Nell’ambito di Vision 2030, tenutosi nell’Auditorium Verdi del Centro Congressi di VeronaFiere, abbiamo avuto l’occasione di seguire la presentazione di Denis Pantini (Responsabile Nomisma Wine Monitor) relativa ai principali trend di mercato ed agli scenari evolutivi per il vino italiano.

Nomisma Wine Monitor è partner del progetto Vision 2030 che vuole rappresentare un contributo allo sviluppo di un piano strategico per tutto il sistema vitivinicolo italiano, inclusivo ed aperto a tutti i soggetti che vogliano fornire contributi, riflessioni e soluzioni in grado di fare emergere i bisogni concreti del settore.

I principali argomenti che sono stati affrontati dall’analisi e dai dati illustrati da Pantini, hanno riguardato:

  • l’import di vino nei top mercati mondiali: lo scenario in corso
  • l’export di vino italiano: performance, posizionamento competitivo e stime chiusura 2021 vs top player
  • i gap di competitività del «sistema vitivinicolo italiano»
  • le prospettive ed i nuovi trend di mercato: criticità ed opportunità per le imprese vinicole italiane.

Nomisma Wine Monitor, in base ai dati doganali, ha preso in considerazione gli effetti del Covid-19 sull’import mondiale di vino del 2020. I dati presentano una contrazione sostanziale dell’import in Cina (-27%), Giappone (-15%), Usa (-11%), Russia (-9%), Uk (-4%). D’altro canto si sono registrati dati positivi soprattutto in Sud Corea (+24%), nei Paesi scandinavi ed in Brasile (+10%).

Questi sono tutti dati che prendono in considerazione il commercio di vino mondiale, non quello italiano nello specifico.

Il rimbalzo dell’import nel 2021 è stato evidente con crescite generalizzate a livello globale, a partire dai numeri della Sud Corea che è cresciuta del +75%. Nonostante i numeri dell’import cinese siano ancora negativi nel 2021 (-9%), i principali mercati hanno visto crescite importanti: Australia (+28%), Svizzera (+21%), Usa (+19%), Russia (+19%), Brasile (+18%), Canada (+10%), Germania (+6%), Uk (+6%), Giappone (+4%).

Il confronto tra i dati relativi all’import 2021 rispetto al periodo pre-pandemico 2019 sono i più rilevanti, emblematici dell’effettiva crescita delle importazioni di vino a livello globale. 
La Corea del Sud sbalordisce con un +101% mentre preoccupa la contrazione di oltre un terzo dell’import cinese (-36%) ed in misura minore quella del Giappone (-11%).
Bene Brasile (+24%), Australia (+19%), Svizzera (+18%), Canada (+7%), Russia (+6%), Usa (+5%), Germania (+5%). Il Regno Unito si attesta su una sostanziale stabilità (-1%).

Se consideriamo i dati specifici dell’import 2021 di vini fermi imbottigliati italiani rispetto al 2019, si nota una crescita in valore in tutti i principali mercati, eccetto Giappone (-11,2%) e Regno Unito (-3,8%).
In crescita tra gli altri Usa (8%), Cina (3%), Germania (18%), Svizzera (19%), Australia (36%) e la sorprendente Corea del Sud (140%).

Sempre concentrandosi sul confronto tra i dati a valore del 2021 rispetto al 2019, gli spumanti procedono a ritmo incalzante, solo Giappone (-12%), Regno Unito (-10%) e Cina (-6%) non seguono il treno. Numeri a doppia cifra per tutti i principali mercati: Usa (19,5%), Germania (36%), Russia (45%), Canada (22%), Corea del Sud (39%).

Il paragone con il 2019, periodo pre-pandemia, evidenzia l’eccezionalità del 2021, un anno che è andato oltre le aspettative per quanto riguarda il settore vino.

Le stime di chiusura 2021 mostrano in particolare l’allungo della Francia, il record storico dell’Italia ed il calo dell’Australia. L’export totale del 2021 rispetto al 2020, vede una crescita del 27% per la Francia, segue l’Italia con un +14% e la Spagna con +11%. L’Australia perde terreno e registra una contrazione del -23% sull’export a valore.
È chiaro che le ragioni di questo pesante calo sono da ricercare nei dazi antidumping imposti dalla Cina (fino al 218%) ai vini australiani importati. Il passaggio dell’export australiano verso la Cina dai 548 milioni del 2020 ai 13 milioni di euro nel 2021, è emblematico di questa situazione.

Se facciamo un confronto con i nostri principali competitor francesi, ci rendiamo conto che il gap da colmare è ancora alto. Nonostante i nostri prezzi medi export di vini fermi imbottigliati (€/litro) siano passati dai 2,59€/litro del 2011 ai 3,76€/litro del 2021, i francesi riescono a raggiungere un prezzo medio di 6,60€/litro nel 2021, ben 2,84€/litro in più rispetto alla nostra media.
La concentrazione del nostro export è un ulteriore svantaggio competitivo rispetto ai cugini francesi, il 63% del nostro export si concentra infatti su 5 Paesi di destinazione (Usa, Germania, Uk, Canada e Svizzera), mentre i transalpini concentrano solo il 50% del loro export in 5 Paesi (Usa, Uk, Germania, Giappone, Cina), arrivando anche a colpire in maniera più efficace i mercati asiatici.

Ma chi determina i numeri del nostro export?
Sono meno di 50 le aziende che determinano i grosso del nostro export, il 54% è appannaggio delle imprese che fatturano oltre 50 milioni di euro di export.

Il Prosecco nel 2021 si conferma motore trainante dell’export in valore di vino DOP tricolore, la sua quota è del 28%. Seguono i rossi toscani (14%), gli altri rossi DOP (12%) ed i bianchi DOP (11%).

Se paragonato al 2020, il fatturato 2021 legato all’Horeca ha avuto una ripresa vigorosa, resta sempre in contrazione rispetto al periodo pre-pandemia 2019. Rispetto al 2019 nel primo trimestre 2021 (Q1) la flessione ha raggiunto il -52%, nel secondo (Q2) -34%, nel terzo (Q3) -5%.

Il canale e-commerce, pur rappresentando tuttora una nicchia di mercato, continua la sua progressione, sul totale delle vendite off-trade nel 2020 ha raggiunto il 4%, nel 2019 era al 2%.

Un grande punto interrogativo relativo a questo 2021 che si sta chiudendo ed anche al prossimo anno, riguarda i prezzi delle materie prime, dei carburanti, dei materiali secchi e dei trasporti. Solo per fare un esempio, rispetto al 2020, il petrolio è cresciuto del 91%, il gas del 310%, i container per le spedizioni del +240%.

Ma quali sono le opportunità e le tendenze che determineranno il mercato nei prossimi anni e quali saranno i vini di maggior tendenza ?

  • l’89% dei produttori indica i vini biologici e sostenibili,
  • il 45% indica i vini a basso contenuto alcolico,
  • il 43% indica i vini senza solfiti,
  • il 37% indica i vini biodinamici,
  • il 27% indica i vini vegani,
  • il 16% indica i vini in lattina,
  • l’11% indica i vini analcolici.