Un progetto partito come un semplice momento di confronto costruttivo ma che si è sviluppato oltre le aspettative degli stessi promotori grazie al contributo di chi vive nelle aziende e nelle cooperative le dinamiche, le opportunità e le sfide di tutti i giorni.
Vision 2030 vuole fortemente condividere un approccio propositivo, concreto e sistemico, in grado di prendere in esame le aree di debolezza, di miglioramento, opportunità e minacce per giungere a delineare ed illustrare azioni risolutive credibili e praticabili.
In questa ottica sono stati definiti sei diversi gruppi di lavoro allo scopo di analizzare (attraverso il contributo tecnico – scientifico di Nomisma Wine Monitor) i sei principali scenari che caratterizzano il settore vitivinicolo italiano:
- Equilibrio tra domanda e offerta (gestione del potenziale produttivo),
- Identità e posizionamento,
- Comunicazione,
- Enoturismo,
- Sviluppo strategico struttura industria vinicola e M&A,
- Formazione e competenze delle risorse umane.
Ognuno dei 6 tavoli di lavoro ha identificato azioni concrete definite sulla base dei risultati delle analisi Swot.
In sei articoli dedicati, andremo ad illustrare e condividere con i nostri lettori le proposte di azioni concrete che ognuno dei tavoli di lavoro ha definito, con l’intento di avere una panoramica precisa e dettagliata dei reali obiettivi progettuali di Vision 2030.
Il quinto tavolo si è concentrato sullo sviluppo strategico e strutturale dell’industria vinicola e sulle operazioni di acquisizione e/o fusione (M&A – Mergers and Acquisitions) per definire interventi correttivi in grado di capitalizzare meglio la straordinaria eterogeneità (frammentazione) del nostro settore vitivinicolo.
Tavolo 5: Sviluppo strategico
Le azioni proposte:
- Agevolazioni fiscali in grado di incentivare processi di aggregazione aziendale, realizzati attraverso fusioni o conferimenti,
- Favorire l’ingresso dei fondi di private equity nel capitale sociale, attraverso operazioni di scissione a fiscalità neutrale,
- Costituzione di fondi immobiliari anche con l’intervento di enti pubblici che già promuovono e sostengono progetti di finanza dedicati allo sviluppo agricolo,
- Incentivare l’accelerazione del passaggio generazionale all’interno delle imprese famigliari del vino italiano (riorganizzazione di società famigliari con a capo holding o strutture equivalenti che garantiscano la governance famigliare pur nella suddivisione del business in diverse realta’ agricole e commerciali),
- Prodotti finanziari di supporto alle imprese vinicole più sofisticati della classica ipoteca su terreni ed immobili, quali collaterali sul solo magazzino, il pegno non possessorio o il floating charge,
- Evoluzione del modello di business al fine di renderlo più appetibile ad investitori e all’ingresso in Borsa.












































