperte dell’enologo Riccardo Cotarella, che questa relativamente giovane azienda siciliana, fondata nel 2000, ha coinvolto nella creazione dei vini.
Il grillo, è un vitigno resistente al caldo, aristocratico e ricco e si identifica per il tipico sentore di erbe aromatiche e note agrumate; l’insolia, si esprime con corpo morbido e abbastanza pieno, ricorda il timo della macchia mediterranea, il mandarino e l’albicocca matura.
Questo vino nasce su terreni prevalentemente gessosi e calcarei, collinari a circa 260 metri sul livello del mare; la raccolta viene fatta manualmente in piccole cassette e dopo le lavorazioni di cantina affina per 3 mesi in acciaio e almeno due mesi in bottiglia prima di trovarlo in commercio.
L’Adènzia si riconosce dal colore giallo paglierino, con riflessi verdolini, complesso e intenso al naso ricorda la ginestra, la pesca bianca, la macchia mediterranea, l’albicocca matura e il cedro. In bocca lo troviamo potente, morbido e sapido, dovuto all’influenza della costa del mare a pochi chilometri di distanza, che ne consente grande longevità.
Ottimo con un piatto di pesce, consigliamo la temperatura di servizio a circa 8°.

Company Profile
La cantina Baglio del Cristo di Campobello, fondata nel 2000, si trova a Campobello di Licata, in posizione collinare tra i 230 e i 270 metri sul livello del mare e a 8.000 metri dalla costa.
Trenta ettari di vigna sui cinquanta di proprietà aziendale, organismo unico di dieci microaree. Terreno profondo, misto calcareo e gessoso, di giacitura collinare, con una densità di 5.000 piante per ettaro, tutte vendemmiate a mano in piccole cassette, come vuole la tradizione.
Italian wines in the world: Adènzia Sicilia DOC di Baglio del Cristo di Campobello
Federica Lago

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giovedi 13 dicembre

Italian Wines in the World: Èrema Cannonau di Sardegna DOC 2016 di Siddùra

Abbiamo degustato per voi l'Èrema Cannonau di Sardegna DOC 2016 di Siddùra


Italian Wines in the World: Èrema Cannonau di Sardegna DOC 2016 di Siddùra
Èrema Cannonau di Sardegna DOC 2016


Colore: rosso brillante con riflessi violetti
Anno di produzione: 2016
Produzione annua: 50.000 bottiglie
Denominazione: DOC
Affinamento: 10-15 giorni sur lies
Uvaggio: 100% Cannonau di Sardegna 

È da alcuni anni che evidenziamo come la Sardegna sia tutt'oggi, incredibilmente, una regione vitivinicola ancora troppo poco nota nel mondo.
Eppure rappresenta una delle terre a maggiore vocazione vitivinicola capace, soprattutto, di dare vini ad alto valore identitario, con indice di riconoscibilità elevatissimo. E quest’ultima rappresenta una caratteristica fondamentale per poter avere successo su mercati del vino sempre più affollati. In Sardegna indubbiamente la Gallura rappresenta una delle aree maggiormente vocate per la produzione di vini di qualità. E più volte, anche sul nostro magazine, abbiamo raccontato dell’esperienza di Siddùra che in poco tempo è non solo riuscita a conquistarsi un ruolo importante nella vitienologia sarda ma si è accreditata anche in numerosi mercati internazionali dimostrando ancora una volta le potenzialità incredibili di questa terra.
Un ulteriore ottimo esempio del grande lavoro in vigna ed in cantina fatto da Siddùra in questi anni è il loro Cannonau Èrema (in etrusco significa piccola piantina), che a nostro parere rappresenta una dimostrazione eccellente di come questo grande rosso autoctono della Sardegna sia in grado di unire freschezza e bevibilità ad eleganza e complessità. Rappresenta il vino più giovane della cantina e ci è piaciuta l’aria “scanzonata” che l’azienda ha voluto dare al proprio Cannonau esaltando soprattutto le sue caratteristiche di bevibilità rispetto ad altre interpretazioni più “pesanti”. Ci è piaciuto già al colore con un rosso intenso dai riflessi violacei tipici di questo vitigno. Ma al naso dà il meglio di sé con un bouquet di piccoli frutti di bosco molto evidente ma anche di mirto, di ciliegia e marasca senza dimenticare sentori eleganti più floreali come la viola. In bocca grande freschezza, un’ottima armonia e un retrogusto dove ritornano le sensazioni fruttate, molto persistenti. L’abbiamo abbinato ad una semplice grigliata tra amici ed è stato amore a primo sorso.


