Un progetto che nasce dal tessuto produttivo, da aziende e cooperative in grado di guardare verso un nuovo orizzonte, in grado di definire azioni precise e concrete funzionali allo sviluppo del sistema vitivinicolo italiano.
Vision 2030 è un progetto cullato per diverso tempo e che ha preso forma durante il periodo pandemico per rispondere in realtà ad esigenze e bisogni che la filiera vitivinicola ha messo sotto i riflettori da tempo.
L’esperienza ed il savoir-faire di imprenditori e manager delle settore vino hanno trovato in Vision 2030 il canale ideale per trasferire le istanze del tessuto produttivo e distributivo, prima in analisi e successivamente in azioni pratiche e concrete.
Un fil rouge lega le risposte di Vision 2030 alle necessità reali delle imprese, delle cooperative, del mercato e dei consumatori.
Soluzioni e azioni con cui guidare la visione d’insieme del settore vitivinicolo italiano, questo è il nocciolo della proposta di Vision 2030.
Un progetto partito come un semplice momento di confronto costruttivo ma che si è sviluppato oltre le aspettative degli stessi promotori grazie al contributo di chi vive nelle aziende e nelle cooperative le dinamiche, le opportunità e le sfide di tutti i giorni.
Vision 2030 vuole fortemente condividere un approccio propositivo, concreto e sistemico, in grado di prendere in esame le aree di debolezza, di miglioramento, opportunità e minacce per giungere a delineare ed illustrare azioni risolutive credibili e praticabili.
In questa ottica sono stati definiti sei diversi gruppi di lavoro allo scopo di analizzare (attraverso il contributo tecnico – scientifico di Nomisma Wine Monitor) i sei principali scenari che caratterizzano il settore vitivinicolo italiano:
- Equilibrio tra domanda e offerta (gestione del potenziale produttivo),
- Identità e posizionamento,
- Comunicazione,
- Enoturismo,
- Sviluppo strategico struttura industria vinicola e M&A,
- Formazione e competenze delle risorse umane.
Durante i lavori delle sei commissioni, sono emersi due temi che riguardano in maniera trasversale i 6 scenari individuati, due fattori strategici per il comparto: sostenibilità e digitalizzazione a cui sono state dedicate due appendici.
Ognuno dei 6 tavoli di lavoro ha identificato azioni concrete definite sulla base dei risultati delle analisi Swot.
Queste proposte ed azioni non sono cristallizzate ma rappresentano una utile base di lavoro che può essere ulteriormente ampliata ed aperta a ulteriori contributi, suggerimenti e mozioni da parte di tutti i soggetti che desiderano dare il loro contributo positivo.
In sei articoli dedicati, andremo ad illustrare e condividere con i nostri lettori le proposte di azioni concrete che ognuno dei tavoli di lavoro ha definito, con l’intento di avere una panoramica precisa e dettagliata dei reali obiettivi progettuali di Vision 2030.
Il primo tavolo si è concentrato sull’equilibrio tra domanda e offerta (gestione del potenziale produttivo) che rappresenta un fattore chiave per la competitività del nostro sistema vitivinicolo.
Tavolo 1: Equilibrio tra domanda e offerta (gestione del potenziale produttivo)
Le azioni proposte:
- Prorogare, almeno fino al 2040, il blocco dei nuovi vigneti mantenendo il limite massimo dell’1% di autorizzazioni incrementali per ogni Stato Membro;
- La Riserva Nazionale deve assumere un ruolo centrale nella «redistribuzione» delle superfici non utilizzate nelle singole Regioni per gestire possibili squilibri derivanti da incontrollate «migrazioni di autorizzazioni»;
- Rafforzare la piattaforma SIAN per la telematizzazione dei registri;
- Opportuna una rapida condivisione in filiera del Decreto Ministeriale relativo all’individuazione delle “rese ad ettaro” dei vini generici a 30 t/ha prevedendo deroghe provinciali/comunali (motivate e credibili) a 40 t/ha e tutti i vini «varietali» a 30 t/ha senza deroga territoriale;
- Inserimento di varietà ibride resistenti nelle DO/IGP;
- Consolidare l’OCM specifica di settore con il relativo Piano Nazionale di Sostegno;
- Nei Consorzi «Erga Omnes» deve essere rafforzata l’interprofessione ed il governo dell’offerta. Devono essere incentivati e innovati i meccanismi strategici di stoccaggio, riserva e blocco delle rivendicazioni dei vigneti tenendo conto delle esigenze delle aziende con limitate giacenze.
- I Consorzi devono essere sostenuti nei percorsi di lotta all’”Italian Sounding” e devono essere rafforzati i processi di riconoscimento di reciprocità internazionale (extra UE) sulle protezioni delle D.O. e sugli scambi commerciali;
- Approvazione D.O. “ombrello” a carattere regionale e relativa semplificazione/efficientamento del sistema consortile;
- Spinta verso i distretti del vino con la creazione di coordinamenti per le denominazioni di origine di vasta area.












































