L’incontro con Marco Cremonini, che ha raccolto valori e potenzialità di un’affascinante proprietà di famiglia, e li ha sviluppati in chiave sostenibile, è stato stimolante e ricco di sorprese.
L’azienda può contare su una superficie di circa 3 ettari, di cui metà coltivati a Cortese, ed ha il suo punto cospicuo nella splendida casa padronale che presidia il vigneto, realizzata con la tecnica della terra cruda, che risale alla seconda metà del Settecento.
Abbiamo chiesto a Marco di raccontarsi e di descrivere i forti elementi identitari della sua azienda
La Cedraia nasce intorno alla villa che mio papà Carlo acquistò nei primi anni ’60 sulle colline tra Novi Ligure e Gavi. I terreni circostanti godono delle migliori condizioni per la valorizzazione del Cortese e, a partire dal 2009, ho voluto dedicarmi personalmente, coadiuvato dalle mie figlie Francesca e Laura, al recupero delle grandi potenzialità di questo angolo di Monferrato.
La mia esperienza professionale di ingegnere ambientale mi ha portato a pensare fin da subito ad una produzione che fosse nel totale rispetto dell’ambiente circostante, mirando ad un obiettivo di sostenibilità che integrasse tutto il processo produttivo, dalla cura del vigneto fino alla produzione del vino. Ho optato per il protocollo VIVA Sustainable Wine, basato su standard e norme internazionali che vengono periodicamente validati e permettono di migliorare nel tempo l’attenzione nei confronti dell’ambiente in cui la produzione si inserisce. Il nostro Gavi DOCG è certificato come sostenibile secondo questo protocollo.
Credo che il rispetto del territorio sia un dovere imprescindibile per un imprenditore. Desidero che i vini de La Cedraia incorporino questi valori e ci tengo a regalare a chi si avvicina alla nostra realtà un’esperienza che parli di questo rispetto; ci tengo che alla visita de La Cedraia, come alla degustazione dei nostri vini, venga dedicato il tempo che merita. Siamo parte del circuito Slow Wine e vogliamo che i nostri vini parlino dei nostri valori.
Quali sono gli elementi che a tuo parere differenziano e qualificano il vostro territorio?
La Cedraia è immersa in un territorio davvero unico per la ricchezza del suo paesaggio e per la grande biodiversità che lo caratterizza. Le nostre colline, con un’altitudine media di 250 metri slm, hanno una gradevolissima esposizione a mezzogiorno, e godono di un’alternanza di condizioni climatiche che si rivelano perfette per la maturazione del Cortese.
I nostri vigneti sono incorniciati in un contesto diversificato e ricchissimo, e l’occhio del visitatore, oltre alla bellezza della vigna e l’imponenza della casa padronale, può spaziare tra suggestivi boschi di castagno e assolati campi di girasole.
Che ruolo ha la villa di famiglia nella costruzione delle experience che offrite ai visitatori de La Cedraia e qual è il vostro modo di valorizzare queste esperienze?
La villa, nei cui confronti ho un fortissimo legame affettivo, rappresenta il fulcro intorno al quale costruiamo di volta in volta gli eventi che proponiamo ai nostri ospiti.
Ho dedicato molto tempo e risorse alla ristrutturazione della villa e oggi posso dire che si è trattato di un investimento strategico. Al piano terra della villa abbiamo realizzato uno spazio dedicato all’accoglienza dei wine lovers, creando anche un wine shop nello spazio anticamente occupato dalla vecchia stalla. All’ombra delle mura della villa e al fresco del parco secolare che la circonda, da marzo ad ottobre organizziamo eventi sempre diversi, ma con un unico denominatore: quello di valorizzare i nostri vini grazie all’abbinamento con le eccellenze gastronomiche del territorio, e di rendere unica l’esperienza del nostro visitatore, combinando la conoscenza del nostro prodotto con altre espressioni di una bellezza che spazia dall’arte alla fotografia alla musica.
Le sinergie che abbiamo stretto con i produttori di presidi gastronomici del territorio permette alla visita de La Cedraia di trasformarsi in una vera e propria scoperta del territorio, secondo percorsi guidati dal miglior abbinamento tra il Gavi ed altre perle di questo fortunato territorio e di quelli limitrofi. Qualche esempio tra tutti: il raviolo di Gavi, il Montèbore della Val Borbera, il salame di Sant’Olcese.
In conclusione devo riconoscere che la valorizzazione della nostra location, il desiderio di fare rete con molti imprenditori della filiera gastronomica e il piacere di regalare esperienze indimenticabili ai nostri estimatori ci ha permesso di costruire il migliore strumento di marketing per i nostri vini, che, per scelta, target e dimensioni produttive, non è un prodotto finalizzato alla grande distribuzione, ma, al contrario, un prodotto di nicchia destinato ad appassionati del territorio e delle sue bellezze.












