Company Profile
Siddùra nasce dalla scoperta fatta da due imprenditori che individuarono e si innamorarono di una proprietà abbandonata ma incantevole nel cuore della Gallura. La cantina, al centro della tenuta, è perfettamente interrata al fine di sfruttare la coibentazione naturale data dal suolo. I terreni delle vigne di Siddura sono un misto di granito, sabbia e argilla, ideali per la viticoltura. L’obiettivo dell’azienda è quello di produrre vini che si identifichino con il terroir dal quale provengono.

www.siddura.com

Italian Wines in the World: Èrema Cannonau di Sardegna DOC 2016 di Siddùra


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sabato 08 dicembre

Italian wines in the world: Alcàde Montepulciano d’Abruzzo doc 2014 di Colle Moro

Abbiamo degustato per voi Alcàde Montepulciano d’Abruzzo doc 2014 di Colle Moro


Italian wines in the world: Alcàde Montepulciano d’Abruzzo doc 2014 di Colle Moro
Alcàde Montepulciano d’Abruzzo doc 2014 di Colle Moro
Colore: Rosso
Anno: 2014
Prezzo: 5,50 euro
Produzione annua: 13.000 bottiglie
Denominazione: Montepulciano d’Abruzzo DOC
Affinamento: 18 mesi in barrique, 4 mesi in bottiglia
Uvaggio: 100% Montepulciano

La provincia di Chieti, in Abruzzo, si caratterizza anche per essere una delle aree vitivinicole più vocate del nostro Paese. Si tratta, inoltre, di una delle provincie con la più numerosa presenza di cooperative vitivinicole che fin dal dopoguerra hanno rappresentato la risposta migliore alla grande frammentazione del tessuto produttivo di questa terra. Tra queste spicca Colle Moro, una cooperativa nata nel 1961 e che oggi conta quasi 700 soci che gestiscono un patrimonio vitato di circa 1.600 ettari situato nella fascia collinare che sovrasta la suggestiva Costa dei Trabocchi, nell’Abruzzo meridionale.
Si tratta uno dei territori maggiormente vocati alla produzione di uno dei grandi vitigni rossi italiani, il Montepulciano d’Abruzzo.
Un bell’esempio è rappresentato dall’Alcàde Montepulciano d’Abruzzo doc 2014 che si caratterizza già al naso per forti sentori sia di frutta rossa ben matura (ciliegia e prugna in primis), ma anche per sensazioni più “selvatiche” come il cuoio ed erbe officinali (rabarbaro). In bocca la struttura si fa sentire con tannini ancora vivaci, nonostante gli oltre cinque anni del vino, ma tenuti ben in equilibrio da una buona gestione dell’affinamento in legno (barriques francesi).
Abbiamo scelto un abbinamento classico, con una grigliata di carne ben assortita, dalla costata di Fassona alle costine di maiale, ed il risultato è stato ottimo.

