La Camera di Commercio Europea di Hong Kong (Eurocham) si aspetta che la politica “zero-Covid” di Hong Kong duri fino al 2024, quali impatti avranno queste premesse sul mercato del vino?

I gruppi commerciali europei si aspettano che la politica di tolleranza zero di Hong Kong nei confronti del Covid-19 duri fino al 2024, le preoccupazioni riguardano il fatto che queste misure restrittive a lungo termine possano rendere Hong Kong “meno diversificata” e “meno attraente” per il business internazionale.

Come evidenzia Ning Sang Lawati sulle pagine online di Vino Joy News, essendo uno dei più importanti snodi commerciali dell’Asia, il mercato del vino di Hong Kong soffrirà a causa delle severe misure di distanziamento sociale e della chiusura delle frontiere. 

Eurocham ha pubblicato un report (ancora in forma di bozza) che elenca i possibili scenari derivanti dalle misure di restrizione adottate dal Governo di Hong Kong.
Fondata nel 1997, EuroCham è un gruppo non governativo con sede a Hong Kong e Macao che rappresenta 13 camere di commercio europee. Il gruppo fornisce ai suoi membri una piattaforma per discutere le sfide comuni e promuove le interazioni economiche tra l’Europa e la Greater Bay Area.

Scenario 1
Secondo il report, è probabile che Hong Kong abbandoni le severe restrizioni solo nel momento in cui la Cina estenderà il suo vaccino mRNA alla popolazione di 1,4 miliardi di persone. In questo caso, una riapertura può avvenire solo alla fine del 2023 o all’inizio del 2024. 

Il report ha inoltre messo in guardia sul fatto che misure prolungate di lockdown possano potenzialmente provocare un esodo senza precedenti di talenti stranieri, il che renderebbe Hong Kong “meno diversificata e meno attraente per le imprese internazionali”, e limitare il suo contributo all’economia cinese.

“Prevediamo un esodo di stranieri, probabilmente il più grande che Hong Kong abbia mai visto ed uno dei più grandi in termini assoluti in relazione alle altre città della regione”, dichiara il rapporto. 

Scenario 2
Il report ha anche suggerito altri scenari, tra cui possibili focolai imprevedibili nella Cina continentale o a Hong Kong. 
Se la Cina si trovasse di fronte ad una nuova ondata incontrollata, Hong Kong potrebbe aspettare che la Cina riprenda il controllo della situazione oppure abbandonare le misure di tolleranza zero e riaprire i suoi confini.
Se Hong Kong sperimentasse un altro focolaio, il governo potrebbe inasprire le già severe restrizioni, con conseguenti lockdown diffusi, chiusure più rigide delle frontiere e persino carenze di cibo. 

Scenario 3
Secondo il report di Eurocham, lo scenario meno probabile prevede che Cina ed Hong Kong continuino entrambi ad attenersi alle politiche “zero-Covid”, prendendo le distanze nel lungo periodo dalla comunità internazionale. In questo caso la Cina si concentrerebbe sui suoi piani di sviluppo interno, rendendo Hong Kong una “vittima collaterale”, bloccata tra la dipendenza dalla Cina continentale e il ruolo di città internazionale.

Eurocham ha raccomandato al Governo di accelerare le vaccinazioni e accorciare la quarantena da 21 giorni a 7-14 giorni. Il capo della sanità di Hong Kong ha rivelato che il Governo sta considerando un periodo di quarantena più breve e domiciliare.

Prospettive cupa per il mercato del vino di Hong Kong 
A differenza della Cina continentale, il mercato del vino di Hong Kong dipende dai viaggiatori, dai turisti e dalle riesportazioni. L’isolamento prolungato potrebbe far vacillare la posizione di Hong Kong come polo commerciale di vini pregiati in Asia e bloccare le fiere internazionali del vino. 

Secondo il Dipartimento di Censimento e Statistica, la Cina continentale e Macao sono attualmente le principali destinazioni export di Hong Kong per quanto riguarda il vino, quasi il 70% delle riesportazioni nel 2020.

Le prolungate restrizioni alle frontiere potrebbero influenzare il commercio transfrontaliero di fine wine. Nel 2019, le riesportazioni totali di vino sono diminuite di quasi il 56% rispetto all’anno precedente a causa dell’acuirsi della crisi commerciale Cina-USA. 
I dati dell’Hong Kong Trade Development Council mostrano che la cifra è ulteriormente diminuita di circa il 40% nel 2020 a causa dello scoppio della pandemia.

Inoltre la chiusura delle frontiere disincentiva l’arrivo dei turisti. Secondo i dati dell’Hong Kong Tourism Board, da gennaio a novembre 2021 i visitatori dalla Cina continentale hanno registrato un calo devastante del 97,8% rispetto allo stesso periodo del 2020.

Sul piano interno, nel prossimo futuro le conseguenze imprevedibili delle misure di distanziamento sociale, potrebbero impedire un ritorno delle vendite di vino on-trade ai livelli pre-Covid, a causa del calo dei consumi locali.

I ristoranti affrontano perdite per 8 miliardi di HKD

Il divieto di cenare al chiuso dopo le 18:00, il limite di quattro persone per le riunioni pubbliche e la cancellazione di eventi festivi pubblici ridurranno anche il consumo di vino on-trade in ristoranti, bar e club. 

L’ultimo divieto, entrato in vigore il 7 gennaio 2022, causerà una perdita di 8 miliardi di HKD (917 milioni di euro) per ristoranti e bar a causa dei mancati introiti legati al Capodanno cinese. Il divieto rimarrà in vigore almeno fino al 17 febbraio, come ha annunciato questa settimana Carrie Lam, capo dell’esecutivo della città.

Vinexposium ha annunciato la cancellazione di Vinexpo Hong Kong quest’anno per concentrarsi sulla fiera di Shenzhen. La precedente edizione del 2018 aveva attirato oltre 1.400 espositori da 30 paesi diversi, le preoccupazioni dovute alle interruzioni dei viaggi verso Hong Kong sono plausibili, dato che potrebbero danneggiare organizzatori, visitatori ed espositori.

Nel 2020, anche l’evento annuale del commercio del vino della città, Hong Kong International Wine and Spirits Fair, è stato rinviato più volte fino a novembre 2021 a causa delle restrizioni sui viaggi. 
Rispetto alla sua edizione del 2019 che aveva attirato 1.075 espositori, l’edizione del 2021 – che si è tenuta in scala ridotta ed in collaborazione con altre quattro manifestazioni – ha coinvolto solo 900 espositori.