Company profile:

La Cantina Colle Moro nasce nel 1961 a Guastameroli di Frisa (CH), grazie all’entusiasmo, allo spirito imprenditoriale e alle scelte coraggiose di un gruppo di vignaioli della zona. Oggi alla Cantina cooperativa partecipano circa 700 soci, tra cui molti piccoli coltivatori, le cui aziende agricole sono dislocate in 15 comuni intorno a Frisa, nel Sud-Est dell’Abruzzo, tra il mare Adriatico e le cime del Gran Sasso e della Maiella. La superficie produttiva complessiva è di circa 1.600 ettari, con una produzione media di 200.000 quintali di uve.
I terreni collinari, l’esposizione geografica e la presenza di un clima particolarmente favorevole determinano la tipicità ed esaltano i pregi che rendono davvero unica la produzione vitivinicola di Colle Moro. Pensiamo soprattutto al Montepulciano e Trebbiano, maggiormente rappresentativi del territorio, ma anche al Pecorino, Passerina e Cococciola, principali vitigni autoctoni, e al Moscato Giallo. A questi si aggiungono inoltre alcuni vitigni internazionali, come Chardonnay, Pinot Grigio, Merlot e Sangiovese.
La Cantina da anni svolge un ruolo economico e sociale importante per il territorio di riferimento, valorizzando e supportando il lavoro di tanti viticoltori.

www.collemoro.it

Italian wines in the world: Alcàde Montepulciano d’Abruzzo doc 2014 di Colle Moro


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sabato 01 dicembre

Italian wines in the world: I Simieri Rosso Verona Igt 2015 di Coali Tenuta Savoia

Abbiamo degustato per voi il I Simieri Rosso Verona Igt 2015 di Coali Tenuta Savoia


Italian wines in the world: I Simieri Rosso Verona Igt 2015 di Coali Tenuta Savoia

I Simieri Rosso Verona Igt 2015


I Simieri Rosso Verona Igt 2015 


Colore: rosso
Anno di produzione: 2015
Produzione annua: 2500 bottiglie
Denominazione: IGT
Affinamento: 3 anni in tonneaux
Uvaggio: Corvina, Corvinone, Rondinella, Useleta, Molinara, Merlot, Teroldego


In dialetto veronese Coali significa covo. Ed è veramente un covo speciale quello della famiglia Savoia, situato probabilmente nel luogo più suggestivo della Valpolicella Classica, vicino alla straordinaria pieve romanica di San Giorgio Ingannapoltron (nel senso che quando la vedi ti sembra vicina ma per raggiungerla a piedi dal fondovalle è una passeggiata impegnativa che inganna, appunto, i poltroni), e dal quale si può godere nelle giornate più limpide lo splendido paesaggio del Lago di Garda.
È qui che viene prodotto il rosso I Simieri, frutto del classico uvaggio della Valpolicella, Corvina (50%), Corvinone (30%) e Rondinella (10%), alle quali si aggiunge un altro 10% di altri vitigni tipici del territorio.
La peculiarità, ma anche questo è un classico in Valpolicella, sono i 4 mesi di appassimento sui graticci, una successiva fermentazione di circa un mese e un affinamento di 6 mesi in botti di rovere.
Il risultato è un vino di una rotondità e morbidezza straordinari, caldo e setoso, con note “dolci” ma mai stucchevoli.
Le note già al naso sono quelle tipiche dei grandi vini della Valpolicella (Amarone in primis), ma tutto più maturo a partire dalla ciliegia e amarena che qui esprimono le loro note più intense di frutta surmatura. Molto evidenti anche i sentori speziati di vaniglia e chiodi di garofano, di tabacco e pepe rosa. In bocca è estremamente avvolgente, tannini setosi, morbidi e nonostante l’elevata alcolicità (sopra i 16°) il tutto appare estremamente piacevole e bevibile.
L’abbiamo abbinato, in un piacevole fine cena, con un Monte Veronese con stagionatura oltre i 40 mesi ed è stato semplicemente perfetto. 



Company profile 
L’azienda agricola Coali si trova nell’incantevole valle dei “Coali”, località situata tra Sant’Ambrogio di Valpolicella e lo storico borgo di San Giorgio Ingannapoltron, nel cuore della Valpolicella classica. La famiglia Savoia si occupa di tutte le fasi di produzione del vino, ancorata a metodi tradizionali, nel totale rispetto ambientale. Il ventaglio produttivo abbraccia le tipologie classiche della zona, ciascuna da concepire come un viaggio a sé stante per la sua spiccata originalità ed eleganza: aspetti che contribuiscono a farne prodotti unici nel territorio.

Italian wines in the world: I Simieri Rosso Verona Igt 2015 di Coali Tenuta Savoia

La Tenuta di casa Savoia




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sabato 24 novembre

Italian wines in the world: TM Brut Metodo Classico VSQ di Tenuta Montemagno

Abbiamo degustato per voi il TM Brut Metodo Classico VSQ di Tenuta Montemagno


Italian wines in the world: TM Brut Metodo Classico VSQ di Tenuta Montemagno
TM Brut Metodo Classico VSQ 

Colore: rosé
Anno di produzione: 2014
Prezzo: 12,60 euro franco cantina 
Produzione annua: 15.000 bottiglie
Denominazione: VSQ
Affinamento: minimo 24 mesi sui lieviti
Uvaggio: 95% Barbera, 5% Grignolino

Da tempo seguiamo le evoluzioni qualitative di Tenuta Montemagno che nelle suggestive colline astigiane non solo ha realizzato uno dei migliori wine relais italiani, ma oggi rappresenta uno degli interpreti più interessanti della vitivinicoltura piemontese. In particolare Tenuta Montemagno si sta evidenziando tra le aziende che più d’altre è stata in grado di valorizzare una varietà come la Barbera. È grazie proprio ad aziende come Tenuta Montemagno che oggi la Barbera, ed in particolare la Barbera d’Asti Superiore ha acquisito il prestigio che meritava.
Ma Tenuta Montemagno è anche riuscita ad interpretare il vitigno Barbera nella versione metodo classico. Un’operazione non semplice e, per certi aspetti, “rivoluzionaria” perché sono stati sempre molto pochi i produttori piemontesi che hanno creduto nell’utilizzo della Barbera per ottenere spumanti di qualità.
Abbiamo degustato il TM Brut Metodo Classico, 24 mesi sui lieviti, e siamo veramente stati colpiti, non solo per il profilo qualitativo espresso da questo spumante, ma anche per la sua incredibile originalità e riconoscibilità.
Al punto che riteniamo che la Barbera possa realmente rappresentare un vitigno da attenzionare maggiormente anche sulle sue potenzialità in versione sparkling.
Molto importante affinché questo vitigno si possa esprimere al meglio anche come metodo classico è la raccolta precoce delle uve al fine di garantire l’adeguato tenore di acidità.
Il risultato è una bollicina già al colore molto originale con quel suo elegante petalo di rosa.
Rosa che ritroviamo al naso abbinata ad altrettanto evidenti sentori tostati, di crosta di pane e di frutti di bosco rossi non troppo maturi. Ma è in bocca che emerge maggiormente la sua originalità, con una sapidità molto intensa, un’ottima mineralità e un retrogusto leggermente amaro di mandorla e ribes che ne allungano moltissimo la persistenza.
L’abbiamo abbinato ad un semplice ma ottimo antipasto di salumi, rigorosamente italiani, dall’ottimo Prosciutto di Sauris all’eccellente Coppa Piacentina ed è stato un matrimonio perfetto.

Company Profile
Tenuta Montemagno sorge sui pendii delle colline del Monferrato, una zona del Piemonte storicamente vocata alla coltivazione della vite. L’esposizione dei vigneti a Sud-Ovest, il microclima di cui gode la zona dalla terra argillosa e calcarea, la lavorazione interamente a mano e la tecnologia adottata in cantina, contribuiscono alla nascita di vini di grande importanza, rappresentanti dell’eccellenza Italiana, Piemontese e del Monferrato nel mondo.
La Tenuta è circondata da 100 ettari di territorio, di cui circa venti vitati. Qui sono rappresentati i più importanti cru piemontesi: la Barbera d’Asti, con le vigne più antiche che raggiungono i cinquant’anni d’età; il Grignolino d’Asti, un rosso secco, asciutto e spiccatamente tannico; il Ruché di Castagnole Monferrato, uno dei più antichi vitigni piemontesi, presente solo nei territori su cui insiste la Tenuta; la Malvasia di Casorzo, un rosso che nasce da uve esposte a sud/sud ovest. Tutte le etichette di Tenuta Montemagno nascono coniugando le caratteristiche dei terreni monferrini con le intuizioni di Tiziano Barea e il sapiente contributo dell’enologo, Gianfranco Cordero.
Italian wines in the world: TM Brut Metodo Classico VSQ di Tenuta Montemagno


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giovedi 22 novembre

Appunti di degustazione dei vini delle aziende irpine Borgodangelo e Sertura

Una selezione accurata di uve autoctone, una vinificazione in purezza, un mix perfetto di esperienza ed innovazione. Ecco cosa contraddistingue i vini delle aziende Borgodangelo e Sertura.


Appunti di degustazione dei vini delle aziende irpine Borgodangelo e Sertura
Borgodangelo e Sertura sono due aziende vinicole dell'Irpinia frutto di una forte passione e di una lunga esperienza, che confluiscono in un progetto che mira alla valorizzazione del territorio irpino, selezionando accuratamente uve autoctone, vinificando in purezza e facendo un uso sapiente dei legni in modo tale che esaltino i sapori. L’attività di Borgodangelo, che si caratterizza per una gestione familiare, si concretizza in una produzione finale, che si colloca in una fascia medio-alta, di rossi irpini di qualità, di un rosato giovane e di pochi ma qualificati bianchi classici irpini. Sertura punta a sua volta su bianchi e rossi che si distinguono per il carattere tipicamente irpino, duro ma generoso. Di seguito abbiamo raccolto degli appunti di degustazioni dei migliori vini dei vigneti di Irpinia, tra cui il Taurasi docg 2012, l’Irpinia rosato doc 2017, Greco di Tufo docg 2016, Irpinia Aglianico doc 2015.

Tasting vini Borgodangelo e Sertura
In premessa al giudizio sui vini degustati delle aziende Borgodangelo e Sertura, ritengo vada sottolineato lo straordinario impegno di queste due realtà produttive che evidenziano la vocazionalità qualitativa di un territorio vitivinicolo come quello dell’Irpinia che oggi, a mio parere, rappresenta una dei terroir più interessanti a livello italiano. Una potenzialità qualitativa ancora non sempre riconosciuta che merita invece una forte amplificazione per premiare al meglio realtà come, ad esempio, Borgodangelo e Sertura che testimoniano anche una eccellente capacità comunicativa evidenziata durante i due incontri nell’ultimo Vinitaly 2018.
Molto interessante e originale il progetto dell’azienda Borgodangelo che testimonia anche una possibile modalità innovativa per rispondere alla frammentazione del tessuto produttivo di questo territorio e costruire un’impresa moderna capace di stare sul mercato.
Come mi è stato raccontato, infatti, Borgodangelo è un progetto imprenditoriale che è stato concepito per valorizzare le tipicità più autentiche del territorio e al tempo stesso le proprietà di famiglia attraverso l’avvio di una società di capitali. L’intento quindi è di superare alcuni limiti della gestione famigliare attraverso un’impostazione imprenditoriale moderna.

Borgodangelo - Taurasi docg 2012

Un vino che ci ha veramente convinti, uno dei migliori Taurasi che ci sia capitato di degustare negli ultimi anni, capace di abbinare una notevole potenza, struttura importante, ad una eleganza, complessità e straordinaria bevibilità, obiettivo non semplice quando si deve gestire un vitigno come l’Aglianico che talvolta, se non ben gestito, fa emergere la sua anima più “selvatica”. Qui si sente perfettamente l’uso sapiente dell’affinamento in legno che non è mai invasivo ma doma perfettamente l’esuberanza di questa varietà.
Già al naso si sente l’intensità profonda di questo vino, con i sentori di frutta rossa, in particolare marasca ben matura, ma anche di viola. Evidenti anche le note speziate di chiodi di garofano e tabacco. In bocca senti il grande corpo ma i tannini sono in perfetta armonia, setosi pur non perdendo mai l’anima potente del vino.

Borgodangelo - Irpina Rosato doc 2017
Se dovessimo dimostrare con un vino l’eccellente attitudine dell’Aglianico a regalare anche ottimi vini rosati sceglieremmo questo Irpinia Rosato doc 2017 di Borgodangelo.
Qualcuno potrebbe avere ancora delle perplessità rispetto alle potenzialità dell’Aglianico anche nelle sue versioni rosate, invece Borgodangelo è stato in grado di fare uscire al meglio l’anima fruttata e fragrante di questo straordinario vitigno ottenendo un rosato di estrema piacevolezza.
Ci è piaciuto molto già al colore, un elemento molto importante questo nel giudizio di un rosato, che ci è apparso luminoso, di un rosa corallo lucente. Al naso decisamente intenso, piacevole, con evidenti note di frutti di bosco (in particolare il lampone, ma anche il ribes), ma si risente anche la viola tipica dell’Aglianico. In bocca ottima freschezza, fragranza, ottima la sapidità e mineralità, con un ritorno finale di frutti di bosco che garantiscono una lunga persistenza.

Sertura - Greco di Tufo docg 2016
Innanzitutto un altro grande bell’esempio di coraggio imprenditoriale quello di Giancarlo Barbieri titolare di Sertura. Il coraggio di partire da piccole quantità per cercare di ottenere il massimo qualitativo e, soprattutto, una grande identità produttiva. Un esempio a mio parere molto autorevole di cosa si riesce ad ottenere in questo territorio, in particolare con un vitigno come il Greco di Tufo.
Siamo dei fans del Greco di Tufo, lo ammettiamo, e lo consideriamo uno dei più grandi bianchi italiani, e non solo. Non conoscevamo prima di quest’ultimo Vinitaly l’azienda Sertura, anche se ne avevamo sentito parlare molto bene dall’amico Luciano Pignataro. E dobbiamo ammettere che l’ottima reputazione è assolutamente meritata.
Abbiamo degustato il loro 2016 e pur sapendo che non è stata una delle annate più semplici, ci ha assolutamente convinti. Al naso ci sono arrivate nitide e piacevoli le note agrumate di pompelmo in particolare, ma anche dei sentori di mandorla tostata. In bocca è piacevolmente sapido, fragrante, armonico e sul finale ritorna la nota tostata di mandorla, molto persistente che regala, tra l’altro, una eccellente bevibilità.

Sertura - Irpinia Aglianico Doc 2015
Eravamo rimasti affascinati dal suo Greco di Tufo e non pensavamo che anche sul versante rossi Barbieri potesse raggiungere determinati livelli e invece ci siamo dovuti ricredere. Anche il suo Aglianico ci ha stupiti positivamente e già al naso ci aveva conquistati per il suo ampio spettro aromatico che mette insieme sia frutta rossa come la marasca, la ciliegia, la prugna, ma anche frutti neri di bosco, in primis mirtilli e more. Evidenti anche i sentori tipici dell’Aglianico come la viola e la rosa e le note speziate di chiodi di garofano. In bocca la tannicità si fa sentire ma ti fa anche capire le potenzialità di questo vino in termini di longevità. Ottima la struttura e, come si dice in gergo, una grande “ciccia” ancora estremamente dinamica che ti invoglia a degustarlo ancora tra qualche anno.


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sabato 17 novembre

Italian wines in the world: Amarone della Valpolicella DOCG Riserva 2013 di Rocca Sveva

Abbiamo degustato per voi il Rocca Sveva Amarone della Valpolicella DOCG Riserva 2013 di Rocca Sveva


Italian wines in the world: Amarone della Valpolicella DOCG Riserva 2013 di Rocca Sveva
Rocca Sveva Amarone della Valpolicella DOCG Riserva 2013

Colore: rosso
Anno di produzione: 2013
Prezzo: 37,50 euro
Produzione annua: 18.000 bottiglie
Denominazione: DOCG
Affinamento: Dopo la maturazione in botti grandi di rovere per almeno 24 mesi, segue affinamento in bottiglia
Uvaggio: Corvina, Rondinella, Molinara

La Cantina di Soave è una delle più importanti realtà cooperative del nostro Paese. Attualmente detiene oltre il 40% del patrimonio vitato della denominazione Soave (tra doc e Soave Classico) e quasi il 50% della doc Valpolicella. Il ruolo, pertanto, nella valorizzazione delle denominazioni di realtà produttive come la Cantina di Soave è di straordinaria importanza.
In relazione ad aumentare il valore aggiunto delle denominazioni in cui è presente e al fine di garantire remunerazioni ai propri soci adeguate, da numerosi anni Cantina di Soave ha avviato una politica di valorizzazione di marchi aziendali capaci di aumentare la reputazione e il posizionamento dei propri vini sui mercati (nazionale ed esteri).
In questa direzione si inserisce la linea produttiva Rocca Sveva che da numerosi anni si è accreditata, anche a livello di critica enologica internazionali, tra le più autorevoli nel panorama vitienologico veronese.
Un ottimo esempio è rappresentato dall’Amarone della Valpolicella docg Riserva 2013 che abbiamo avuto modo di apprezzare particolarmente.
Un’interpretazione decisamente moderna di questo grande rosso italiano dove a prevalere sono le sensazioni fruttate e morbide che hanno consentito gran parte del successo dell’Amarone sui mercati di tutto il mondo.
Ma attenzione, non si deve mai confondere, a nostro parere, modernità con banalità. E questa Riserva di Amarone Rocca Sveva ne è un’ottima dimostrazione.
L’ampiezza aromatica al naso è notevolissima con le note classiche di ciliegia ben matura a cui si aggiungono eleganti sentori di frutti neri di bosco come mora e mirtillo. Nel finale si percepiscono anche note di cacao e tabacco. In bocca grande armonia, setosità ma anche una struttura tannica che comunque consente una eccellente bevibilità.
L’abbiamo abbinato ad un classico spezzatino di manzo con patate lesse e piselli ed è stato un matrimonio di alta classe.

Company Profile
Nel territorio veronese, all’ombra del maestoso castello medievale di Soave, proprio a ridosso delle antiche mura, si trova il borgo medievale Rocca Sveva, che Cantina di Soave ha trasformato in un centro di eccellenza vitivinicola. A partire dall’anno della fondazione, nel 1898, Cantina di Soave si è impegnata nella produzione di vini della tradizione veronese, in particolare il bianco Soave, i gioielli enologici della Valpolicella che trovano la massima espressione nell’Amarone e lo spumante Lessini Durello, intraprendendo una strada di crescita che le ha permesso di diventare una delle principali e più qualificate realtà enologiche del panorama italiano ed internazionale. Punte di diamante sono i vini Rocca Sveva e gli spumanti metodo classico, una piccola e ricercatissima selezione di vini veronesi. Rocca Sveva, con il suo vigneto sperimentale e le sue suggestive cantine, la villa antica e il suo rigoglioso parco botanico, è un borgo medievale ricco di storia tutto da visitare, un vero e proprio omaggio alla cultura del vino in cui perdersi. Rocca Sveva è anche e soprattutto un’esperienza tutta da vivere attraverso le attività, gli eventi e le degustazioni enogastronomiche.
Italian wines in the world: Amarone della Valpolicella DOCG Riserva 2013 di Rocca Sveva


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sabato 03 novembre

Italian wines in the world: Asio Otus di MGM Mondo del Vino

Abbiamo degustato per voi Asio Otus di MGM Mondo del Vino


Italian wines in the world: Asio Otus di MGM Mondo del Vino
Asio Otus

Colore: rosso
Anno di produzione: NV
Prezzo: 7,50 euro
Produzione annua: 100.000 bottiglie
Denominazione: Vino Varietale d’Italia
Affinamento: acciaio
Uvaggio: cabernet, merlot, syrah

MGM Mondo del Vino si conferma tra i gruppi vitienologici più dinamici nel panorama vitivinicolo italiano. Un Gruppo che non teme di osare anche sul fronte enologico con un vino come l’Asiotus (è il nome latino del gufo) che già in etichetta viene definito come un “vino rosso enigmatico”. Ma l’enigma, a nostro parere, si concentra solo nel nome, in un packaging originale ed elegante (sfondo nero e gufo d’oro) perché appena si inizia a degustare il vino si apre raccontando generosamente tutto di sé.
È la dimostrazione concreta di come tre varietà internazionali straordinarie come Cabernet, Merlot e Syrah unite in un blend sapientemente congeniato riescono a dare un vino che può parlare a tutto il mondo.
Una volta si sarebbe detto, in maniera un po’ superficiale, che si tratta di un vino dal gusto internazionale, oggi più correttamente si deve raccontare di un vino capace di far capire come anche in Italia tre grandi vitigni francesi riescono ad esprimersi al massimo delle loro potenzialità. Ma si tratta anche di un rosso che ha molte chiavi di lettura, per i meno esperti si offre generoso con la sua struttura importante ma setosa, suadente, mentre per chi ha maggiore esperienza arriva anche la sua complessità racchiusa un ventaglio aromatico molto ampio.
Al naso ti arrivano intense le note di frutta rossa molto matura, quasi in confettura ma ottimamente bilanciate da eleganti sensazioni speziate a partire dalla cannella, chiodi di garofano e vaniglia. In bocca straordinaria la percezione di un corpo importante ma perfettamente armonico. Ritornano le note di frutta rossa con leggeri sensazioni amabili ma per nulla stucchevoli, anzi è uno dei vini rossi di maggiore bevibilità che abbiamo degustato in questi ultimi mesi. L’abbinamento sembrava azzardato ma si è dimostrato perfettamente all’altezza, un manzo in salsa piccante cinese. La speziatura del vino si è sposata in maniera ideale con quella del vino e il piccante è stato straordinariamente bilanciato dalle note più dolci del vino.

Company Profile
Mondodelvino SpA è stata fondata nel 2013 a Forlì in quanto holding di un gruppo di aziende vinicole, ma la sua storia nasce in realtà nel 1991 con la fondazione della prima cantina del gruppo: MGM Mondo del Vino. Fondata dalla visione pionieristica di Alfeo Martini, Roger Gabb e Christoph Mack, enologi ed esperti nel settore vinicolo, il cui incontro ha dato vita ad un modo innovativo di pensare, produrre e commercializzare il vino italiano di qualità.
Il 28 giugno 2017 ha segnato un'importante pietra miliare per la storia del Gruppo. Originariamente fondata nel 1991 da Alfeo Martini insieme ai soci Roger Gabb e Christoph Mack, Mondodelvino è passata da una generazione, guidata da Alfeo, al nuovo team esecutivo.

L’innovativo sistema di governance duale comprende:
- CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA: composto dai fondatori Alfeo Martini, Christoph Mack, Roger Gabb & dal consulente aziendale Giorgio Rubini.
- CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE: composto da Marco Martini, CEO; membri del consiglio di amministrazione Davide Zondini, CFO; Scipione Giuliani e Gaetane Carron, enologi e direttori delle operazioni; Luigi Bersano, direttore commerciale; ed Enrico Gobino, direttore marketing.

Fanno parte del Gruppo Mondodelvino SpA diverse cantine presenti sul territorio italiano:

in Piemonte:
- MGM Srl a Priocca: con l’affinamento e la produzione di vini classici Piemontesi
- Cuvage Srl ad Acqui Terme: con la produzione di Bollicine Piemontesi
in Sicilia:- Barone Montalto SpA: Uno dei principali marchi di vini pregiati Siciliani.
in Romagna:
- Poderi dal Nespoli Srl: Sangiovese di qualità e vini bianchi innovativi.
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